Riceviamo dall’amico Pippo Graffeo e volentieri pubblichiamo:

Una coppia di turisti, presumibilmente francesi, si accostano alle fredde transenne e si sporgono al massimo per cercare di leggere il contenuto degli scritti sulla base del grande monumento che si erge sul nostro Viale delle Terme.

Si tratta della Colonna Votiva eretta dal padre benefattore Don Michele Arena e dedicata alle cinquanta vittime del Diximude, il dirigibile francese, precipitato nelle acque del mare di Sciacca nella tragica notte del 21 dicembre del 1923.

Ero ancora ragazzino, era l’anno 1964, e ricordo le emozioni, le lacrime di gioia e di dolore, i suoni ed i colori che hanno contraddistinto la giornata dell’inaugurazione.Si parlavano due lingue l’italiano ed il francese. Ci si abbracciava senza bisogno di parlare. Il Nostra Grande Padre Arena era riuscito a creare un legame profondo fra i due popoli.I francesi non hanno mai dimenticato, sono rimasti devoti e riconoscenti, tornando sempre in questo luogo del ricordo e della preghiera.

Nella sommità della colonna la statua in bronzo di Notre Dame de Fourviere volge lo sguardo verso l’immenso mare portando il segno della benedizione.

Perché queste perenni fredde transenne continuano brutalmente a cancellare la storia?

Non si chiede di risolvere il più grande delitto che la politica ha consumato in questi ultimi anni (LA CHIUSURA DELLE TERME), ma sulla Colonna votiva si può e si deve intervenire.

Ogni giorno di vita in più di una transenna corrisponde ad un giorno di vergogna in più della nostra esistenza.

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