Nel corso delle “comunicazioni” che ieri sera hanno contrassegnato, come di consueto, la fase iniziale del consiglio comunale, si è registrata quella del sindaco Fabio Termine di aver partecipato, in mattinata, ad una riunione svoltasi a Palermo nel palazzo presidenziale della Regione e relativa al progetto di trasformazione in posteggio dell’area oggi occupata dall’ex Ospedale di Sciacca.
Vi hanno partecipato i tre soggetti pubblici (Regione Siciliana, Asp di Agrigento e Comune di Sciacca ) con riferimento ai quali la Giunta Regionale presieduta da Schifani ha autorizzato l’Accordo di programma sull’ex Ospedale di Sciacca, funzionale alla riqualificazione del complesso termale di Sciacca, per la sua trasformazione in un parcheggio a servizio delle Terme e dell’intera città.
È la terza riunione operativa sull’argomento, per la realizzazione di una progettualità pubblica relativamente alla quale il sindaco Termine ha ulteriormente chiarito i ruoli dei tre soggetti pubblici:
- la Regione provvederà al finanziamento dell’opera pubblica
- il Comune di Sciacca, dopo aver provveduto ad elaborare un progetto di fattibilità tecnico-economica, sarà responsabile per l’affidamento della progettualità esecutiva all’esterno dell’ufficio tecnico comunale, per la gara pubblica di appalto e per la futura gestione del parcheggio con relativo introito per le casse comunali
- per l’ASP di Agrigento, proprietaria dell’immobile e che lo aveva inserito nella lista dei beni suscettibili di alienazione con un valore di 8 milioni di euro, dopo il depennamento dell’immobile da quelli in vendita il vantaggio sarà quello di non dover sostenere costosissimi oneri legati alla sicurezza ambientale e alla manutenzione straordinaria, ai quali avrebbe potuto essere esposta per le condizioni precarie dell’immobile.
Il sindaco Termine ha in particolare evidenziato come tale opera pubblica rappresenti un grande vantaggio per la comunità cittadina, non solo e non tanto per evidenti ragioni estetiche di decoro, ma sopratutto per il fatto di poter disporre di un consistente finanziamento da parte della Regione per un parcheggio indispensabile sia alle esigenze delle future Terme che a quelle dell’intera città, per non dire delle finanze comunali che ne trarranno vantaggio dopo l’entrata in funzione del nuovo parcheggio,
Nel successivo dibattito è stata evidenziata l’esigenza di approfondire preliminarmente l’esistenza di un eventuale ostacolo rappresentato da un antico vincolo di destinazione riguardante una porzione dell’ex struttura ospedaliera, ma in generale nessuna forza politica ha osato criticare o mettere in discussione la scelta adottata dalla Regione dopo averne ricevuto indicazione dall’amministrazione Termine.
Ci è sembrata comunque del tutto condivisibile la perplessità manifestata dal consigliere Maglienti, secondo il quale avrebbe offerto maggiori garanzie complessive affidare la fase della progettualità agli uffici tecnici della Regione, piuttosto che affidarne la responsabilità alla regia del Comune.
Aggiungiamo noi, con l’occasione: non si commetta l’errore di considerare questa scelta come interamente risolutiva del problema parcheggi in città, perché è questa la sensazione (non positiva) che abbiamo ricavato dal dibattito consiliare.
La trasformazione dell’ex Ospedale in area parcheggio si conferma quindi definitivamente avviata, e ricordiamo che era stato il nostro giornale ad indicare per primo tale soluzione come la migliore e di più facile realizzazione, per colmare la carenza strutturale di parcheggi in città, a cui si aggiungeva l’esigenza imprenscindibile di un grande parcheggio dove ospitale il flusso aggiuntivo di auto che si determinerà con la valorizzazione del nuovo complesso termale di Sciacca. La proposta avanzata dal nostro giornale aveva acceso il dibattito cittadino, alimentato dalla successione dei nostri articoli sul tema e dal sondaggio che avevamo lanciato, per i quali non ci erano state risparmiate critiche anche severe da chi non condivideva la proposta di un grande parcheggio nell’area dell’ex ospedale. Ma, a quanto pare, avevamo ragione.






