Dopo quasi due ore di spettacolo, pubblico tutto in piedi ad applaudire attori, ballerini, tecnici, il piccolo esercito che ha dato vita alla rappresentazione del culto della Madonna del Soccorso e alla devozione del popolo di Sciacca per la sua Patrona.

Un Monte visibilmente commosso ha raccolto il frutto di un lavoro che parte da lontano, da un desiderio , da un sogno: quello di mettere in scena la storia che ogni sciacchitano conosce: quello della Madonna del Soccorso; ma i cui particolari vengono fedelmente riportati in un grande affresco scenico in cui gli effetti drammatici, coreografici, musicali si fondono in un sentimento di grande devozione, rispetto, ammirazione e amore per una figura, quella della Madonna, che è l’assoluta protagonista dello spettacolo, spettacolo essa stessa.

Non aggiungo a questo articolo nè nomi nè altre foto che possano togliere a chi ancora deve assistere allo spettacolo il gusto di scoprire quello che “il solito Monte” è capace di fare. Vi dico solo che ieri sera, ciascuno di noi spettatori girava la testa a destra e a sinistra, guardando lo sfondo o il proscenio, guardando in alto, in attesa di stupirci a ogni apparizione, di assistere a un effetto inatteso, mentre sulla scena scorreva una storia che dalle peste del 1626 portava alla visione della vara con la statua che tutti amiamo. E ci siamo stupiti, ancora una volta, di fronte a quello che Salvatore Monte riesce a realizzare con il suo modo personalissimo di intendere lo spettacolo, alla sua maniera, quella che in questi anni ha fatto crescere la sua professionalità e ha portato alla ribalta storia, tradizioni, personaggi che altrimenti cadrebbero nell’oblio.

Un cast variegato, dalle primedonne Patrizia Pellegrino e Corinne Cléry ai bravi attori, cantanti, ballerini che abbiamo imparato a conoscere dagli spettacoli di Monte. Ma accanto ai suoi fedelissimi, questa volta Salvatore ha voluto anche altri giovani e “vecchi” attori del panorama del teatro amatoriale locale, come a volere coinvolgere tutti in un abbraccio corale in cui cessino antagonismi e contrapposizioni in nome della fede e per Amore della nostra città. E’ questo, in fondo, il suo messaggio e il messaggio che questo spettacolo vuole lanciare. Uno spettacolo che non ha deluso le aspettative di un pubblico esigente, quale quello di Sciacca. Che lo ha pienamente soddisfatto.

Del resto la parola “samballetta ” è pronunciata dai portatori quando la vara della Madonna viene issata dai marinai durante la processione per le vie della città. Un termine che, derivato dal greco, significa “tutti insieme “sollevate insieme” a sottolineare il forte senso di comunità che caratterizza questa tradizione.

Repliche stasera, l’1 2 Agosto. Atrio Inferiore Palazzo Comunale