
L’idea di sostenere le famiglie in difficoltà attraverso il cosiddetto baratto amministrativo è, senza dubbio, una proposta che nasce da una finalità meritevole di attenzione: consentire ai cittadini che versano in condizioni economiche disagiate di compensare il pagamento di alcuni tributi locali mediante lo svolgimento di attività di pubblica utilità rappresenta infatti uno strumento che, negli anni, è stato adottato da diversi enti locali con risultati apprezzabili.
In questa direzione si inserisce la proposta avanzata dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Alessandro Curreri, che torna a rilanciare un progetto sul quale lo stesso lavora da tempo. L’ipotesi è quella di destinare 100 mila euro per consentire ai cittadini interessati di estinguere parte dei tributi comunali attraverso prestazioni a favore della collettività, previa approvazione di un apposito regolamento.
La finalità sociale dell’iniziativa è difficilmente contestabile.
Ogni amministrazione ha il dovere di individuare strumenti che possano alleviare le difficoltà delle fasce più deboli della popolazione, soprattutto in un periodo storico caratterizzato dall’aumento del costo della vita e dal crescente peso della fiscalità locale sui bilanci familiari.
Proprio perché l’obiettivo è condivisibile, diventa però necessario affrontare con particolare attenzione il tema della copertura finanziaria.
Secondo quanto illustrato nella proposta del consigliere Cuurreri, le risorse dovrebbero provenire dall’imposta di soggiorno.
Ed è su questo aspetto che appare opportuno aprire una riflessione di carattere giuridico e amministrativo.
L’imposta di soggiorno, infatti, non costituisce una normale entrata del bilancio comunale. Il legislatore nazionale ne ha previsto una destinazione specifica, individuando finalità strettamente connesse allo sviluppo del turismo, al miglioramento dell’accoglienza, alla valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale, ai servizi pubblici locali collegati al turismo e, più recentemente, anche alla copertura di alcuni costi del servizio di gestione dei rifiuti.
Si tratta, dunque, di un’entrata che presenta un preciso vincolo di destinazione.
È per questa ragione che ogni scelta relativa al suo utilizzo richiede particolare prudenza e una preventiva verifica della sua piena compatibilità con il quadro normativo vigente.
Del resto, la stessa vicenda del baratto amministrativo dimostra quanto la materia sia complessa. In passato, infatti, la Corte dei conti aveva già formulato osservazioni sulla proposta originaria, chiarendo alcuni limiti applicativi dell’istituto, tra cui l’impossibilità di utilizzarlo per compensare posizioni debitorie pregresse.
Ciò conferma che ogni regolamento dovrà essere costruito nel pieno rispetto della normativa e dei principi della contabilità pubblica.
Accanto al profilo della legittimità, vi è poi quello dell’opportunità amministrativa.
Negli ultimi giorni il dibattito cittadino si è concentrato proprio sull’utilizzo dell’imposta di soggiorno e sulla necessità che tale gettito venga reinvestito per rafforzare il comparto turistico, soprattutto alla luce dei dati relativi al primo semestre dell’anno che evidenziano una flessione delle presenze in alcuni segmenti della ricettività.
Operatori turistici e associazioni di categoria hanno più volte auspicato che queste risorse vengano destinate prioritariamente alla promozione della città, al miglioramento dei servizi di accoglienza, al decoro urbano, agli eventi di qualità e alla valorizzazione del centro storico.
Si tratta di esigenze che non appaiono in contrapposizione con le politiche sociali, ma che pongono una questione di equilibrio nella programmazione delle risorse pubbliche.
Probabilmente la vera sfida consiste proprio nel riuscire a conciliare entrambe le esigenze: da un lato il sostegno alle famiglie in difficoltà, dall’altro la tutela di un’imposta nata per alimentare gli investimenti nel turismo, settore che rappresenta uno dei principali motori economici della città.
Sarà il Consiglio comunale, attraverso il confronto politico e il supporto degli uffici competenti, a valutare se la proposta possa trovare una formulazione pienamente conforme alla normativa vigente oppure se sia necessario individuare una diversa fonte di finanziamento.
Ciò che appare auspicabile è che il dibattito rimanga sul terreno del diritto e della buona amministrazione. Le finalità sociali meritano rispetto, così come meritano attenzione le esigenze del comparto turistico. Trovare un punto di equilibrio tra questi due interessi significa amministrare con responsabilità, nella consapevolezza che ogni euro del bilancio comunale deve essere impiegato nel rispetto della legge e nell’interesse dell’intera comunità saccense.