di Cristian Aiello, classe III C Liceo Scientifico E. Fermi, partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”
Diventare medico è un sogno comune tra i ragazzi di oggi, che già dal liceo si trovano impegnati in corsi per accedere alle facoltà sanitarie.
Si tratta di un percorso lungo, complicato e impegnativo. Recentemente i ragazzi si sono trovati ad affrontare un sistema che, invece di accompagnare, ha lasciato indietro molti: la riforma “semestre filtro” che ha suscitato molte polemiche aprendo un ampio dibattito a livello nazionale.
Molti giovani hanno sentito le loro passioni spegnersi e i loro sogni stroncati, rassegnandosi a trovare delle alternative. Altri invece perseverano tentando e ritentando.
“Bisogna perseverare senza arrendersi, perché solo con impegno e costanza si superano le difficoltà e si raggiungono i propri obiettivi”: è questo il consiglio rivolto a questi ragazzi dal Direttore Sanitario dell’Ospedale di Sciacca Dr. Adriano Cracò, quando ho avuto l’occasione di intervistarlo dopo poche settimane dall’inizio del suo incarico.

Cracò è un medico ortopedico con una lunga esperienza nella gestione sanitaria. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi di direzione in varie strutture della provincia.
Attualmente ricopre il ruolo di direttore sanitario di presidio e si occupa anche del controllo di gestione, con il compito di orientare le scelte strategiche dell’azienda sanitaria provinciale.
Dott. Cracò perché ha accettato questo incarico?
“Perché è un ruolo importante e stimolante. La direzione sanitaria permette di migliorare l’organizzazione dei servizi e contribuire concretamente alla crescita della struttura. È anche un onore dirigere un ospedale come quello di Sciacca”.
Qual è lo stato di salute dell’ospedale di Sciacca?
“È una realtà performante, con diversi punti di eccellenza: oculistica, cardiologia con emodinamica, rianimazione e ginecologia. L’ospedale è attrattivo anche per pazienti fuori provincia, segno di qualità. La criticità principale resta la necessità di ridurre la mobilità passiva, cioè i pazienti che si recano altrove”.
Cosa pensa del nuovo sistema di accesso alla Facoltà di Medicina?
“Ha creato confusione e difficoltà iniziali, ma ogni cambiamento richiede adattamento. È importante non scoraggiarsi: le difficoltà fanno parte del percorso e si superano con impegno e costanza”.
Cosa direbbe a chi vuole abbandonare quel percorso?
“Di non mollare. È un percorso impegnativo, ma se c’è passione si possono superare gli ostacoli. Perseverare è fondamentale: i risultati arrivano con impegno e determinazione”.
Come convincere i giovani a restare in Sicilia?
“Andare via spesso è legato a motivi di studio o specializzazione, ma non è sempre definitivo. In Sicilia esistono realtà valide dove crescere professionalmente. Serve valorizzare il territorio e cercare contesti con “maestri” capaci di insegnare e far crescere i giovani”.
Cristian Aiello, classe III C Liceo Scientifico E. Fermi, partecipante al Premio Giornalistico Enzo Porrello”.