di Asia Amerio, classe 3 B Liceo Scientifico “E. Fermi”, articolo partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”

Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una strada carca di buche, chè la diritta via era scalfita” 

È mattina presto.

Ti sei alzato, ti sei lavato, hai fatto colazione e sei pronto per uscire di casa. Prendi le chiavi di casa, quelle dell’auto e, indossata la giacca, esci e ti chiudi la porta alle spalle.

Il sole splende già nel cielo e pensi che nulla potrà scalfire la tranquillità della giornata che si prospetta… fin quando non ti metti alla guida e, in maniera del tutto inaspettata, la macchina sobbalza!

Cosa potrà mai essere stato? La tua macchina ha le ali e tu non lo sapevi? Hanno piazzato un trampolino sull’asfalto e non ne eri a conoscenza? Un ufo?

Tutte risposte errate.

Allora, smemorato, la risposta ovvia balena subito nella tua mente ancora assonnata:

è stata una buca! Ebbene sì, proprio quella.

Adesso, ti ricordi che dovrai guidare con gli occhi ben spalancati, uno che guarda dritto la davanti a te e un altro fisso a terra.

Assalito dalla paura di imbatterti in un altro squarcio profondo sul terreno, non vedrai l’ora di arrivare a destinazione!

È questo il tipico scenario che ognuno di noi, purtroppo, sperimenta quasi tutti giorni percorrendo la viabilità cittadina.

Il disagio, l’esasperazione e la delusione verso una città nella quale le strade versano in una situazione alquanto disastrosa.

Ormai è inevitabile sorvolare sulla questione e far finta che sia un problema su cui potere chiudere un occhio, anzi due. La verità è che mettersi alla guida è diventato un problema per molti, poiché piccoli squarci sull’asfalto sono diventati vere e proprie buche profonde, difficili da evitare, anche se ci si presta accurata attenzione.

La situazione si è aggravata maggiormente in seguito alle condizioni metereologiche avverse, che hanno colpito la nostra città più volte. L’acqua, ha fatto sì che piccole crepe sull’asfalto si allargassero sempre di più, ostacolando la corretta circolazione dei mezzi.

Le strade nelle zone di campagna, già soggette a poca manutenzione,  stanno ormai diventando impercorribili, a discapito della sicurezza di tutti e tutto. 

E in città la situazione non è molto diversa.

Cosa grave, dal momento che c’è molto movimento e la sicurezza stradale è fondamentale per garantire l’incolumità ai cittadini. Mettersi alla guida della propria auto senza frustrazioni è una cosa di cui nessuno può più beneficiare, dal momento che le riparazioni sulle strade tardano ad arrivare e, nell’attesa del necessario intervento, vengono piazzate le transenne, barriere fatiscenti che sembrano essere diventate il simbolo della nostra città, poiché si trovano oramai ovunque si vada. 

Inoltre, è giusto e doveroso precisare che per noi giovani, spesso alla guida del nostro scooter, è diventato pericoloso e difficile circolare nelle strade. Viviamo con la costante angoscia di imbatterci in una spiacevole vicenda a causa dello stato malandato della pavimentazione stradale. Una svista, una piccola distrazione o l’arrivo di una nuova buca di cui non eravamo a conoscenza, può portarci a perdere il controllo del nostro veicolo a due ruote o, nelpeggiore dei casi, a subire un incidente. La paura non è solo nostra, ma anche dei nostri genitori, la cui preoccupazione cresce di giorno in giorno vedendo lo stato in cui versano le nostre strade, del tutto abbandonate a loro stesse. 

La sicurezza stradale non è una cosa che può passare in secondo piano, dal momento che ne deriva il decoro della città e la tranquillità di noi cittadini. Sciacca merita di essere ascoltata e ciò che chiede in questo momento sono strade sicure. Si è aspettato fin troppo e il brutto tempo non ha sicuramente aiutato.

È arrivato il momento di aprire gli occhi e di rimboccarsi le maniche: mettiamoci sulla diritta via piuttosto che continuare ad inciampare su una strada colma di buche, nella quale prima o poi sprofonderemo. 

                                                                                  Asia Amerio, classe 3 B Liceo Scientifico “E. Fermi”, articolo partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”