di Francesco Passafiume, classe IV D Liceo Classico “T. Fazello”, partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello
Nello scorso anno scolastico la comunità scolastica dell’IISS “T. Fazello” ha acceso nuovamente i riflettori su un tema che la politica locale, per troppo tempo, ha trascurato e, forse anche, cercato di archiviare.
L’Aula Magna del nostro istituto è stata, infatti, la sede di un convegno in cui gli allievi del Liceo Classico ed Artistico hanno avuto modo di confrontarsi su questo argomento con esperti del settore e con l’Amministrazione Comunale.

L’obiettivo? Promuovere la nascita di un “santuario” per la ceramica, luogo che ad oggi, purtroppo, esiste solo nelle aspirazioni di chi lo reclama e nei laboratori dei nostri maestri artigiani che continuano a produrre bellezza, senza un tetto istituzionale che la tuteli e la trasmetta alle generazioni successive.
Questa istanza è stata, per noi studenti, lo sbocco naturale di un percorso svolto nell’ambito del progetto “Alla scoperta della ceramica di Burgio e di Sciacca. Itinerari museali tra arte e artigianato”.
Il progetto ci ha permesso di conoscere e confrontare la tradizione ceramica di questi due centri dell’agrigentino, attraverso incontri di formazione, visite nelle botteghe artigiane, laboratori pratici, culminati poi nella realizzazione di una mostra presso i locali del Bonachia, interamente curata e allestita dai nostri compagni del Liceo Artistico.


Nel corso delle varie attività, abbiamo avuto modo di comprendere come la ceramica sia un’arte antica e profondamente radicata nella storia e nella cultura del nostro territorio, ma soprattutto abbiamo appreso che solo Sciacca è ancora priva di un museo che tuteli e valorizzi questa tradizione, a differenza di quanto accade in altre città della ceramica quali la stessa Burgio, Caltagirone, Faenza ecc…
Ci siamo dunque sentiti in dovere di dare, in qualche modo, il nostro contributo per cercare di sanare questo gap.
Purtroppo, l’attuale paralisi degli organi di rappresentanza dei giovani sul territorio comunale costituisce un grande ostacolo. Come può la voce dei giovani arrivare nei “palazzi del potere” ed essere ascoltata se gli strumenti di dialogo sono disattivati?
L’assenza della Consulta Giovanile Comunale di Sciacca, soffocata dalla burocrazia, è una ferita, che si fa sempre più profonda, alla nostra libertà d’espressione.
Abbiamo, quindi, approfittato dell’occasione offertaci dalla nostra scuola e, nell’ambito del convegno conclusivo del progetto, abbiamo consegnato al Sindaco, per il tramite dell’assessore Sinagra, una richiesta formale per l’istituzione di un museo della ceramica a Sciacca.
A distanza di quasi un anno, sorge spontanea una domanda: l’Amministrazione Comunale ha dato un qualche seguito alla nostra proposta? O, al contrario, essa è rimasta confinata tra le mura di un’aula?
Con grande rammarico constatiamo che, ad oggi, di un museo della ceramica non si sente nemmeno parlare…
La visione secondo la quale la nostra città può essere considerata un “museo a cielo aperto”, prospettataci nel corso del convegno dall’Amministrazione Comunale e che noi senz’altro condividiamo, non ci sembra tuttavia sufficiente.
Definire una città “un museo a cielo aperto” senza un’istituzione “custode” significa, di fatto, condannare il nostro patrimonio all’usura del tempo e, del resto, il compito di trasmettere quest’arte non si può affidare esclusivamente all’iniziativa privata dei maestri ceramisti.
Occorre una sede istituzionale permanente!
Un museo non è semplicemente uno spazio dove esporre opere da ammirare, più o meno passivamente; un museo è molto di più!
I musei sono i luoghi della “memoria culturale” di una comunità, luoghi in cui se ne custodisce la storia e l’identità, per trasmetterla alle generazioni future.
In questo senso, i musei si configurano come luoghi in cui è possibile rafforzare il senso di appartenenza alla comunità, luoghi di apprendimento per i giovani, nei quali svolgere, in collaborazione con le scuole, laboratori didattici, seminari, mostre temporanee e attività interattive che permettano di conoscere e valorizzare le tradizioni locali, di esercitare la cittadinanza attiva, di elaborare la cultura, oltre che conservarla.
Senza contare che i musei sono anche spazi inclusivi, in cui promuovere l’incontro e il confronto tra punti di vista, tradizioni, culture diverse.
I musei, infine, sono luoghi che potrebbero offrire reali opportunità di lavoro a noi cittadini ed incentivare un turismo culturale che, con l’indotto, favorirebbe una crescita economica della città nel suo complesso.
Il valore del museo che non c’è, inoltre, è confermato da chi, come il prof. Vito Ferrantelli, presidente dell’Associazione MUCEB, ha già trasformato la tradizione in istituzione a Burgio; testimonianza chiara del fatto che un museo nasce prima nelle menti di chi vuole proteggere la propria storia e poi dalle mani di chi lo realizza.
Ebbene, gli allievi dell’IISS Fazello di Sciacca l’idea l’hanno già partorita; ora occorre che le istituzioni competenti inizino a posare i primi mattoni, individuando ad esempio una location adeguata fra gli edifici inutilizzati o già adibiti a museo, intercettando finanziamenti, creando un tavolo di lavoro che includa politici, tecnici, esperti del settore, associazioni e, perché no, anche noi giovani!
Insomma, la politica locale non si deve più limitare alla gestione dell’ “ordinario”, ma aprirsi allo “straordinario”.
Per quanto ci riguarda, noi continueremo ad adoperarci concretamente per tenere viva l’attenzione sull’argomento e, proprio per questo, abbiamo invitato l’Assessore al ramo, Francesco Dimino, a partecipare ad un nuovo confronto sul tema, che si svolgerà nel nostro istituto giovedì 5 marzo.
È lecito chiedersi se, questa volta, arriverà un riscontro concreto da parte dell’Amministrazione Comunale.
Francesco Passafiume, classe IV D Liceo Classico “T. Fazello”, partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”