
Il Carnevale di Sciacca 2026 incorona il suo vincitore: “Non aprite quella porta” conquista il primo posto nella classifica generale dei carri allegorici, imponendosi per forza allegorica, la qualità dei movimenti scenici e la solidità del copione del talentuoso Giovanni Giglio, conquistando pubblico e critica.
Non a caso si classifica al primo posto anche nelle tre categorie copioni, allegoria e movimenti.
Un successo che ha messo d’accordo giuria e pubblico, confermando ancora una volta la vitalità artistica della città. Al centro del trionfo c’è proprio la scrittura, firmata dal giovane talento saccense Giovanni Giglio, autore e anima del progetto.
Giglio, che oggi lavora fuori città, ha coordinato a distanza un lavoro complesso e articolato, guidando con meticolosità una squadra affiatata capace di tradurre in scena ogni indicazione con precisione e intensità. Un risultato tutt’altro che scontato, che dimostra come organizzazione, visione e fiducia reciproca possano trasformare un’idea in un progetto vincente.

Non è la prima affermazione per l’autore: già campione in carica dallo scorso anno con il copione del carro allegorico “Al cuor non si comanda”, Giovanni Giglio si conferma voce originale e coraggiosa del Carnevale saccense.
Anche questa volta ha scelto di affrontare temi complessi e attuali, intrecciando nel testo riferimenti alle guerre e alla delicata situazione geopolitica internazionale. Un linguaggio a tratti impegnativo, ma sempre efficace, che ha saputo parlare al cuore della gente senza rinunciare alla profondità dei contenuti.



Sul palco, una squadra di interpreti di grande sensibilità ha dato corpo e anima al copione: Marzia Piazza, Marzia Soldano, Giulia Milanese, Nunu Timonen, Gabriele Russotto, Giuseppe Piazza, lo stesso Giovanni Giglio nei panni di attore e regista, e il piccolissimo Andrea Visita.

Ed è stato proprio Andrea Visita a chiudere il copione con un messaggio di pace e speranza, in uno dei momenti più emozionanti dell’intera manifestazione. Le sue parole, semplici e potenti, hanno colpito il pubblico nel profondo, diventando virali sui social con circa 40.000 visualizzazioni in pochi giorni. Un segno tangibile di quanto l’arte, anche in un contesto festoso come il Carnevale, possa farsi portavoce di valori universali.

Dietro il successo, però, c’è un lavoro immenso e spesso invisibile. La regia è stata affidata a Mattia Celiento e Giuseppe Milanese, che hanno orchestrato con cura ogni dettaglio scenico. L’assistenza di palco, fondamentale per la fluidità dello spettacolo, è stata curata da Noemi Soldano e Alessia Scoma. La sartoria, ricca di colori e simbolismi, porta la firma di Giovanna Barna, Sina D’Antoni e Giusy Bladis. Grande attenzione anche ai trucchi e agli effetti speciali: dal suggestivo mascherone di Trump, interpretato da Marzia Piazza, al potente body painting di Atlante, curato da Fabrizia Capostagno, che ha contribuito a rendere ancora più incisiva la narrazione allegorica.
“Non aprite quella porta” non è stato soltanto un carro vincente, ma un’opera corale, frutto di talento, dedizione e amore per il Carnevale. Un progetto che ha saputo unire spettacolo e riflessione, divertimento e consapevolezza.
A Giovanni Giglio e a tutta la squadra vanno i complimenti e gli auguri della redazione di ServireSciacca, con la certezza che questo sia solo un nuovo capitolo di un percorso artistico destinato a crescere ulteriormente.