Si surriscalda il clima all’interno del Comune di Sciacca.

Ad accendere la miccia è stata la pubblicazione di un avviso di interpello interno per il conferimento dell’incarico di Dirigente del 1° Settore Affari Generali con contratto a tempo determinato ai sensi dell’art. 110, comma 1, del D.lgs 267/2000 emesso dal Dirigente del 3° Settore Gestione Risorse Umane.

Oggi quattro consiglieri comunali del gruppo misto (Maurizio Blò, Raimondo Brucculeri, Paolo Mandracchia e Carmela Sant’Angelo) replicano con fermezza richiedendone l’annullamento in autotutela per illegittimità dell’avviso pubblicato.

Con una lettera indirizzata al sindaco, al dirigente del 3^ settore Gestione Risorse Umsne dr. Venerando Rapisardi, al segretario comunale dr, Manlio Paglino e al presidente del Collegio dei Revidori, i quattro consiglieri comunali del Gruppo Misto fanno presente che il preventivo interpello interno, volto a ricercare professionalità interne in possesso dei requisiti richiesti, rivolgendo l’interpello interno alla sola classe dirigente ha precluso la possibilità di presentare la propria candidatura a tutti coloro che, all’interno dell’ente, sono in possesso dei requisiti, così ledendo il diritto dei dipendenti di essere vagliati prima dei soggetti esterni.

Con ciò ponendo in atto una procedura contraria alla corretta interpretazione dell’art.19 del D. Lgs. n.165/2001 che impone all’amministrazione di ricercare all’interno dei suoi ruoli una professionalità in possesso dei requisiti richiesti per il conferimento dell’incarico.

I firmatari della richiesta di annullamento in autotutela, sostengono che, a loro avviso:

è chiaro l’intento dell’amministrazione è di procedere verso un incarico esterno, essendo improbabile che l’interpello rivolto ai soli dirigenti, che sono già in possesso di un contratto a tempo indeterminato, possa riscuotere disponibilità per passare a un contratto a tempo determinato;

– l’art.19 del D. Lgs. n.165/2001, prevede che tale tipologia di incarichi a soggetti esterni all’Amministrazione possa essere conferita dopo aver accertato che la professionalità richiesta non sia rinvenibile nei ruoli dell’Amministrazione, vedi Sentenza del TAR Lazio, Roma, Sez. II n.2479 del 01 Marzo 2021

la ratio della norma sopra citata (confermata dalla giurisprudenza contabile), è quella di ridurre le spese dell’Amministrazione, evitando, ove possibile, il ricorso a professionalità esterne, in linea con i principi di efficienza, efficacia ed economicità dell’azione amministrativa e della valorizzare il capitale delle risorse umane a disposizione

– il ricorso a figure esterne, comporterebbe degli aggravi finanziari per il comune per circa € 150.000,00 per il triennio di validità contrattuale, che aggiunti all’incarico precedentemente attribuito ai sensi dell’art. 110, comma 1, del D.lgs 267/2000 avente il medesimo costo, fa arrivare ad una spesa complessiva di circa € 300.000,00

– le risorse impiegate potrebbero essere spese per fare fronte alle reali priorità della nostra città, come ad esempio la manutenzione stradale, il decoro urbano, la creazione di eventi che possono permettere la crescita turistica di Sciacca.


Per i motivi sopra evidenziati “tutta la procedura posta in essere sembra la creazione di un capo d’abbigliamento sartoriale su misura per reclutare soggetti esterni, eludendo con artifizi la normativa di carattere generale e speciale”.

“A tale proposito, fanno osservare i quattro consiglieri comunali del gruppo misto, se fosse accertato un comportamento illegittimo da parte delle Autorità competenti, cui ci si riserva di adire nell’ipotesi di rigetto/rifiuto della richiesta di annullamento in autotutela dell’avviso d’interpello rivolto ai solo dirigenti, si ritiene verosimile che coloro che hanno posto in essere l’atto illegittimo, e coloro, che pur avendo l’obbligo di vigilare non l’abbiano fatto, possano incorrere in una duplice responsabilità di natura penale e di danno erariale”.

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