L’esperienza di queste ultime settimane di festa, unita alla mia conoscenza del Carnevale, sin dagli anni 70, mi induce a credere che il futuro di questa nostra festa, che la mia anima pop ama fortemente, possa solcare mari più calmi e navigare con le vele spiegate verso un futuro migliore. Sono vissuta in centro storico, ora risiedo alla Perriera. Posso dire quindi, senza tema di smentita, che ho una visione complessiva del fenomeno che ha , senza alcun dubbio, il merito di avere risvegliato l’economia della città. Oggi tutto è legato all’economia. Non avrebbe senso il contrario.

Un tempo, facevamo tutto a gratis et amore dei. Oggi non si può più…e non si deve. Ma l’aspetto che qui mi preme sottolineare è l’idea che in una stessa cittadina, si possa, in definitiva, spalmare la festa di Carnevale su diverse zone e quartieri. Fermo restando che la festa di questo Maggio/Giugno è un esperimento a tutti gli effetti e tale rimane, con i limiti legati ai tempi ristretti che ne hanno caratterizzato l’organizzazione.

I nostri gruppi mascherati dei carri, nei favolosi anni 80, iniziavano a sfilare il giovedì, alla Marina e a San Michele. I nostri bambini e i nostri ragazzi, compatti e disciplinatissimi, sfidavano il maltempo, il vento e la pioggia di Febbraio, per dare un assaggio di quello che sarebbe stato il loro apporto davanti ai carri, a partire dalla giornata di sabato e iniziare a coinvolgere la gente.

Anche adesso, senza dare troppo spazio alle polemiche, la nostra città è una e una sola. Fatta di tanti quartieri, certo. Ma non ha senso parlare di un Carnevale alla Perriera come un’offesa mortale al centro storico. Sempre a Sciacca siamo. Non siamo a Parigi o a Londra. Sciacca è piccola. Allora, con molto buon senso e pragmatismo, pensiamo a un Carnevale “flessibile”, che abbia la capacità di coinvolgere tutte le zone della città, magari in giorni diversi, come ho detto prima, ma che comunque abbia la capacità di “includere” tutti, senza banali campanilismi di quartiere e medaglie al valore appuntate sul petto di questo o di quello. Siamo una stessa città.

Inoltre , anche il periodo di svolgimento della festa può non essere solo quello del calendario tradizionale. Quindi flessibilità anche in questo. Il post pandemia ci ha insegnato che la gente ha voglia di vivere, sempre e dovunque. Niente paletti. Ma una migliore programmazione. Quella sì.

3 pensiero su “UN CARNEVALE “FLESSIBILE””
    1. Una giusta e condivisibile disamina, il Carnevale per come lo è stato fino a qualche anno fa non sarà più possibile, è inutile che la gente o promotori di sondaggi inverosimili oggigiorno se è meglio in centro storico o il sito della Perriera si “scervelli” più di tanto, bisogna pensare ad un Carnevale più moderno senza perdere la tradizionalita’, e con innovazione tecnologica (e si è visto in alcuni carri quest’anno) che oggi elettronica e tecnologia ci consente.
      Certo occorrerà fare in modo, visto che il Carnevale è anche opportunità di economia della città, che le attività che prima in centro storico ne beneficiavano oggi possono avere le stesse opportunità nel nuovo percorso, che ho trovato lo stesso suggestivo con una vista panoramica sul mare e con meno disagi per la città non bloccando tutto il centro per giorni ma circoscritto in un circuito.
      Un esperimento tutto sommato ben riuscito, ottima base, si può solo migliorare.

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