Si è svolta oggi la programmata manifestazione organizzata dai Comitati spontanei che da qualche tempo si sono mobilitati per richiedere la riapertura del Pronto Soccorso e la classificazione del Fratelli Parlapiano come ospedale di zona disagiata, con tutti i servizi collaterali previsti per gli ospedali sede di pronto soccorso.

Come sempre la città di Ribera ha dimostrato la sua grande capacità di mobilitarsi come comunità su tematiche sociali di rilevante interesse, tant’è che all’odierna manifestazione erano presenti oltre 5 mila persone a detta dell’on.le Pace.

“La riapertura del pronto soccorso di Ribera è diventata una priorità assoluta” ha dichiarato alla fine Carmelo Pace, capo gruppo della Nuova D.C. all’ARS ed ex sindaco della città cristina per dieci anni

“Lo sarà anche per me e per il mio gruppo politico all’Ars” ha aggiunto il parlamentare regionale, che pochi giorni addietro aveva promosso sull’argomento l’audizione in Commissione Sanità con l’assessore alla Salute Giovanna Volo, per il riconoscimento del presidio ‘Fratelli Parlapiano’ di Ribera quale ospedale di zona disagiata. In quell’occasione su proposta di Pace e con la condivisione di tutti i componenti della Commissione Sanità, era stata firmata una risoluzione che impegna il Governo Regionale ad adoperarsi per il raggiungimento dell’obiettivo e l’assessore Volo aveva mostrato la propria apertura, manifestando la sua volontà nel concretizzare l’avvio dell’iter per il riconoscimento del ‘Fratelli Parlapiano’ come pronto soccorso di zona disagiata.

Appare ormai stridente la differenza tra la capacità della comunità riberese e del suo leader politico di mobilitarsi per quei servizi di cui la propria struttura ospedaliera al momento non dispone più (pronto soccorso e tutte le unità operative ad esso funzionali) e l’incapacità di farlo da parte della comunità di Sciacca per tutti quei servizi di cui la struttura ospedaliera del Giovanni Paolo II (distante solo una quindicina di chilometri dal Fratelli Parlapiano e formalmente riunita a Ribera) dovrebbe sulla carta disporre e di cui invece è priva o assolutamente carente.

Il silenzio della città di Sciacca, del suo sindaco, del suo parlamentare regionale, dell’intera società civile e del distretto di cui il primo cittadino di Sciacca è capofila, sta diventando financo imbarazzante, in questa sorta di occulta “sfida” tra due ospedali che oggi come oggi sono ancora RIUNITI.

Non basta il recente documento che il Comitato Civico della Sanità di Sciacca ha inviato nei giorni scorsi allo stesso assessore regionale Giovanna Volo, contenente tante giuste rivendicazioni e richieste, per contrastare questo perdurante e inattivo silenzio.

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