Ho fatto un sogno, era il 31 marzo e poi il 28 aprile 2019, il luogo era la Villetta mura di Vega a San Michele .
Ci avevamo creduto all’idea della comunità, ossia alla interazione fattiva dei fattori: cittadini, associazioni, istituzioni , tutte e tre insieme, non l’uno di fronte all’altro, ma tutte e tre dalla stessa parte.

E poi, quando era arrivato pure lo strumento della Democrazia Partecipata era stato continuare a sognare.

Il nostro elicottero, che aveva preso il volo, era un piccolo veicolo, un progetto che consisteva nel far diventare il punto più panoramico della cittadina saccense, dall’alto delle mura di Vega e che ti fa allargare lo sguardo quasi a 180 gradi da capo San Giorgio a capo San Marco, con il suo piccolo giardino arabo, incastonandolo come una perla in una ringhiera.

Un piccolo progetto, partiva da 4.350 euro, voluto dai tantissimi cittadini che l’avevano votato e da tanti altri che avevano anche contribuito a fare piccole o grandi donazioni. Un progetto autenticamente della città.

Ma il nostro elicottero, che saliva su in alto, ha poi dovuto fare i conti con il muro di gomma della ottusa burocrazia del nostro Palazzo di Città, passando da un ufficio a un’altro e poi da un dirigente all’altro, e ancora da una classe politica che non sa capire come questi piccoli progetti possano essere importanti, perché non partono da associazioni, da club service o quant’altro, ma dal singolo cittadino in persona, che ti dà il suo personale contributo dicendoti: io non mi fido più di nessuno, ma voglio provarci un’ ultima volta.

Ed invece tu dovrai ancora dargli conferma che non cambia nulla.

E invece veniamo a sapere che i soldi di questo progetto, che era stato approvato financo con un provvedimento di affidamento lavori, sono tornati indietro, il Comune ha dovuto restituirli alla Regione per mancato utilizzo, nonostante il progetto avesse avuto anche l’approvazione della soprintendenza, dopo una lunga inerzia da parte degli uffici, solo nell’agosto del 2021.

C’era tuttavia ancora tutto il tempo per poter iniziare i lavori. Avevamo sollecitato ripetutamente gli uffici competenti e ricevuto anche rassicurazioni al riguardo dal funzionario responsabile in persona.

Invece nulla, salvo la notizia fornitaci dal nostro giornale civico che il finanziamento di democrazia partecipata è andato perduto.

E quella villetta, che al momento del sogno era almeno aperta, adesso è anche chiusa…

Ma non eravamo neanche legittimati a sentirci degni almeno di una comunicazione della restituzione delle somme? Anche perché ora dobbiamo trasmettere questa informazione a tutti coloro che hanno creduto a questo sogno e a questo progetto, e anche darne soddisfazione dell’esito finale.

Un consiglio alla nuova amministrazione che si è insediata da poco e che non ha una responsabilità diretta su questa faccenda, quanto meno sul progetto rimasto un sogno: realizzate e curate questi piccoli sogni dei cittadini perché è anche così che si comincia a costruire una società civica. Ed una società civica è il miglior alleato per una amministrazione seria.

Un pensiero su “QUANDO SVANISCE UN SOGNO DEI CITTADINI…”
  1. È uno dei posti più belli di Sciacca.una terrazza sulla città. Non conoscevo le notizie che ho letto:cosa fare?archiviare la delusione e ricominciare.
    Questo bellissimo angolo va recuperato e valorizzato.Sarebbe opportuno che qualcuno degli assessori assuma l impegno di “recuperare “la pratica ” e includerla fra le cose da fare per il prossimo anno. Speriamo bene. Lillo craparo

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