La notizia della scomparsa di Emilio Sorce ci ha colto di sorpresa, oggi. Come tutte le cattive notizie che circolano in questi giorni, nonostante il clima forzatamente sorridente di questo Natale, questa notizia porta via un pezzo di storia della nostra città.

La prima volta che conobbi Emilio, era nel Salone del Carmine, dove si facevano delle rappresentazioni per bambini e lui indossava un grembiulino da bambino da asilo, con tanto di fiocchetto e cartella. Faceva tanto divertire, quella persona adulta, vestita da bambino. Ma il primo a divertirsi era lui, anima bella, come ho potuto in seguito comprendere con la lunga frequentazione di tanti teatranti e con la nascita del “Gruppo Teatro 13” di cui Emilio é stato un vero pilastro, una specie di padre fondatore e primo attore.

Con Giuseppe Raso al sabatino di Cutrone

Si è cimentato nel teatro dialettale e in quello in lingua con grande passione, per una vita intera. Una vita da scapolo, divisa tra il suo lavoro di impiegato municipale, la sua dedizione totale all’accudimento della madre e la sua passione recitativa.

Con AnnaLia Misuraca
Con Angelo Pumilia

Mai eccessivo e mai esibizionista, nonostante la sua profonda conoscenza dei testi teatrali e la sua esperienza al servizio della cultura di questa città, che ha onorato con la sua arte, spaziando tra i lavori teatrali di Vincenzo Licata (come non ricordare il suo Don Turi nella commedia omonima, quando prendeva in braccio il pupo del paladino Orlando e ci faceva commuovere?). Come dimenticare i tanti personaggi cui ha dato vita , nelle commedie di Martoglio, Capuana, Verga…? 

Con Paola Bono e Guido Bonocore
Con Paola Bono

Per tutta la vita Emilio ha recitato, almeno fino a quando glielo ha consentito l’età . L’ultimo lavoro in cui ha recitato é stato “Lu cantu di li cicali” di Angelo Pumilia, all’Atrio inferiore del Comune. Durante quella rappresentazione, Emilio si sentì male e lo spettacolo fu interrotto. Pur essendo una persona di grande cuore, quel cuore lo faceva soffrire.

Quando lo incontravamo, ci sorrideva sempre e il suo sorriso era quello di un amico con cui si erano condivisi anni di prove, di scene, di rappresentazioni sul filo del rasoio, con tanti imprevisti che arricchivano e alimentavano ancora di più la nostra comune passione per tutto ciò che era teatro. Era una persona semplice e buona. La sua popolarità crebbe negli anni 80, quando anche la televisione privata si accorse del suo talento e lo inserì nei palinsesti televisivi con giochi come “Caccia la barattolo” e altri. Nella nostra generazione, ha lasciato un segno indelebile.

Grazie , caro Emilio, per quello che hai dato a noi e alla tua città, senza mai chiedere nulla in cambio.

FLAVIA VERDE

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