“ Stamattina sono stata alla villetta di Porta Bagni… Volevo fare vedere alle mie nipoti il posto dove sono cresciuta, dove giocavo arrampicandomi sugli alberi, a nascondino, a calcetto, a guardie e ladri, a sganghera cavallo… Forse mi aspettavo di ritornare indietro nel tempo e rivedermi a giocare felice…
È stato come un pugno nello stomaco… Alberi con i rami quasi a terra… La fontana con il bimbo che faceva pipì per riempire la vasca era vuota… Piena di erbacce… sui lati non si può nemmeno camminare… e un signore che tranquillamente faceva i suoi bisogni tra gli alberi… 
Delusa… arrabbiata… amareggiata…

Questo post, pubblicato da Marilena Tripodi sulla sua pagina facebook, rappresenta efficacemente una delle tante realtà di degrado del verde pubblico cittadino e proprio su di essa, la villetta di piazza Saverio Friscia, il nostro blog si era già soffermato con l’articolo del 10 settembre dal titolo “ La sete del verde pubblico “ (cfr. di seguito). 

La scena descritta dalle parole di Marilena Tripodi ci appare esemplificativa di ciò che oggi è forse il più grosso problema della vita pubblica cittadina: la mancanza quasi assoluta dell’ordinaria manutenzione sulla cosa pubblica, quel muro di gomma fatto di sordità, di inefficienza dei servizi comunali e di disinteresse per il bene comune, che si innalza anche dinanzi ad ogni segnalazione di criticità che arriva dalla stampa o da singoli cittadini.

Così tutto rimane immutato, il brutto rimane brutto, il degrado rimane degrado, anche quando non sarebbe per nulla difficile intervenire per migliorare le cose, ricostruire il bello ed eliminare il degrado. 

LA SETE DEL VERDE PUBBLICO

di Nino Porrello– 10 Settembre 2020  

Le foto in coda a questo articolo sono state scattate nella villetta di Piazza Saverio Friscia. 

Piante, alberi e fiori (?) che ancora vi resistono, così come la fontana centrale, richiedono disperatamente acqua! 

Nessuno infatti ci pensa ad innaffiarle, né i servizi pubblici di manutenzione del verde (che ormai non esistono), ma nemmeno mani pietose di privati cittadini. 

È così la villetta tra la Via Figuli e Viale della Vittoria vive la sua triste agonia.

Qualcuno mi dirà: qual’è la novità? A Sciacca il verde pubblico è dappertutto così, a cominciare dalla nostra bella e adiacente Villa Comunale. 

Si, è tutto così, ma quando ho scattato queste foto provenivo dal Comune, dove erano lodevolmente in corso riunioni ad alto livello per dotare la città di moderni e indispensabili parcheggi multipiano.

Non ho potuto fare a meno di toccare con mano questo violento contrasto: mentre il nostro verde pubblico muore per incuria, si discute (?) di grandi progetti pubblici e privati.

Forse occorerebbe ripartire da una capacità amministrativa declinata sulle piccole cose, come dare acqua alle piante.

Un pensiero su “QUEL MURO DI GOMMA CHE RESPINGE OGNI TENTATIVO DI RICOSTRUIRE IL BELLO”
  1. Tanta tristezza provoca la vista di piante ed aiuole agonizzanti per mancanza d’acqua. Il degrado comincia da qui e poi continua con le buche della strade periferiche, con sacchetti l’immondizia lasciate sui bordi delle strade extraurbane da alcuni distratti o incivili cittadini e con l’ amministrazione che non si accorge di nulla.
    La bellezza e’ nelle piccole cose. E per evidenziarla e custodirla e’ necessaria un po’ di buona volonta’.

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