La Sindaca Francesca Valenti nella tarda mattinata di stamani è partita per Palermo, destinazione assessorato della famiglia e delle politiche sociali, per mettere in atto ogni possibile tentativo al fine di ottenere il ritiro in autotutela del decreto 30 settembre 2020 con il quale la Regione ha richiesto al Comune di Sciacca la restituzione di una somma pari a Euro 2.976.651,52 che risultano già spesati per il completamento e la rifunzionalizzazione della Casa Albergo per Anziani di Sciacca.

E’ fatto obbligo all’Amministrazione Comunale di Sciacca di procedere alla restituzione delle somme erogate quali anticipazione di finanziamento” si legge all’art. 5 del Decreto e, inutile nasconderlo, se non si dovesse ottenere il ritiro o l’annullamento di tale decreto i danni sotto il profilo economico a carico del Comune di Sciacca sarebbero davvero ingenti e gravosi.

La vicenda si presenta come una matassa assai ingarbugliata e sono subito iniziati i fuochi incrociati tra gli esponenti della precedente amministrazione Di Paola e la Sindaca Valenti per individuare “il colpevole”, come in ogni buon libro giallo che si rispetti, anche se in questo momento sarebbe più importante che le forze politiche si concentrassero sulla possibilità di trovare una via d’uscita da questa intricata matassa, piuttosto che enfatizzare il capitolo delle responsabilità.

Diverso il compito del giornalista, cui spetta ricostruire cosa sia successo: in attesa che la Sindaca comunichi l’esito o comunque notizie sulla controversia apertasi con l’assessorato regionale alla famiglia, abbiamo cercato di approfondire meglio i termini della questione, sulla base dei documenti a nostre mani.

Nel decreto regionale sta scritto che si ritiene di dover procedere al recupero delle somme erogate “stante che, da quanto acclarato, l’operazione di che trattasi (la casa albergo per anziani) non è stata funzionante, né posta in uso, né fruibile dai destinatari, entro il 31/01/2017 (in carica amministrazione Di Paola), termine ultimo previsto per il funzionamento e l’entrata in uso del Progetto finanziato con fondi europei, termine poi riferito al 31/03/2017 stante gli orientamenti sdi chiusura dei PO 2007/2013 ”.

Fin qui quindi sembrerebbe tutto semplice e chiaro, nel senso che la motivazione normativa posta a base della richiesta restituzione di 2,9 milioni di euro chiamerebbe in causa, in termini di responsabilità politica, l’amministrazione Di Paola e solo essa (in carica all’epoca).

Ma come sempre accade con tutto ciò che riguarda la Regione siciliana, la faccenda è in realtà un po’ più complicata e solo una cronistoria puntuale degli eventi può aiutare a chiarire le idee (ma si fa per dire…).

Con una delibera di giunta comunale del 27.10.2016 (amministrazione Di Paola) viene approvato il quadro economico finale dei lavori di realizzazione del progetto in questione e la relativa spesa viene certificata con nota del 27.01.2017 del dipartimento Unità di controllo. A questo punto l’amministrazione Di Paola dà mandato agli uffici comunali preposti di redigere il bando per l’utilizzazione da parte di privati dell’opera pubblica completata.                 Il primo bando va deserto e così si procede all’emanazione del secondo bando nel mese di maggio 2017 (quindi oltre il predetto termine del 31 marzo), con termine ultimo per la presentazione delle offerte fissato al 20 giugno 2017, ovvero sei giorni prima del turno di ballottaggio che avrebbe decretato la vittoria di Francesca Valenti come Sindaco di Sciacca.

A questo punto entra quindi in gioco l’amministrazione Valenti, ufficialmente oltre i termini previsti dalla normativa per il funzionamento, la messa in uso e la fruibilità della Casa Albergo per anziani.

Il bando emesso dall’amministrazione Di Paolo fa registrare come offerta che si aggiudica la gara quella della Cooperativa Arcobaleno, la quale tuttavia dopo una serie di sopralluoghi sulla struttura ritiene di individuare una serie di criticità per effetto delle quali questa formale aggiudicazione non diventerà mai una concreta presa in consegna, fino ad oggi.

Nel dicembre 2017 (in carica amministrazione Valenti) il competente Dipartimento dell’Assessorato chiede al Comune di Sciacca la dichiarazione sulla funzionalità e fruibilità della struttura, e pochi giorni dopo il Comune di Sciacca comunica l’imminente conclusione del procedimento e della relativa stipula del contratto con l’aggiudicatario.

Seguono ulteriori comunicazioni prodotte dal Comune circa la messa in uso dell’immobile con le finalità espressamente previste dal progetto, ma nel decreto di revoca si legge che tali comunicazioni non risultano esaustive.

A questo punto si registra un vero e proprio salto temporale. Passano infatti due anni senza che accada nulla di rilevante sul piano formale e documentale. Arriviamo così al 15 gennaio 2020, giorno in cui il Dipartimento regionale convoca a Palermo la Sindaca, specificandole che la mancata produzione dei documenti idonei a dimostrare la messa in uso dell’immobile avrebbe comportato l’immediata attivazione della procedura di revoca del finanziamento già erogato per 2,9 milioni di euro.

Il 28 febbraio 2020 il Comune, in riscontro, trasmette alla regione una documentazione comprovante le attività svolte sull’immobile (presumibilmente per venire incontro alle richieste della Cooperativa Arcobaleno), ritenute tuttavia dalla regione non pertinenti alle finalità progettuali.

Il 17 giugno 2020 viene effettuato dalla regione un controllo in loco dal quale si evince che la Casa albergo per anziani non risulta funzionante  per le finalità espressamente previste dal progetto finanziato con fondi europei.

Il 14 settembre arriva al Comune di Sciacca la nota di servizio con la quale si comunica l’avvio del procedimento di revoca del finanziamento con la conseguente richiesta di restituzione delle somme.

Il 25 settembre il Comune di Sciacca invia le proprie osservazioni, ma la Regione ritiene “le giustificazioni addotte dal Comune non accettabili e che l’operazione di che trattasi non è stata funzionante, né posta in uso, né fruibile entro il 31/01/17” (e qui come per magia si ritorna indietro al 31 gennaio 2017 e quindi all’amministrazione Di Paola).

Fin qui quanto si legge nelle carte. 

La sensazione che se ne ricava è un po’ quella di muoversi sulle sabbie mobili.                          

C’era un termine finale normativamente previsto (il 31 marzo 2017), sul quale probabilmente la Regione sarebbe stata disposta, fino ad un certo punt,o a chiudere un occhio su un eventuale ritardo nella messa in uso della Casa Albergo.

Cosa sia però accaduto negli anni 2018 e 2019 rimane un mistero e dovrebbe essere l’attuale amministrazione a chiarirlo: per saperlo abbiamo già chiesto un incontro al Sindaco.

Fatto sta che la corda è stata evidentemente tirata troppo e alla fine si è rotta, producendo la richiesta di restituzione delle somme e facendo così ritornare indietro la corsa degli eventi o dei mancati eventi alla scadenza normativa del 31/03/2017.

Una matassa ingarbugliata, della quale cercheremo di trovare il capo e di fornirvi ulteriori approfondimenti.

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