Ciao Salvatore,

non resisto alla tentazione di utilizzare un tuo post del 24 agosto su Facebook, per una riflessione sul rapporto politica-giornalismo e politica-verità. E come sempre parto dalle piccole cose, apparentemente insignificanti.

Sicuramente al tuo posto, come destinatario della lettera, potrebbe esserci un qualunque altro politico, ma il tuo indiscusso amore per il teatro m’induce a pensare che, per l’occasione, posso permettermi di fare indossare proprio a te i panni del politico sciacchitano, e comunque il post era proprio tuo! Partiamo quindi proprio da questo. 

Devo dirti che appena l’ho visto sarei venuto di persona a farti i complimenti, per la sua efficacia dal mio punto di vista giornalistico, cioè trasmettere con un’immagine il senso di quel che volevi dire.

Il tuo post commenta infatti una bella foto (cfr. sotto) del tratto di costa denominato “Coda della Volpe” illuminato di notte e dice: “il 24 settembre 2014 si accendevano per la prima volta i riflettori notturni su Coda della Volpe. Anche di notte la bellezza della costa saccense era ammirabile e meta di turisti e concittadini. Adesso, anzi da anni, regna il buio. Che peccato!” 

Tutto vero, apparentemente. 

Quello che emerge è tuttavia il senso politico indiretto di questo messaggio: prima (amministrazione Di Paola) c’era la luce, adesso (amministrazione Valenti) c’è il buio. 

Perfetto, giornalisticamente parlando, se era questo il messaggio che volevi veicolare, tant’è che il buio c’è davvero. 

Vedi Salvatore, vuoi o non vuoi però i tuoi post assumono immediatamente un significato politico più ampio e infatti quello che io, e penso tanti altri lettori, gli avranno immediatamente attribuito, è stato anche questo: l’area di Coda della Volpe era prima una bellezza valorizzata, adesso invece c’è il buio, un vero e proprio scempio di cui anche chi scrive si è più volte occupato.

Peccato solo che quello che tu dici sia una verità molto parziale!

Per questo ci ho ripensato, non dovevo per nulla venirti a fare i complimenti! 

Almeno per come vorremmo che fosse la Politica, io ed altri. Tranquillo, però, siamo in pochi, almeno sembra..!.

Perché vedi, Salvatore, in questa nostra visione, della politica, come del giornalismo, la verità delle cose è un valore, viene prima di tutto, a qualunque costo, insieme all’onestà anche intellettuale di cui vorrei farti credito.

Oggi invece nella politica, a Sciacca come altrove, la verità non è quello che è vero ma più semplicemente quello che appare o che viene dichiarata sui social in quell’istante. In questo è un maestro Salvini, sulla scia di Trump. E tu lo sai bene, diventandone talvolta un bravo e simpatico protagonista.

Compito del giornalismo, quello vero e d’inchiesta, dovrebbe essere allora quello di farla conoscere la Verità, anche quando può essere scomoda o controcorrente.  

E da buon giornalista ho fatto ricorso non solo ai miei ricordi personali, che avrebbero potuto ingannarmi, ma anche alle mie fonti documentali.

Ebbene, la Verità è che la Coda della Volpe fu sì illuminata (bello e vero!), ma il deterioramento di quell’area, così importante per la città da un punto di vista naturalistico, paesaggistico e turistico, era già in atto e già iniziato, ed eravamo sotto l’amministrazione di Fabrizio Di Paola se non da prima, per giungere poi fino all’attuale degrado.

Lo confermano i documenti giornalistici qui sotto riportati, tutti a mia firma sul settimanale il Fatto Popolare, nei quali veniva denunziato il degrado in cui versavano il tratto di costa illuminato (non sono riuscito però a scoprire quando quelle luci si sono spente…) e il piazzale di Rocca Regina, da cui vi si accede, già in data 25/01/2013, 03/12/2014 e 22/04/2016 : e a quel tempo l’amministrazione era proprio quella di centro-destra dell’avvocato Fabrizio di Paola, di cui tu eri un assessore di spicco.

Chiariamoci: non voglio per nulla fare l’avvocato difensore dell’attuale giunta Valenti, di cui quasi giornalmente mi capita di denunciare difetti e inefficacia, ma se le cose non cominciamo a dirle per come stanno veramente, se tutta la politica non fa propria la verità delle cose, come città non potremo che continuare nel nostro triste declino, con qualunque amministrazione e maggioranza.

E giacché ci siamo, mi dici la verità del perché tu, come consigliere comunale, non c’eri al consiglio comunale aperto sulla problematica del complesso patrimonio termale? 

Proprio quel patrimonio termale che sta sopra e sotto quel tratto di costa saccense illuminato di Coda della Volpe, un vero e proprio “oro bianco” che la cosiddetta politica non ha saputo mai valorizzare.

Proprio quel patrimonio termale che sta andando in malora e che poteva essere strategico per il rilancio turistico di Sciacca e per l’occupazione dei nostri giovani, di cui tu spesso ti fai paladino e portavoce.

Io in quel Consiglio comunale c’ero, come rappresentante del Comitato Civico Patrimonio Termale di Sciacca, ho preso la parola, avrei desiderato confrontarmi con chi oggi a Sciacca rappresenta la politica, maggioranza e opposizione, per sentirvi tutti, ma i consiglieri comunali presenti erano veramente pochi, erano assenti financo quelli che avevano chiesto la convocazione straordinaria di quel Consiglio Comunale aperto (credo ci fossi anche tu)!

Le malelingue dicono che vi eravate indispettiti perché noi del Comitato Civico eravamo stati invitati per primi e voi consiglieri comunali dopo, con un semplice messaggio wattsapp

Questione quindi di galateo?

O di menefreghismo della politica cittadina per un problema vitale per la città? 

Insomma è come per tutti i grandi problemi di Sciacca, a cominciare da quello termale, tutti contro tutti! 

Ma proprio giovedì sera è arrivato a tal proposito un altro tuo post su Facebook nel quale parli proprio delle Terme!: ” Le stufe vaporose dello stabilimento di San Calogero, un tesoro chiuso in un forziere che cade a pezzi. La politica deve vergognarsi. Certa dirigenza deve vergognarsi“.

Non ho fatto in tempo a gioire perché ho pensato che Salvatore Monte avesse imparato a dire tutta la verità, ma è arrivata subito una cocente disillusione non appena ho proseguito nella lettura: “La verità – continui tu nel post– è che nel tempo la politica agrigentina ha sempre remato contro il nostro territorio, contro la nostra città, colpevole di essere estremamente bella. Se Sciacca alzava un può la testa, ecco una affilata ghigliottina pronta a tagliarla!

Ci risiamo, con le bugie da Pinocchio e con il vittimismo. E con una verità molto, ma molto parziale. E la colpa poi è sempre degli altri!

L’intera città dovrebbe invece recitare il mea-culpa in termini di responsabilità per come stanno andando le cose, in primis la politica cittadina e poi anche noi società civile, è solo da lì che si può iniziare a risalire senza tirarsi i sassi addosso come tra i Perollo e Luna, collaborando per il bene comune e partendo dalla verità delle cose.

Ma a Sciacca e in politica, purtroppo, tutto ciò diventa difficile o del tutto impossibile. 

Finché verità e responsabilità non incroceranno la politica e noi singoli cittadini, si perde un’occasione importante per confrontarsi e per ripartire INSIEME, come città e come comunità, consapevoli tutti e ciascuno delle proprie responsabilità, nella ricostruzione di una Sciacca più bella, vivibile e turistica.

Ciao Salvatore, e scusami di averti tirato in ballo in veste di rappresentante della categoria, ma so che tu con la tua simpatia mi perdonerai.

Nino Porrello

Un pensiero su “EDITORIALE: LETTERA APERTA A SALVATORE MONTE”
  1. Argomento importante che mi sta tanto a cuore, peró Nino ti prego, i tuoi servizi giornalistici, le tue lettere mi fanno arrossire gli occhi, magari fallo a puntate in modo che possa leggere meglio. A parte gli scherzi, il fatto è che la tua scrittura essendo scorrevole e di contenuto, sono costretto a leggere fino in fondo, e alla mia età mi incomincia a pesare. Per favore non mi toccare Salvatore Monte: a Salvatore bisogna solo amarlo. Non l’hai per niente offeso, anzi! Salvatore oltre ad essere un ragazzo intelligente è anche ricco di valori importanti. Un abbraccio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.