Capitale italiana del Libro 2027: vince “Monreale legge il mondo” e 500mila euro dal Ministero. Per Sciacca restano le domande
Venerdì 23 ottobre 2026 il Ministero della Cultura ha proclamato Monreale Capitale italiana del Libro 2027.
A conquistare la giuria è stato il progetto “Monreale legge il mondo”, scelto all’unanimità tra 31 dossier presentati da 92 Comuni. La città riceverà un contributo ministeriale di circa 500mila euro per realizzare le attività previste dal dossier.
Perché ha vinto Monreale
La commissione, presieduta da Adriano Monti Buzzetti Colella, ha parlato di elevata qualità progettuale e coerenza strategica. Ha riconosciuto al dossier la capacità di unire identità locale e apertura nazionale e internazionale, riconoscendo che anche altri progetti erano di alto livello e meritevoli di attenzione.
Tra gli elementi premiati:
- il tema originale del plurilinguismo e del dialogo tra culture, legato alla storia della città;
- l’uso del patrimonio culturale come elemento narrativo e partecipativo;
- le residenze creative, pensate per trasformare il visitatore in un lettore in viaggio;
- l’attenzione a inclusione e giovani generazioni;
- la credibilità del piano economico, giudicato sostenibile sul piano organizzativo e finanziario.
Monreale ha prevalso sulle altre sei finaliste: Chiaromonte, Iglesias, Nuoro, Pomigliano d’Arco, Teramo e Treviso. Era l’unica finalista siciliana, con un dossier ideato dall’assessore alla Pubblica istruzione Patrizia Roccamatisi. Il ministro Alessandro Giuli ha sottolineato come il libro sia uno strumento di relazione e dialogo, e come la città abbia costruito un’offerta culturale capace di coinvolgere tutti i cittadini.
Un risultato che premia Monreale, ma che riporta l’attenzione su chi in Sicilia aveva puntato allo stesso traguardo senza arrivare in finale. Tra questi c’è Sciacca.
La giunta guidata da Fabio Termine aveva deliberato la partecipazione al bando. Il dossier “Sciacca 2027: Andare oltre. Le rotte della Sapienza” era presentato da Sciacca come Comune capofila, in aggregazione con Bisacquino, Bivona, Caltabellotta, Licata e Montevago. A settembre il Ministero ha reso noto l’elenco dei sette finalisti, e Sciacca non c’era.
Non risulta pubblicata alcuna motivazione ministeriale sull’esclusione. Da settembre la vicenda è diventata un caso politico locale.
- I consiglieri Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò sostengono che Sciacca abbia speso 36.600 euro per il dossier e che il contributo da 500mila euro sarebbe stato ripartito tra tutti i Comuni aggregati.
- Contestano che il costo sia stato sostenuto interamente da Sciacca e che la loro richiesta di accesso agli atti del 4 maggio, su protocollo d’intesa e ripartizione delle spese, sia rimasta senza risposta per oltre sessanta giorni.
- Quattordici consiglieri hanno presentato un’interrogazione al sindaco. Chiedono perché sia stato affidato un incarico esterno da 36.600 euro alla società Mediterranea Arte, anziché coinvolgere le realtà culturali cittadine.
- Nell’interrogazione si afferma che Monreale, Avola e Belpasso avrebbero predisposto la candidatura senza alcun costo.
- Chiedono inoltre se Ministero o commissione abbiano fornito una valutazione sulla mancata ammissione e se l’amministrazione intenda rendere pubblico l’intero dossier.
Su queste ricostruzioni restano da sentire l’amministrazione comunale e il Ministero. Finché il dossier non sarà reso pubblico, nessuno può dire con certezza perché non sia stato ammesso alla fase finale.
In attesa di chiarezza, resta una considerazione. Un titolo non si misura solo in contributi e riconoscimenti, e la vitalità culturale di Sciacca non dipende da una graduatoria. La città aveva già ottenuto dal Cepell la qualifica di “Città che legge” e un Patto locale per la lettura, elaborato dalla biblioteca comunale “Aurelio Cassar” e aperto a scuole, associazioni, librerie e realtà del territorio.
Su quel terreno vivono da tempo appuntamenti che non hanno bisogno di un bando per esistere. C’è “Letterando in Fest”, il festival di letteratura ospitato alla Badia Grande e animato dalle associazioni culturali del territorio. Ci sono i “Flashbook – Letture a ciel sereno”, le letture ad alta voce nei luoghi pubblici promosse da Nati per Leggere Sciacca nell’ambito del progetto “Chiavi di Lettura”. Ci sono le rassegne letterarie promosse dalle librerie Ubik e Mondadori e gli eventi culturali organizzati dal Comune e dalle associazioni.
A Sciacca la lettura non è un dossier, ma vuole prepotentemente essere un’abitudine condivisa. Il lavoro di rete costruito attorno alla candidatura, con i Comuni coinvolti, le associazioni e i lettori, è un patrimonio da non disperdere e può diventare la base da cui ripartire.