Il colpo di scena arriva allo scoccare della terza ora della seduta consiliare di ieri sera.
Sta intervenendo il consigliere Calogero Bono, in sede di “richieste di chiarimenti” sui punti all’ordine del giorno che riguardano variazioni di bilancio e ratifica di delibere di giunta, attinenti tra c’è l’altro a lavori di protezione civile (sicurezza idrogeologica) finanziati dalla Regione nel 2020, con il sindaco Termine a suo tempo nominato soggetto attuatore, e che solo nel 2026 sono stati esitati dalla giunta “con procedura di urgenza”.
Nel corso di tale suo intervento Calogero Bono apre una parentesi su una questione che annuncia come di gravità inaudita , con possibili risvolti penali.

Dice di aver rinvenuto, controllando la documentazione a corollario degli atti amministrativi, un preventivo presentato dall’APS TERRE DI DEDALO, un’associazione con 7 soci di cui 4 sono il fratello, la moglie, un cugino e il cognato dell’assessore Dimino.
Il consigliere Bono prosegue affermando che tale associazione di promozione sociale, costituita nel 2023, è risultata affidataria in forma diretta di servizi/incarichi comunali in ambiti collegabili a deleghe detenute dall’assessore Dimino o in precedenza dal sindaco Termine, nonché la presentatrice quest’anno di uno dei tre preventivi presentati (tutti nella stessa data) in una manifestazione di interesse relativa ad un progetto sulla pesca (il cui omologo l’anno precedente era di fatto diventato una gara pubblica tra i preventivi presentati).
Per l’evidente “affinità” familiare di tale associazione con la persona dell’assessore Dimino, il consigliere Bono ne ha pertanto chiesto le dimissioni e ha domandato al sindaco Termine se fosse a conoscenza dei componenti la compagine sociale di Terre di Dedalo APS e dei rapporti da essa intrattenuti con il Comune.
La risposta di Fabio Termine si è concentrata sul tenore letterale e sulla giustezza delle parole utilizzate da Bono per sottoporre la questione all’aula (nonché al pubblico della tv e dei social), da lui ritenute tendenziose, e sulla precisazione che gli affidamenti dei servizi li fanno comunque gli uffici e non gli amministratori comunali.
La mancata risposta a quanto gli aveva espressamente richiesto è stata ritenuta da Calogero Bono una implicita e chiara ammissione che il sindaco ne fosse a conoscenza.
Nel prosieguo del dibattito, ovviamente, il sasso politico lanciato da Bono contro l’amministrazione Termine ha risuonato fortemente.
Più o meno esplicitamente sono state richieste le dimissioni sia dell’assessore che del sindaco, e non solo da parte dell’opposizione di centro-destra, ma anche dalla consigliera Daniela Campione.
Particolarmente significativi gli interventi della stessa Campione e di Gabriele Modica, ex sostenitori di Fabio Termine, che hanno manifestato incredulità e sgomento per una questione che hanno detto di aver appreso in aula e che, a loro modo di vedere, investe aspetti fondamentali non solo dí opportunità politica ma anche di trasparenza, moralità e legalità.

A conclusione, una doverosa precisazione che ci riguarda direttamente in qualità di organizzatori del “Premio Giornalistico Enzo Porrello”.
Abbiamo appreso dalla viva voce del consigliere Filippo Bellanca che una delle “determine” di giunta in cui appare come beneficiaria la predetta Terre di Dedalo APS riguarda proprio il “Premio Porrello”.
Premesso che il nome di questa associazione è stato sentito per la prima volta ieri sera da chi rappresenta legalmente ServireSciacca, vogliamo fornire un nostro diretto contributo.
Il “Premio Giornalistico Enzo Porrello” risultava inserito nel cartellone di “Sciacca Estate” e l’unico “contributo” di sostegno che il Comune si era impegnato ad offrire a ServireSciacca (organizzatore del Premio) era quello di mettere a disposizione il service per le esigenze audio e video della manifestazione finale.
Pochi giorni prima dell’evento abbiamo appreso dall’assessore Dimino che rappresentava un problema il fatto che ServireSciacca non avesse una propria partita IVA e siamo stati dallo stesso invitati a cercarci una associazione che con propria partita IVA facesse “da ponte” per il pagamento del service.
Non avendo, come detto, ServireSciacca una partita IVA ed essendo stato a suo tempo concordato che il service lo mettesse a disposizione il Comune, abbiamo risposto che qualora il Comune non fosse stato in grado di farlo saremmo stati costretti ad annullare la manifestazione conclusiva del “Premio Giornalistico Enzo Porrello”.
Poco dopo ci è stato comunicato dall’assessore che era stata trovata una soluzione e che, pertanto, tutto poteva procedere come da programma.
Invitiamo i lettori interessati a visionare ed ascoltare i lavori consiliari di ieri sera qui di seguito riportati nelle riprese di RMK TV: