“Un reparto di Medicina da sette anni con un primario solo sulla carta, oggi affidato a mezzo servizio al primario del Pronto Soccorso”.

Inizia in questo modo una nota politica odierna dei consiglieri comunali di Sciacca Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, dedicata alla nota questione della direzione dell’Unità Operativa Complessa di Medicina presso il presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca.

“Dal 2019 il reparto di Medicina, 24 posti letto, non ha un primario in servizio – si ricorda in premessa -. La direzione del reparto è assegnata infatti in convenzione all’Università di Palermo: ma il reparto è stato retto per anni da medici ospedalieri “facenti funzione”, e finché quella convenzione resta in vigore, il concorso per un nuovo primario non si può bandire”.

“Nel giugno 2023 – proseguono i due consiglieri comunali – la Regione, invece di chiudere l’anomalia, l’ha resa definitiva: con il D.A. 627/2023 ha qualificato la Medicina di Sciacca come Unità Operativa Complessa “a direzione universitaria”, e nel marzo 2024, con il D.A. 264, l’ha individuata come sede clinicizzata. Nello stesso ospedale, nel 2026, Ortopedia e Chirurgia hanno invece avuto il loro concorso. La Medicina no”.

“Il 13 ottobre 2026 sono stati i medici del reparto, da soli, a chiedere all’ASP che qualcuno se ne assumesse la responsabilità. Il 15 ottobre 2026 il commissario straordinario dell’ASP, Alessandro Delle Donne, ha affidato la Medicina ad interim al dottor Ignazio Galizia, che è già il primario del Pronto soccorso e Astanteria. L’incarico del precedente “facente funzione”, il dottor Loriano Malfa, era cessato perché aveva raggiunto i limiti massimi previsti dal contratto nazionale per tale tipologia di attribuzione di funzioni”.

Per i consiglieri Brucculeri e Blò questa è una scelta che appesantisce un reparto e non risolve i problemi dell’altro:

• Appesantisce il Pronto soccorso perché a febbraio la stessa ASP aveva riportato il dottor Galizia a tempo pieno come primario al Pronto soccorso, indicando l’emergenza-urgenza come priorità. Otto mesi dopo, con un Pronto soccorso in affanno per carenza di medici e finito sotto audit dopo il caso di agosto, si affida a Galizia anche un reparto da 24 posti letto. Due reparti, un solo responsabile.

• Non risolve le problematiche di Medicina perché l’ASP stessa definisce l’incarico temporaneo e solo sostitutivo, in attesa del direttore universitario. È lo stesso meccanismo dei facenti funzione che va avanti dal 2019. Il 14 ottobre l’ASP ha chiesto all’Università di Palermo di indicare entro sette giorni i tempi della nomina: dopo sette anni, si chiede ancora “quando”.

È la conferma di una strada sbagliata, viene osservato: l’obiettivo dichiarato è infatti perfezionare la direzione universitaria, non superarla. Del concorso, chiesto dai medici e chiesto dal Tribunale per i Diritti del Malato, non c’è alcuna traccia.

A questo punto i contenuti della nota si fanno propriamente politici.

“La sanità è competenza della Regione, che la gestisce attraverso l’ASP. Il Sindaco è l’autorità sanitaria della città. E chi doveva far valere Sciacca a Palermo sono i deputati eletti in questo territorio. Nessuno di questi soggetti ha fatto ciò che il proprio ruolo imponeva”, dichiarano Brucculeri e Blò .

La deputazione regionale

“Siede nell’Assemblea regionale che vota i bilanci della sanità e controlla il Governo che nomina i vertici delle ASP e firma gli accordi con l’Università. Per sette anni ha saputo che la Medicina di Sciacca era senza primario. Nel 2023 la Regione ha perfino consolidato quella situazione. Non risulta che un solo deputato regionale abbia chiesto la revoca di quel decreto o abbia portato il caso in Commissione Salute. Qualche interrogazione è stata depositata e poi lasciata cadere: non è fare politica, è mettere agli atti. Sulla Medicina, la deputazione regionale non ha fatto nulla”..

La deputazione nazionale

“Poteva chiedere ai Ministeri della Salute e dell’Università di vigilare sull’uso delle convenzioni, come i sindacati dei medici chiedono dal maggio 2025. Non risulta fatto nulla di tutto questo”.

Il Governo regionale e l’Assessorato alla Salute

“Hanno firmato i decreti del 2023 e del 2024 che hanno legato la Medicina di Sciacca all’Università, senza garantire che un direttore universitario arrivasse davvero. Da giugno 2026, dopo le dimissioni del Direttore Generale, l’ASP di Agrigento è senza una guida ordinaria: prima un facente funzioni, poi un commissario straordinario. Sette anni di inerzia sulla Medicina portano la firma di chi governa la sanità siciliana”.

L’ASP di Agrigento

“Per sette anni ha coperto il vuoto con incarichi provvisori, uno dopo l’altro, fino a esaurire i limiti fissati dal contratto. Ha sollecitato l’Università solo il 14 ottobre 2026, dopo la protesta dei medici del reparto. E la soluzione trovata scarica il problema sul Pronto soccorso”.

Il Sindaco di Sciacca

“È per legge autorità sanitaria locale. A giugno ha chiesto alla Regione un nuovo Direttore Generale, ma sulla Medicina senza primario non risulta un solo atto formale. Né risulta un’iniziativa congiunta dei sindaci dei Comuni che a Sciacca ricoverano i propri malati”.

“Nessuno di loro – concludono questo passaggio i due consiglieri comunali – può dire di non sapere: né i deputati, né la Regione, né l’ASP, né il Sindaco. Chi sapeva e non ha fatto nulla ha fallito. Chi sapeva e ha preferito tacere ha scelto da che parte stare”.

Chi paga: i cittadini

Per i due consiglieri comunali l’inerzia della politica non costa nulla a chi la pratica. Costa ai cittadini, ogni giorno:

• Il paziente. Il 28 settembre un uomo di 74 anni di Sambuca di Sicilia, colpito da meningite, è rimasto in isolamento in Medicina perché in tutta la Sicilia non si è trovato un posto in Malattie infettive. Il reparto di Ribera è fermo per mancanza di medici.

• Il medico. Chi lavora in Medicina è rimasto senza guida e ora ha un responsabile che deve dividersi con il Pronto soccorso. Si carica la formazione degli specializzandi e vede bloccata ogni prospettiva di carriera, perché il concorso non si può bandire.

• L’anziano e il malato cronico dei Comuni del comprensorio, che a Sciacca hanno il loro ospedale di riferimento.

• Chi ha bisogno di un Pronto soccorso il cui primario deve ora reggere anche la Medicina.

Infine le richieste, di cui si fanno portavoce Raimondo Brucculeri e Blò.

“Chiediamo a ogni deputato regionale e nazionale eletto nel nostro territorio, all’Assessore regionale alla Salute, al Commissario dell’ASP di Agrigento e al Sindaco di Sciacca di rispondere pubblicamente, entro 30 giorni, ciascuno per la parte di sua competenza, a quattro domande:

1. Che cosa ha fatto, in concreto, per dare un primario alla Medicina di Sciacca dal 2019 a oggi?

2. Si impegna a ottenere la risoluzione della convenzione con l’Università e il bando del concorso?

Questa presa di posizione politica contenuta nella sopracitata nota sottoscritta dai consiglieri Brucculeri e Blò rappresenta un seguito del riscontro che l’ASP di Agrigento ha già dato all’iniziale iniziativa degli stessi consiglieri, sulla quale abbiamo già dato notizie con altri articoli, documento dell’ASP che per completezza informativa riportano qui di seguito: