Imposta di soggiorno: “Promesse, tavoli tecnici e commissioni. Poi il nulla”.
L’Associazione “Sciacca Turismo” torna a denunciare la paralisi che da anni caratterizza la gestione dell’imposta di soggiorno, uno strumento che dovrebbe rappresentare una leva strategica per la crescita turistica della città e che invece continua ad essere ostaggio di rinvii, annunci e promesse mai mantenute.
“Già nel mese di febbraio – si legge in un comunicato stampa – avevamo avanzato proposte chiare e dettagliate, distinguendo tra interventi immediati e modifiche strutturali al regolamento. Da parte della politica cittadina erano arrivate rassicurazioni, aperture e dichiarazioni di piena disponibilità. Sono seguiti incontri, commissioni consiliari, tavoli tecnici e confronti con gli operatori del settore. Si è parlato di collaborazione, di condivisione e della volontà di costruire insieme un percorso di riforma. E noi sempre disponibili a fare proposte ed ascoltare. A poche settimane dall’avvio della stagione estiva, la politica aveva assunto l’impegno di portare in Consiglio comunale una revisione del regolamento dell’imposta di soggiorno. Un impegno che, ad oggi, è rimasto soltanto sulla carta. Nessuna proposta formale, nessun provvedimento concreto, nessun atto capace di trasformare in fatti concreti gli impegni assunti davanti agli operatori turistici”.
“La sensazione – prosegue il comunicato stampa a firma del presidente Ezio Bono – è che il turismo continui ad essere evocato nei discorsi pubblici come una priorità, salvo poi essere dimenticato nel momento delle decisioni. E mentre i rappresentanti del comparto continuano a fornire contributi, idee e proposte, la politica sembra sempre più concentrata su logiche elettorali e attività di propaganda”.
Da oltre vent’anni si ripete lo stesso schema. Si parla di coordinamento, di programmazione, di una gestione più efficiente delle risorse derivanti dall’imposta di soggiorno. Si annunciano percorsi condivisi e riforme imminenti. Alla fine, però, nulla cambia e Sciacca continua a non dotarsi di una disciplina stabile, moderna e realmente funzionale alle esigenze del settore turistico. E i proventi dell’imposta di soggiorno restano bancomat per qualsiasi cosa”.
Sciacca Turismo esprime profonda delusione per questo ennesimo nulla di fatto.
“Partecipare ai tavoli di confronto con le istituzioni cittadine significa sottrarre tempo al lavoro e alle attività delle imprese. Preparare proposte richiede studio, approfondimento e confronto. Noi abbiamo sempre dimostrato disponibilità e senso di responsabilità, ricevendo in cambio sorrisi, aperture e dichiarazioni d’intenti che, puntualmente, non si trasformano in azioni concrete. Non possiamo accettare che il confronto con le categorie produttive venga ridotto a un esercizio di facciata. Sciacca ha bisogno di scelte coraggiose e di una visione chiara sul turismo, non di incontri destinati a restare senza seguito”.
“Se anche questa volta tutto dovesse concludersi con un nulla di fatto, sarà inevitabile pensare che una parte della politica cittadina, litigiosa, sia più interessata alla costruzione del consenso che alla risoluzione dei problemi reali della comunità e allo sviluppo di uno dei comparti economici più importanti per il futuro della città”, è la conclusione di Sciacca Turismo.
Abbiamo chiesto ad Ezio Bono che cosa intendesse per “una parte della politica”: ci ha risposta quella parte della politica che in tempi recenti si è occupata dell’argomento imposta di soggiorno con la convocazione del tavolo tecnico e di alcune commissioni consiliari.