Imposta di soggiorno, servizi carenti e assenza di una strategia strutturata: gli operatori chiedono una visione chiara per fare di Sciacca una vera destinazione turistica.

Alla denuncia di “Sciacca Turismo” si associa anche l’Associazione “Strutture Turistiche Sciacca Centro”, che torna a evidenziare con un comunicato stampa le criticità che da tempo interessano il settore turistico cittadino e la mancanza di risposte concrete alle numerose proposte avanzate dagli operatori.

L’associazione ricorda innanzitutto di avere presentato a sua volta una bozza di regolamento sull’imposta di soggiorno, della quale non si conoscono gli sviluppi, né se sia stata effettivamente presa in considerazione.

Una circostanza questa che si inserisce in un quadro più ampio di insoddisfazione, per le tante segnalazioni e richieste rimaste, troppo spesso, senza riscontro.

A stagione turistica ormai quasi conclusa, il bilancio che emerge per Strutture Turistiche Sciacca Centro è quello di un’estate che, al di là di un appuntamento musicale di punta come quello dei The Kolors e degli eventi gastronomici consolidati nel tempo, quali la Sagra del Mare e Azzurro Food, non sembra avere espresso una programmazione complessiva all’altezza delle potenzialità della città.

«Si continua a puntare quasi esclusivamente sul Carnevale, come se Sciacca dovesse vivere soltanto in funzione di questa manifestazione. Nei mesi primaverili ed estivi, invece, ci si limita prevalentemente a un calendario di appuntamenti legati a libri, teatro e danza, spesso concentrati all’interno dell’atrio. Senza nulla togliere al valore culturale di queste iniziative, riteniamo che una città con le ambizioni e le potenzialità turistiche di Sciacca debba dotarsi di una strategia più ampia, capace di attrarre visitatori, valorizzare il territorio e generare ricadute economiche durante tutto l’anno».

L’associazione richiama quindi l’attenzione sulle numerose richieste avanzate nel corso degli ultimi cinque anni e rimaste ancora inevase.

«Avevamo chiesto la sistemazione dei bagni pubblici o, in alternativa, l’installazione di servizi autopulenti: nulla di fatto. Avevamo sollecitato un miglioramento dell’arredo urbano, con fioriere e una maggiore cura del verde, e ci ritroviamo ancora all’ingresso della piazza cittadina con anfore utilizzate come contenitori per i rifiuti. Avevamo proposto un servizio navetta per il mare, inutilmente. Avevamo chiesto una cartellonistica turistica adeguata e pannelli esplicativi in lingua straniera davanti ai principali siti di interesse. Sono richieste di cui si è discusso puntualmente durante le riunioni, ma che, a distanza di anni, non hanno trovato risposte concrete».

L’associazione precisa peraltro che la propria posizione non intende trasformarsi in un attacco personale nei confronti di singoli amministratori.

«Non intendiamo puntare il dito contro qualcuno in particolare, né mettere alla berlina l’assessore Dimino, che, per quanto ci riguarda, è stato l’unico interlocutore istituzionale ad averci sempre ascoltato e supportato. Riteniamo, tuttavia, che le numerose deleghe a lui affidate non consentano di dedicare al turismo tutto il tempo e l’attenzione che una materia così strategica richiederebbe. Una città che ambisce a crescere e che vanta importanti numeri di presenze turistiche a livello provinciale non può permettersi di affrontare il settore in maniera frammentaria».

Il nodo centrale resta quello della programmazione. Da tempo si parla della necessità di pianificare gli eventi con largo anticipo, promuoverli adeguatamente e inserirli in una strategia complessiva. Tuttavia, secondo l’associazione, questi propositi continuano troppo spesso a rimanere confinati nelle riunioni, nei tavoli di confronto e nei comunicati stampa, senza tradursi in risultati tangibili.

Da qui una domanda che gli operatori tornano a porre con forza: a cosa serve l’imposta di soggiorno se le risorse raccolte non si traducono in investimenti, promozione e servizi capaci di migliorare concretamente l’offerta turistica della città?

Anche le strutture turistiche aderenti a Sciacca Centro manifestano amarezza e scarsa fiducia con riferimento a confronti istituzionali che non producano conseguenze operative. L’associazione ribadisce quindi e con l’occasione di non essere disposta a partecipare a incontri da essa percepiti come occasioni puramente formali, finalizzati a ottenere risultati soltanto sulla carta.

«I tavoli tecnici sono utili e necessari, ma soltanto se rappresentano il punto di partenza di decisioni concrete, con obiettivi, tempi e responsabilità definiti. Non possono diventare un rito da ripetere periodicamente senza che alle parole seguano i fatti».

Per l’associazione, Sciacca ha bisogno di una visione turistica più chiara, definita e strutturata, sostenuta da una programmazione seria e da una promozione capace di valorizzare la città come destinazione da scegliere, e non come semplice tappa occasionale.

«Servono programmazione e promozione che pongano al centro Sciacca come destinazione turistica, scelta consapevolmente e non scoperta quasi per caso. Ancora oggi accade che diversi visitatori arrivino in città soltanto dopo averla individuata come luogo di sosta per ristoro e riposo. Dobbiamo lavorare affinché Sciacca diventi una meta ricercata, capace di convincere i turisti a fermarsi, soggiornare più a lungo e vivere le sue molteplici attrattive».

Il turismo, ricorda l’associazione, rappresenta una leva economica fondamentale per il territorio. Il valore delle presenze turistiche non si esaurisce infatti nel pernottamento, ma si estende a un’intera rete di attività e contribuendo alla circolazione di risorse economiche in città: ristorazione, bar, artigianato, ceramica, corallo e commercio.

Proprio per questo, la gestione delle entrate derivanti dall’imposta di soggiorno richiede scelte mirate e una visione di lungo periodo.

«Le risorse dell’imposta di soggiorno consentono di compiere scelte importanti e di intervenire sulle reali esigenze della destinazione turistica. Se, però, queste risorse devono essere distribuite con il solo obiettivo di accontentare tutti, senza individuare priorità e investimenti strategici, rischiano di disperdersi senza produrre risultati significativi. Non si tratta di escludere qualcuno, ma di stabilire obiettivi chiari e dare priorità a ciò che può realmente migliorare l’attrattività di Sciacca».

L’Associazione Strutture Turistiche Sciacca Centro così conclude:

«Sciacca ha le potenzialità per competere come destinazione turistica di primo piano. Ciò che serve è una strategia condivisa, una programmazione tempestiva, investimenti mirati e una promozione continuativa. I tavoli di confronto vanno bene, ma soltanto quando producono risultati. Di promesse e discussioni ne abbiamo ascoltate tante; di fatti concreti, purtroppo, se ne sono visti pochi, anzi pochissimi».