La chiusura della Galleria Belvedere è ormai realtà e la città si trova a dover convivere con una nuova organizzazione della viabilità destinata, secondo il cronoprogramma dei lavori, a protrarsi per almeno tre anni.
È su questo tema che i consiglieri comunali di centrodestra e civici hanno presentato una mozione di indirizzo che sarà discussa nella seduta del Consiglio comunale di lunedì 1 ottobre.
“Tre anni sono un periodo molto lungo per la città e chiedere di ridurre i tempi dei lavori non è una questione secondaria – affermano i consiglieri –. Significa soprattutto tutelare le attività commerciali che già oggi stanno pagando un prezzo pesantissimo per la chiusura della galleria e per la nuova viabilità. Ci sono attività che stanno affrontando una forte difficoltà, con una riduzione della clientela e delle possibilità di accesso, e che rischiano di dover sostenere questa situazione per un periodo troppo lungo. Non possiamo abbandonarle al loro destino, aspettando semplicemente che il cantiere finisca”.
Per questo la mozione chiede all’Amministrazione di farsi parte attiva nei confronti di ANAS e dell’impresa esecutrice affinché vengano messe in campo tutte le soluzioni possibili per ridurre la durata dei lavori.
“Vogliamo che venga valutata concretamente la possibilità di organizzare il cantiere con doppi turni e, dove tecnicamente e normativamente possibile, anche con turnazioni notturne, così da garantire maggiore continuità alle lavorazioni. Ogni mese guadagnato significa un mese in meno di disagi per cittadini, lavoratori e soprattutto per quelle attività commerciali che oggi stanno sostenendo il peso maggiore di questa situazione”.
La mozione affronta anche la nuova configurazione viaria realizzata in corrispondenza di via Cappuccini.
“Quello che oggi viene realizzato per esigenze legate al cantiere può diventare un’opportunità per la città. Chiediamo che il collegamento tra via Cappuccini e la Strada Statale venga trasformato, al termine dei lavori e previo adeguamento tecnico, in una rotatoria permanente. Non avrebbe senso realizzare una soluzione utile alla circolazione e poi smantellarla una volta concluso il cantiere. Se tecnicamente possibile, quella infrastruttura deve diventare patrimonio della città”.
Altro punto centrale della mozione riguarda le strade comunali utilizzate per la viabilità alternativa.
“Quelle strade stanno sopportando e continueranno a sopportare per anni un traffico straordinario. Vogliamo quindi chiarezza sugli atti con cui sono state messe a disposizione di ANAS. Se non è stato previsto chiaramente che manutenzione, ripristino e interventi necessari conseguenti all’utilizzo per i lavori siano a carico di ANAS, l’Amministrazione deve intervenire immediatamente per rettificare o integrare gli atti. Non possiamo permettere che, dopo tre anni di utilizzo straordinario, il conto della manutenzione venga presentato al Comune e quindi ai cittadini di Sciacca”.
La mozione impegna inoltre l’Amministrazione a documentare lo stato delle strade prima dell’utilizzo e a garantire che, al termine dei lavori, vengano riconsegnate nelle condizioni precedenti, con gli eventuali interventi di ripristino a carico di ANAS.
“Il Consiglio comunale di lunedì 1 ottobre dovrà essere l’occasione per dare un segnale concreto. La città non può limitarsi ad aspettare tre anni. Bisogna ridurre i tempi dei lavori, tutelare le attività commerciali che stanno affrontando una fase di grande difficoltà e fare in modo che, una volta concluso il cantiere, rimangano alla città infrastrutture e soluzioni viarie migliori”.
Prosegue intanto la raccolta di firme sotto forma di petizione da parte dei consiglieri comunali di “Sud chiama Nord”, Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò, iniziativa nata anch’essa con l’obiettivo di chiedere e ottenere da ANAS che si adottino tutte le possibili modalità per una riduzione dei tempi complessivi di durata dei lavori.




