A seguito del nostro editoriale odierno dal titolo “Il disastro commerciale, e non solo, del centro storico di Sciacca, riceviamo questa missiva del consigliere comunale Giuseppe Catanzaro che volentieri pubblichiamo, ringraziando il consigliere che con il suo intervento contribuisce ad alimentare il dibattito e il confronto su una grande problematica della nostra come di altre città, e i cui orizzonti di possibili soluzioni richiedono impegno, studio, visione, pianificazione e programmazione.

“Gentile Direttore Porrello, gentile redazione di Servire Sciacca,

Approfitto della vostra alta sensibilità ed attenzione sempre rivolta al tema della desertificazione commerciale in centro storico, di cui l’editoriale oggi pubblicato tratta, per contribuire alla discussione, al dibattito, ancora accesso in città nonostante tutti e nonostante tutto. Sarò breve, favorendo ogni attento lettore ad una rapida lettura di quanto scrivo. 

 

L’editoriale oggi pubblicato ci consegna l’ennesimo bollettino di guerra: l’emorragia della chiusura di attività commerciali in centro storico non si arresta, nonostante qualche nuova apertura che mai può alleviare. Occorre andare dritti al punto: bisogna provare a fare qualcosa di importante e di coraggioso. Serve una scintilla e servono soprattutto idee. 

 

Partiamo da qualche dato di fatto. In primis, bisogna prendere atto che la cura adottata dalla presente amministrazione comunale non solo non funziona ma in termini di desertificazione commerciale sta aggravando la condizione già grave del malato. Un centro storico programmato tutto l’anno a misura di pedone non fa bene al commercio. Poi, bisogna necessariamente adottare un metodo diverso per due diverse fasi dell’anno: quella a maggior densità turistica e quella a bassa frequentazione turistica della città. 

 

Appellandosi al maggior senso pratico possibile, occorrerebbe mettere rapidamente in campo una cura shock per il nostro centro storico che intanto interessi il periodo che và da ottobre 2026 a marzo 2027. Un periodo “morto”, dove anche la politica penserà già al futuro mentre chissà quante altre attività chiuderanno. Una cura coraggiosa, capace di altissimo senso pratico e povera di ideologie e luoghi comuni. 

 

Dal canto mio, in qualità di consigliere comunale, non posso esimermi dal proporre, in breve, le mie proposte per la costruzione di questo “piano terapeutico”. In quattro punti. 

 

• Un centro città a misura di automobile 

Una cura che preveda un centro storico a misura di automobile. Si, a misura di automobilista. Un centro storico accessibile alle auto, senza Ztl, facile da attraversare e con una possibilità di parcheggio agevolata per chi viene apposta per fare acquisti. Un centro storico che comunichi alla città una grande novità: rispetto agli ultimi anni, venire in centro in macchina torna ad essere una esperienza complicata ma non impossibile. Una attività di comunicazione che cambia verso, che riporti la gente a prendere l’automobile e venire in centro per fare acquisti senza paura. Una attività di comunicazione che arrivi a più cittadini possibili, oggi ignari della sospensione della Ztl per via della questione legata alla galleria Belvedere. Una serie di agevolazioni sul prezzo del parcheggio pubblico come altro tassello decisivo, soprattutto nei giorni feriali, insieme ad una capillare attività di controllo dei parcheggi a disco orario, spesso colmi di macchine degli stessi commercianti o di residenti che non spostano l’automobile per settimane per timore di non ritrovare parcheggio. Nessuno, prima di scegliere se venire a fare acquisti, dovrà chiedersi se c’è o meno Ztl, facendo superare questa oramai cronica avversione da centro storico inaccessibile al consumatore reale, a chi viene in centro per comprare, terrorizzato dai divieti e dai tempi per un semplice acquisto. 

 

• Una via Roma aperta al transito 

Una via Roma aperta alle automobili, senza l’opportunità di parcheggiare, rientra perfettamente in questa ottica di cura shock. Non trovare subito parcheggio non può infatti diventare il motivo per rimanere in macchina per un’altra ora fino a quando, scoraggiato dalla difficoltà, obbligato a percorrere tutto il perimetro del centro storico in macchina per raggiungere le aree di parcheggio disponibili, si decide di spostarsi altrove e rinunciare. Una via Roma per la quale si prenda atto di un dato inequivocabile: da quando è stata chiusa al transito, quante attività commerciali, quanti negozi hanno aperto e quanti hanno chiuso? Tante chiusure, poche aperture. È vero, la presenza di dehors pregevoli allieta la fruizione della via e, su questo, sarebbe possibile trovare un compromesso attraverso un particolareggiato “Orario di Chiusura per la Via Roma” che tenga conto, da ottobre a marzo, delle giornate e delle ore del giorno in cui è utile chiudere la via al transito e destinare l’area ad attività di vendita di alcool o ristorazione. Una sana via di mezzo che spazzi via l’ideologia che attanaglia il nostro centro storico e lo soffoca commercialmente. Non dimenticando della già chiusa al transito Via Garibaldi limitrofa, da mantenere chiusa com’è e da sfruttare di più in termini di organizzazione di eventi specifici, oggi mancanti, inspiegabilmente, al netto di una amministrazione che sulle chiusure si è dimostrata fondamentalista. 

 

• Più cultura e più eventi per ragazzi nel weekend: un calendario invernale di eventi culturali rivolti alla città ed al turismo di prossimità. 

 

Chiudere poche vie del centro solo per eventi ed occasioni mirate che portino gente in centro storico. Questa deve essere la nuova filosofia per il prossimo semestre. Al nostro centro storico servono eventi, piccoli e grandi ma costanti. In questa ottica, riportare gli studenti, i ragazzi in centro storico durante la seconda parte della settimana è missione possibile oltre che indispensabile. Varare un calendario di eventi culturali partecipati, costruiti dai ragazzi stessi nelle nostre scuole e realizzati in centro storico, nelle piazze, nei luoghi pubblici della nostra città è cosa assai utile. Un programma di eventi per i cittadini, durante l’autunno e l’inverno, ideato e realizzato dai ragazzi della nostra città e dalle personalità culturali locali di spicco, che riporti in centro teatro, musica, arte e cultura anche attraverso la participazione di personalità rilevanti del panorama culturale nazionale. Una iniziativa costante, spalmata da ottobre a marzo, che garantirebbe un flusso importante di giovani e genitori a seguito ogni settimana, invogliati magari, con l’occasione, a farsi un giro per i negozi aperti e comprare o consumare. Un atrio inferiore del Comune aperto alla città, come officina di idee e di eventi che richiamino pubblico ogni fine settimana. In questa direzione, sarebbe auspicabile un potenziamento delle linee di trasporto pubblico verso il centro per tutti coloro i quali vorrebbero spostarsi a piedi, attraverso agevolazioni dedicate ai giovani under 25. Una attività di rinnovamento delle abitudini in centro storico, da costruire insieme ai protagonisti di questo percorso, per aumentare i flussi di persone che vengono in centro durante l’inverno. Non per l’ultima, l’organizzazione di un Natale 2026 di alta qualità intercettando grossi sponsor nazionali che vogliono sfruttare la nostra città come vetrina per la loro progettualità aziendale: un calendario di eventi natalizi moderno, dinamico e variegato, ideato per riportare la gente in centro, anche da fuori città, finanziato anche da grossi sponsor privati. 

 

• Un centro storico sicuro 

Costruire una campagna di comunicazione che tranquillizzi il cittadino ed informi la città su tutta una serie di attività di controllo del territorio e di misure ideate per il centro storico utili a garantire alla cittadinanza una percezione reale di un centro città sicuro, soprattutto nelle ore di buio.

 

Per realizzare questi quattro punti, insieme a tutte le altre numerose iniziative che certamente altre figure in città potranno proporre, a partire dagli stessi commercianti che ben conoscono le esigenze dei propri clienti, occorre però una radicale iniziativa politica. Per questa ragione, a conclusione del mio modesto contributo, mi rivolgo direttamente all’assessore al commercio Ludovico Moreno Luna. 

 

Bene la stesura del regolamento per il contrasto alla desertificazione commerciale, sul quale inizieremo a lavorare con attenzione nelle prossime settimane ma, la situazione, richiede un intervento immediato, un piano di intervento a breve termine che sia soprattutto coraggioso, ambizioso e in netta discontinuità con gli ultimi anni di amministrazione. Il rischio è altrimenti quello di varare un regolamento diretto ad un centro storico vuoto e che non contempli più negozi ma solo attività che parlano al turista pochi mesi l’anno. Non possiamo permettere la morte delle ultime attività rimaste. 

 

Mi appello dunque all’assessore Moreno, al quale chiedo l’apertura di un tavolo operativo straordinario sul centro storico. Un tavolo operativo, non di analisi, non di prospettiva ma aperto per elaborare un piano straordinario di sette, otto punti radicali da adottare nell’immediato, compatibile alle disponibilità di cassa del Comune e fatto di provvedimenti fattibili immediatamente, senza proposte irrealizzabili. Un piano di intervento che “salvi il malato grave” che richiede tempestività e concretezza. Un tavolo di lavoro aperto ai commercianti ed agli imprenditori che vogliono dare una mano, alle associazioni culturali e sportive ed agli enti pubblici che vogliono accettare la sfida, alle scuole. E perché no, aperto agli imprenditori ed ai cittadini di altri quartieri che colgono l’importanza della ripresa del nostro centro storico come fattore di sviluppo per tutta la città. 

 

Una iniziativa semplice, che dipende solo dalla volontà politica dell’assessore stesso, al quale chiedo di sfruttare al meglio gli ultimi mesi di questo mandato, spogliandosi delle convinzioni che hanno caratterizzato l’amministrazione Termine sino ad oggi. Aprire un tavolo straordinario, imbrigliato dalle inamovibili convinzioni calate dall’alto dal Sindaco in carica, prive di quella sensibilità rivolta alla cura del centro storico fino ad oggi dimostrata, servirebbe infatti a poco o forse a nulla. Serve ambizione, serve coraggio e soprattutto serve indipendenza, autonomia politica e civica di idee e di azione, senza la quale ascoltare gli altri rischia di trasformarsi in un banale esercizio di stile. Serve vivere i prossimi mesi con ambizione, lasciando alla politica la frenisa di comporre liste elettorali e coalizioni future fondate su un rilancio del centro storico fino ad oggi rimasto su carta. 

 

Dal mio canto, in qualità di consigliere comunale, c’è già adesso la manifesta disponibilità di abbandonare i panni di consigliere di opposizione, mettendo da parte ogni ostacolo e lavorando testardamente ed unitamente all’interno di un tavolo operativo, di una iniziativa istituzionale aperta, urgente e, chissà, salvifica. L’obiettivo è far scattare la scintilla, quella scintilla di speranza che riaccenda il motore del nostro centro storico. Assessore Moreno, ci stai?”

Firmato consigliere comunale Giuseppe Catanzaro