Risentire la voce di Vincenzo Catanzaro in un suo splendido canto d’amore è stato un momento emozionante per gli spettatori che ieri sera hanno assistito al dramma tutto al femminile di Garcia Lorca.

L’ atrio del comune si è tinto di rosso con il Poeta che visse amo morì nella Spagna della rivoluzione socialista e della controrivoluzione fascista. Il suo Teatro è un teatro fatto di sangue, perché è un’ arena di sentimenti dove lo scontro , spesso mortale, tra la razionalità e l’ irrazionalità non lascia sconti. La casa di Bernarda Alba è un dramma che conclude la trilogia con Nozze di Sangue e Yerma, nelle quali Lorca viviseziona le vecchie strutture etico-sociali portando all’ esasperazione l’ inutilità degli umani sforzi di realizzarsi in libertà e totalità, perché le convenzioni, i falsi pudori, la superstizione e i preconcetti morali ostinatamente prevalgono. E mai poteva essere così presago del suo stesso destino, infatti Lorca verra’ giustiziato dai franchisti lo stesso anno che scrisse la casa di Bernarda Alba.
Ecco perché non può che esserci il rosso in questo dramma, non ci possono essere speranze , Bernarda la devastante e devastata matriarca impone il lutto per sempre alle figlie sotterrando per sempre la vita . Era la Spagna del 1936.

Vincenzo Catanzaro ne ha fatto la trasposizione in siciliano dell’ opera affidando il personaggio di Bernarda Alba a Liliana Abbene, che ne ha fatto una delle sue migliori interpretazioni. Un personaggio difficile e impegnativo che Liliana ha scolpito nelle sua anima di attrice.
Come ha detto giustamente il regista Salvatore Catanzaro , era un lavoro da riproporre a tre anni dalla scomparsa di Vincenzo Catanzaro, perché, come la Lupa di Giovanni Verga della Vita dei campi, Bernarda Alba è un personaggio veramente potente nel teatro siciliano.
Da applaudire tutto il cast al femminile, rinnovato in parte con le new entry, che ha dimostrato un ottima tessitura d’ insieme.