Quando una controversia amministrativa rischia di incidere sul futuro di un’intera città. Riflessioni di un Commercialista di provincia
La vicenda delle Terme di Sciacca ha ormai superato la fase della semplice valutazione amministrativa ed è entrata, come forse era prevedibile, anche nelle aule della giustizia amministrativa.
Secondo quanto riportato dagli organi di stampa e precisato dal proprio legale nell’intervista rilasciata al direttore del nostro giornale, la RTI Massinelli & Partners, esclusa dalla procedura promossa dalla Regione Siciliana per il rilancio del complesso termale, si accinge a depositare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale per ottenere l’accesso integrale alla documentazione della procedura.
È una notizia che merita una riflessione, non tanto sotto il profilo della cronaca giudiziaria, quanto per le conseguenze che questa vicenda potrebbe avere sul futuro delle Terme e dell’intero territorio.
Una procedura diversa da una normale gara pubblica.
La prima considerazione riguarda la natura stessa della procedura.
Non siamo di fronte ad un tradizionale appalto pubblico.
La Regione ha scelto di ricorrere allo strumento del partenariato pubblico-privato, disciplinato dall’articolo 193 del nuovo Codice dei Contratti Pubblici.
Si tratta di uno strumento particolarmente complesso attraverso il quale l’Amministrazione individua un operatore privato chiamato non soltanto a realizzare un’opera, ma anche a finanziarla, gestirla e assumerne il rischio economico per molti anni.
In procedure di questo tipo la valutazione non si limita agli aspetti progettuali.
Entrano in gioco elementi estremamente delicati: la sostenibilità del Piano Economico Finanziario, la capacità di reperire le risorse finanziarie, l’equilibrio economico dell’investimento, la redditività futura e la concreta possibilità che il progetto possa realmente essere portato a termine.
Sono valutazioni che richiedono competenze economiche, finanziarie e tecniche di altissimo livello.
Il ricorso non riguarda ancora il merito della scelta
È opportuno chiarire un aspetto che spesso sfugge al dibattito pubblico.
Il ricorso presentato dalla società esclusa non riguarda, almeno allo stato attuale, l’annullamento della scelta effettuata dalla Regione.
L’oggetto del giudizio riguarda il diritto di accedere integralmente agli atti della procedura.
In sostanza, la RTI Massinelli sostiene di non poter valutare compiutamente la correttezza dell’operato della Commissione senza conoscere integralmente il progetto concorrente, il Piano Economico Finanziario e gli altri documenti posti a base della decisione.
È una richiesta che, sotto il profilo giuridico, non può essere liquidata come un mero espediente processuale.
Al contrario, il diritto di accesso agli atti costituisce uno degli strumenti attraverso i quali si realizza il principio di trasparenza dell’azione amministrativa.
Il diritto di ricorrere è un diritto che appartiene a tutti
Da cittadino prima ancora che da professionista, ritengo doveroso affermare un principio che non dovrebbe mai essere oggetto di discussione.
Se un’impresa ritiene di aver subito un provvedimento illegittimo, ha il pieno diritto di rivolgersi al Tribunale Amministrativo Regionale.
È un diritto riconosciuto dal nostro ordinamento, é una garanzia di legalità ed è il modo attraverso il quale lo Stato assicura che ogni decisione della Pubblica Amministrazione possa essere sottoposta al controllo di un giudice indipendente.
Se vi sono stati errori, essi devono essere corretti.
Se, invece, la procedura è stata condotta nel pieno rispetto delle regole, sarà altrettanto importante che ciò venga definitivamente accertato.
La tutela giurisdizionale non rappresenta un ostacolo allo sviluppo, me ne costituisce una delle condizioni fondamentali.
Ma questa vicenda coinvolge interessi che vanno oltre quelli delle imprese
Ed è proprio qui che nasce la riflessione più delicata.
Le Terme di Sciacca non rappresentano un investimento qualsiasi.
Sono un patrimonio storico, economico e identitario della città.
Parliamo di un intervento che mobilita risorse per decine di milioni di euro, destinato a generare occupazione, rilanciare il turismo e produrre effetti positivi sull’intero tessuto economico locale.
Per questo motivo il contenzioso amministrativo, pur assolutamente legittimo, assume inevitabilmente una dimensione diversa rispetto a quella che normalmente caratterizza una controversia tra operatori economici.
Le conseguenze potrebbero infatti estendersi ben oltre gli interessi patrimoniali delle parti coinvolte.
Il primo ricorso potrebbe non essere l’ultimo
Ed è forse questo l’aspetto che merita maggiore attenzione.
Qualora il TAR dovesse riconoscere il diritto della RTI Massinelli ad ottenere pieno accesso agli atti, la società potrà finalmente valutare il contenuto della documentazione finora non conosciuta.
Solo a quel punto potrà decidere se proporre un ulteriore ricorso, questa volta diretto contro gli atti con i quali la Regione ha individuato la proposta ritenuta di pubblico interesse.
Anche tale eventuale iniziativa sarebbe perfettamente legittima.
Nessuno potrebbe contestarne il fondamento sul piano dei principi.
Ma è proprio qui che emerge il tema dell’interesse pubblico.
Il vero rischio è il tempo
Occorre essere molto chiari.
Il semplice deposito di un ricorso non determina automaticamente il blocco della procedura.
Sarà eventualmente il Tribunale Amministrativo a valutare se ricorrano i presupposti per concedere una sospensione cautelare.
Ma la possibilità che ciò avvenga esiste.
Ed è una possibilità che non può essere ignorata.
Se il giudice dovesse ritenere necessario sospendere temporaneamente la procedura fino alla decisione di merito, il rischio concreto sarebbe quello di rallentare sensibilmente il percorso di rilancio delle Terme.
Non si tratta soltanto di rinviare un investimento.
Si rischierebbe di posticipare l’apertura dei cantieri, la creazione di nuove opportunità occupazionali, l’arrivo di nuovi flussi turistici e il recupero di uno dei beni simbolo della città.
A pagare il prezzo di questo tempo non sarebbero soltanto le imprese coinvolte nella controversia.
Sarebbe l’intera comunità.
Trasparenza e rapidità devono camminare insieme
Per questa ragione sarebbe auspicabile che ogni passaggio della vicenda fosse affrontato con il massimo livello di trasparenza e, nello stesso tempo, con la massima celerità.
Garantire alla società ricorrente il pieno esercizio del diritto di difesa rappresenta un dovere delle istituzioni.
Ma altrettanto doveroso è evitare che la tutela dei diritti si trasformi, suo malgrado, in un nuovo e lungo periodo di incertezza per un territorio che attende da anni la rinascita delle proprie Terme.
Sono due interessi che non si contrappongono. Devono essere armonizzati.
Una riflessione finale
Da professionista che quotidianamente si occupa di bilanci, investimenti, valutazioni economiche e sostenibilità finanziaria, credo che questa vicenda meriti un dibattito pubblico più approfondito di quello finora sviluppato.
Non basta discutere di quale progetto sia architettonicamente più bello o di quale cordata sia la più adatta a rilanciare le Terme di Sciacca.
Occorre interrogarsi sulla solidità dell’intera procedura amministrativa, sulla qualità delle valutazioni economico-finanziarie e sulla capacità delle istituzioni di coniugare legalità, trasparenza e rapidità.
Perché il diritto della società esclusa a rivolgersi al giudice amministrativo è sacrosanto e va difeso senza esitazioni.
Ma altrettanto sacrosanto è il diritto della collettività saccense a non assistere, ancora una volta, all’ennesimo rinvio del rilancio di un patrimonio che da troppo tempo aspetta di tornare a vivere.
Il punto, dunque, non è scegliere tra il diritto di difesa e l’interesse pubblico.
Il punto è fare in modo che entrambi trovino piena tutela.
Perché se il controllo del giudice rappresenta una garanzia irrinunciabile dello Stato di diritto, è altrettanto vero che la giustizia amministrativa, la trasparenza dell’azione pubblica e la collaborazione istituzionale dovrebbero consentire di giungere a una decisione rapida e definitiva.
Sciacca non può permettersi di attendere ancora. Non dopo tanti anni. Non dopo tante occasioni perdute. Perché, al termine di questa vicenda, non ci saranno soltanto un vincitore e uno sconfitto.
Ci sarà soprattutto una città che spera di non essere, ancora una volta, la vera parte lesa.