Segnatevi queste date: 11-25 Ottobre e 10-24 Ottobre. Sono le date in cui, nell’ambito della manifestazione “Le vie dei Tesori 2026” i visitatori che si prenoteranno sull’apposita piattaforma, potranno visitare, nel cuore del centro storico di Sciacca, un luogo che custodisce un mistero antico e affascinante: il Giardino Scandaglia.

Sotto la maestosa Piazza Angelo Scandaliato, terrazza panoramica affacciata sul mare di Sciacca, si estende infatti un piccolo spazio verde dal fascino discreto e antico che oggi è un luogo tranquillo, dove il profumo della zagara si mescola alla salsedine del mare, ma dietro quell’apparente quiete si cela una tradizione che affonda le radici nei primi decenni del Novecento.

Francesco Scandaglia capostipite della famiglia, uomo visionario e proiettato nel futuro.

Un luogo magico, dove potresti sognare di incontrare fate e folletti, ma dove vive e si alimenta l’amore di Calogero e Valentina, gli attuali proprietari che da qualche anno , condividono il loro giardino “magico” con tanti visitatori.

Un panorama ineguagliabile si apre sul porto di Sciacca, attraverso una piccola finestra che sembra aprirsi su un paradiso di azzurro, fonte di ispirazione di artisti e poeti.

Sono tante le leggende legate a questo luogo: una è quella che ho raccontato in un mio articolo nel 2023 ed è quella di “L’acqua di l’occhi” Con l’acqua che scorreva in quel giardino, cui il nonno attribuiva una purezza particolare, i marinai del porto di Sciacca lavavano i propri occhi intrisi di salsedine, riportandone un grande beneficio per la vista. Dopo giorni di navigazione a bordo dei loro pescherecci, esposti al sole e alle intemperie, godevano del refrigerio di questa meravigliosa acqua, una delle tante del nostro patrimonio di inestimabile valore. Da qui il nome di “acqua di l’occhi” ancora oggi. Il giardino, infatti, poggia su una specie di falda artesiana e da qui la sua lussureggiante vegetazione, alla maniera dei giardini arabi.

Un’altra credenza ,secondo la memoria popolare, è questa: Agli inizi del secolo scorso — quando la piazza era punto d’incontro di famiglie, pescatori, suonatori ambulanti e bambini — prese forma una curiosa usanza propiziatoria. Dalla balaustra della piazza, che domina il giardino e il porto sottostante, la gente era solita lanciare delle monetine, accompagnandole con un desiderio.

All’inizio, pare che fosse un gesto spontaneo, nato forse per scherzo o per imitare le leggende che circolavano in quegli anni sul lancio di monete nelle fontane di Roma e Napoli. Ma a Sciacca, quel rito assunse presto un carattere tutto suo. Non c’era acqua, ma terra viva, e le monete cadevano tra le piante e i ciottoli del giardino, come semi di speranza destinati a germogliare nel tempo.

Molti raccontavano che lanciare una moneta “portasse fortuna” nei momenti difficili: prima di una partenza in mare, di un matrimonio, o di una prova importante. C’erano anche coloro che, in silenzio, affidavano alla moneta un segreto o una preghiera, come se la terra stessa potesse custodirla e restituirla al momento giusto.

Con il passare degli anni, il Giardino Scandaglia divenne una sorta di scrigno invisibile di desideri, e le monetine si accumularono nel terreno, a volte visibili tra le radici degli alberi, a volte sepolte dalla polvere del tempo. Nei decenni successivi, quando la città cominciò ad aprirsi al turismo, anche i visitatori si lasciarono affascinare da quella usanza, contribuendo a renderla ancor più curiosa e cosmopolita.

Oggi, chi si aggira per il giardino dopo una giornata di pioggia può notare, tra le zolle smosse e le foglie cadute, piccoli riflessi metallici: sono le vecchie monete riaffiorate dal passato. Alcune portano impressi i volti dei Re d’Italia, altre provengono da Paesi lontani — Francia, Spagna, America, Giappone — testimonianza silenziosa dei viaggiatori che, anche solo per un istante, vollero lasciare in quel luogo un frammento della propria storia.

I proprietari hanno segnalato ritrovamenti di monete risalenti a diverse epoche, alcune perfettamente conservate, altre corrose dal tempo. Non sono mai stati rinvenuti tesori nel senso stretto del termine, ma ogni ritrovamento è un piccolo evento, accolto con meraviglia da chi conosce la leggenda.

Così, ancora oggi, il Giardino Scandaglia continua a vivere tra memoria e tradizione, come un ponte tra passato e presente. Ogni moneta ritrovata racconta una storia: quella di chi l’ha lanciata con un desiderio nel cuore, forse ignaro che, un giorno, quel piccolo gesto avrebbe contribuito a creare uno dei racconti più suggestivi della città di Sciacca.

Oggi si sta nuovamente riscoprendo questa antica usanza come parte del patrimonio immateriale della città. Il Giardino Scandaglia viene sempre più considerato non solo come uno spazio verde, ma come un luogo della memoria collettiva, in cui storia, tradizione e simbolo si intrecciano.

In occasione di eventi culturali e ricorrenze cittadine, sarebbe bello riproporre questo gesto simbolico del lancio della moneta, accompagnato da momenti di narrazione e musica, affinché anche le nuove generazioni possano conoscere e rinnovare questo rito di buon augurio. Così, ogni visitatore potrà, come un tempo, affacciarsi dalla balaustra di Piazza Scandaliato, lanciare una moneta e affidare alla terra del giardino un pensiero, un sogno, un desiderio. Perché, in fondo, ogni moneta che tocca il suolo del Giardino Scandaglia è una piccola promessa di speranza, che il tempo non smette mai di ascoltare.

In questo Ottobre siciliano ancora dalle temperature estive, i visitatori potranno vivere una visita teatralizzata del luogo con Nicola Puleo

e una lezione di Yoga guidati da Agata Romeo tra i suoni armonici della natura e un’esperienza di benessere immersivo tra gli alberi secolari e gli agrumi profumati.