Sembra esserci un vento nuovo che soffia nella parte occidentale della provincia di Agrigento. 

Una sensazione diffusa che va oltre la semplice bellezza dei luoghi e che racconta di un territorio non più spettatore passivo, ma che vuol diventare protagonista consapevole del proprio futuro. 

creato con AI

Le recenti giornate vissute tra Sciacca, Ribera e Sambuca di Sicilia ne sono una  dimostrazione significativa: quando le risorse locali incontrano l’attenzione delle istituzioni europee e regionali, oppure si attivano per creare eventi che lasciano il segno, il futuro smette di essere un’incognita e inizia ad assumere la fisionomia e i tratti di un progetto concreto.

Con Costas Kadis a Sciacca, si è assistito a un momento di straordinario valore politico e anche umano. 

L’incontro tra il Commissario Europeo per la Pesca, i rappresentanti istituzionali e le marinerie locali ha abbattuto i muri della burocrazia. Vedere le istanze dei nostri pescatori ascoltate da vicino, con l’impegno di portarle direttamente sui tavoli di Bruxelles, infonde fiducia e restituisce dignità a uno dei comparti produttivi più importanti dell’isola. È la dimostrazione che questo territorio vuole e sa farsi sentire, se occorre con autorevolezza e competenza, nelle sedi che contano.

Spostandosi poco più a est, il Pizza Fest di Ribera ha offerto molto di più di una bella cornice di festa e prodotti d’eccellenza. La presenza del Presidente della Regione Renato Schifani ha confermato che questa parte della Sicilia occidentale è al centro di una strategia politica di ampio respiro e anche ambiziosa: grazie a connessioni internazionali accresciute da nuove linee aeree e canali di comunicazione diretti che consentono di intercettare maggior flusso turistico proveniente da mercati strategici; grazie ad iniziative efficaci in chiave di destagionalizzazione turistica e di accessibilità a risorse per investimenti sulle infrastrutture; grazie ad iniziative capaci di animare in modo significativo il panorama culturale. 

Sciacca ed il  rilancio del turismo termale  possono e debbono costituire volano di sviluppo imprescindibile per l’intera area territoriale, un tesoro unico capace di attrarre visitatori 12 mesi all’anno, cui può direttamente un ampio ambito territoriale circostante misurabile in circa un’ora di percorrenza su strada.

Spostandosi invece poco più ad ovest, Sambuca di Sicilia proprio in questi giorni sta offrendo testimonianza con il Premio Zabook 2026 di quanto sia prezioso e quindi arricchente l’investimento nella cultura. 

Gli investimenti sui giovani e sulle start up. Il turismo esistenziale e non massivo. Set cinematografici per accrescere la conoscenza della bellezza della nostra terra. Il fascino magico di un luogo come Caltabellotta. Insomma, un mosaico di  eccellenze, che possono far vivere di turismo questo territorio durante tutto l’anno.

Ma ciò che può rendere davvero vincente questa terra dovrà essere una straordinaria capacità di FARE RETE, attraverso le sue peculiarità territoriali, ambientali, storiche culturali ed enogastronomiche. 

Ogni Comune aggiunge un tassello fondamentale a questo mosaico d’eccellenza:

​Ribera può catalizzare ed entusiasmare con le sue arance e l’energia del Pizza Fest;

​Sciacca può affascinare con le mille teste di pietra del giardino incantato di Filippo Bebtivegna ed esaltare la sua identità marinara e culinaria con l’Azzurro Food;

​Santo Stefano Quisquina può raccontare la genuinità dei sapori d’entroterra con la Sagra del Formaggio;

​Montevago può trasformare la memoria e le ferite del passato in suggestivi percorsi d’arte tra i ruderi;

​Menfi può continuare ad affermarsi come modello di sostenibilità e qualità con le sue Bandiere Blu e lo storico festival Inycon;

Santa Margherita di Belìce può far rivivere la memoria de Il Gattopardo di Tomasi 

Burgio con le sue fabbriche di campane e ceramiche può essere il borgo delle scoperte;

Caltabellotta con le sua Madrice e il presepe di case arroccate sotto il pizzo può aprire l’anima agli spazi della contemplazione;

Sambuca di Sicilia può continuare a rinverdire il suo titolo di “Borgo dei borghi” con percorsi culturali di eccellenza. 

Sono solo esempi. 

L’Agrigentino occidentale ha tutte le carte in regola per affermarsi come un modello di sviluppo integrato e sostenibile per l’intera Sicilia. 

Non siamo solo mare e sole nei mesi estivi; siamo e possiamo ancor di più essere cultura, storia, enogastronomia d’eccellenza, termalismo, ambiente naturale di benessere e accoglienza capace di abbracciare i visitatori in ogni stagione.

Continuando su questo cammino — che unisce le forze tra marinerie, agricoltura, pesca, artigianato, turismo ed enti locali — questo territorio dimostra che il cambiamento è già in atto e sopratutto che il meglio deve ancora venire. 

G.M.C.