“ Cittadini di Sciacca, non possiamo più permetterci il lusso dell’indifferenza. Il declino di Sciacca non è un destino scritto nelle stelle: è il prodotto di scelte scellerate e, soprattutto, del silenzio di chi sceglie di non protestare, di chi abbassa lo sguardo, di chi pensa che “tanto non cambierà mai nulla. Il cambiamento non arriverà calato dall’alto da una classe politica mediocre che ha dimostrato ampiamente la propria inadeguatezza strutturale. Il cambiamento deve partire dal basso, dalla presa di coscienza collettiva, dalla ferma pretesa di legalità, competenza e visione strategica. Sciacca merita amministratori capaci, progetti lungimiranti, servizi efficienti e una dignità che non può più essere calpestata. Svegliamoci dal torpore. Rifiutiamo la rassegnazione. Riappropriamoci del nostro futuro, della nostra bellezza e del nostro diritto a vivere in una città che funzioni. Sciacca appartiene ai saccensi, non alla mediocrità di chi la governa”.
È questa la parte conclusiva di un documento con il quale oggi il consigliere comunale Raimondo Brucculeri si rivolge alla cittadinanza lanciando un “Appello Civico” di contenuto chiaramente ControSistema, che è anche il nome che ha dato al movimento politico cittadino che ha ideato (insieme al consigliere Blò) dopo aver abbandonato Controcorrente dell’on. Ismaele La Vardera, a cui per un certo periodo i due “ragazzi terribili” del consiglio comunale di Sciacca si erano politicamente avvicinati:

«Il peggior nemico di una comunità è l’indifferenza rassegnata di chi guarda il proprio futuro sgretolarsi e sceglie di voltarsi dall’altra parte.»
Inizia così l’Appello Civico” del consigliere Brucculeri, per il quale “ è arrivato il momento di guardarci negli occhi e di chiamare le cose con il loro nome, spogliandoci di ogni alibi e rompendo quel velo di assuefazione che ci sta conducendo, giorno dopo giorno, verso un declino irreversibile”.

“Viviamo in una terra straordinaria, baciata dalla storia, dalla bellezza paesaggistica e da risorse ambientali uniche al mondo. Eppure – prosegue il consigliere comunale ControSistema- assistiamo impotenti o peggio, distratti, al progressivo sfacelo di un patrimonio che le generazioni passate ci hanno consegnato e che la nostra generazione sta colpevolmente svendendo.
“Ci siamo abituati all’inaccettabile. Abbiamo accettato come una fatalità ineluttabile ciò che, in qualsiasi paese civile, avrebbe già provocato rivolte sociali e dimissioni di massa:
● Il silenzio assenso sulla chiusura delle Terme, accettata con proteste tiepide e formali, comese un motore economico fondamentale dovesse spegnersi per grazia ricevuta.
● Le centinaia di perdite idriche ignorate, mentre la nostra terra grida sete e i cittadini subiscono razionamenti vergognosi.
● I depuratori inefficienti e gli scarichi di liquami in mare, che stuprano il nostro litorale e mortificano la nostra vocazione turistica.
● Le strade dissestate e abbandonate all’incuria, la cui mancata manutenzione ordinaria si trasforma regolarmente in voragini finanziarie quando si interviene in emergenza con fondi straordinari sottratti ad altri servizi essenziali.
● I milioni di euro restituiti al mittente per opere incompiute, persi a causa di un’incapacità progettuale e amministrativa che grida vendetta al cielo.
● Lo scempio del centro storico, dove anziché rigenerare e valorizzare i vincoli e i cortili con competenza, si sceglie la via più sbrigativa e mortificante: colare asfalto sul nostro passato.
“Mentre tutto questo accade, la risposta della politica si riduce alla più cinica delle strategie: il “pane e giochi” o panem et circenses . Un carnevale perenne e un’estate saccense ridotta a vuoti slogan servono unicamente ad anestetizzare le coscienze, a distrarre il popolo e a coprire il vuoto programmatico di amministratori incapaci di produrre un reale incremento turistico ed economico”.
In questo contesto generale, per Raimondo Brucculeri lo schiaffo del Google Camp è la metafora della nostra sconfitta, il paradosso più crudele che si consuma quando i riflettori del mondo si accendono su di noi, senza che noi si riesca a essere protagonisti.
“Il Google Camp che si ripete al Verdura Resort – si legge nel documento-appello – porta a due passi da casa nostra i vertici dell’economia globale, i magnati della finanza, i leader della tecnologia e dell’innovazione. Mentre i potenti del pianeta discutono di intelligenza artificiale e futuro globale in una bolla dorata e blindata, Sciacca resta a guardare come una comparsa muta. Una classe dirigente all’altezza avrebbe preteso di trasformare questa vetrina mondiale in un volano di investimenti, accordi strategici e sviluppo strutturale per l’intero territorio. La nostra politica, invece, si è accontentata delle briciole, incapace di intercettare il potenziale di una grande occasione, riducendo la città a uno sfondo geografico insignificante per jet privati e yacht di lusso”.
È tempo di scuotere le coscienze, è la conclusione.