Alla Multisala Badia Grande di Sciacca ieri sera incontro con Ninni Bruschetta, amatissimo attore, regista, sceneggiatore e scrittore, tra i volti più apprezzati del cinema, del teatro e della televisione italiana.

Da anni alterna il lavoro sul palcoscenico e sul set alla scrittura, portando nelle sue pagine la stessa intensità e sensibilità che il pubblico gli riconosce come interprete. Ha presentato il suo nuovo romanzo “La scuola del silenzio”, in dialogo con Franco Bruno. L’incontro era inserito nella rassegna curata da Ornella Gulino della Libreria Ubik in collaborazione con la Multisala Badia Grande e l’associazione “Il cortile”

L’attore che ha dialogato con Franco Bruno ha parlato del suo romanzo intenso e doloroso che, nel solco della tradizione di alcuni grandi scrittori siciliani come Leonardo Sciascia, mette in scena una storia in cui il passato si riverbera sul presente e che rivela l’amara e terribile verità di una terra magnifica e unica, in cui l’aria è costantemente pulita dal vento e il disordine e l’incuria si mischiano a scenari di rara bellezza.


L’amore per il teatro; l’allontanamento dalla Sicilia; il legame inossidabile con la propria terra che ti spinge, anche da lontano, a cercare di fare qualcosa per lei; il dover fare i conti con una mentalità spesso anestetizzata che non permette alla Sicilia di diventare, a tutti gli effetti, la regione che merita di essere. Sono queste alcune delle tematiche affrontate dall’autore in una storia che ha dell’assurdo.
In un paese della Sicilia, la giunta comunale deve risollevare il teatro cittadino, un edificio di fine Ottocento. Chiamano, come direttore artistico, un attore, nato in quel paese, che ha abbandonato l’isola per raggiungere il suo successo. L’artista accetta felice. Ha idee innovative dal respiro internazionale. Nella pratica si convince che le cose stiano diversamente. Tutti gli remano contro. I dipendenti del teatro non lavorano, ma si accaparrano gli straordinari che non fanno, la biglietteria non funziona, la sartoria è abbandonata da tempo, la burocrazia è un tritacarne impossibile. L’attore, finito in una palude di aberrante disgusto per un sistema troppo guasto e consolidato, è circondato dal silenzio. Meno fiati meglio stai, in certi ambienti.

Un incontro interessante seguito con la solita attenzione dovuta ai grandi eventi e ai grandi personaggi da un pubblico di appassionati lettori.

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