Merita sicuramente particolare attenzione e riflessione il contenuto dell’intervista che il giornalista Giuseppe Pantano ha fatto per Risoluto alla signora Maria Russo, che ha problemi di deambulazione e che da molti anni viene in estate a Sciacca, in una casa di sua proprietà in zona San Marco. 

La signora Russo ha manifestato nell’intervista le grandi difficoltà che incontra a Sciacca, nella sua condizione dì fragilità  fisica. 

Questa la sintesi scritta di quanto da Lei dichiarato.

“Io sono disabile e mio marito ha pure la sua bella età. La prima difficoltà che incontriamo qui a Sciacca riguarda l’acqua, che non è corrente come a Milano. Datecela magari una volta alla settimana, ma non ogni 18 giorni, non ce la possiamo fare, abbiamo bambini e persone anziane… 

Pago l’acqua un mese sì e un mese no, mi arrivano 100, 80, 50 euro di bolletta, adesso di nuovo 53 euro, quest’altro mese mi arriverà e io l’acqua non la consumo…

Io pago l’immondizia a Milano, e qui la devo pagare il triplo…

Nella mia condizione fisica i problemi sono grossissimi. 

La ZTL è assurda. 

Sciacca sta morendo, ma sta morendo in tutti i sensi, ai politici non gli interessa niente, tanto loro vanno e vengono e quindi i problemi li abbiamo noi invalidi che non possiamo posteggiare, e se poi tu dici qualche cosa quelli che invalidi non lo sono ti prendono a parolacce.

I posti riservati ai disabili sono occupati dalle auto di chi invece lì non potrebbe parcheggiare…

Nei supermercati, poi, non c’è una cassa riservata agli invalidi, deve essere il direttore a chiedere la cortesia di dare la precedenza all’invalido, questo a Milano non esiste, fanno togliere agli altri tutta la roba dal nastro appena arriva un invalido.  

Sciacca non è più quella città che ho conosciuto da ragazza e anche dopo… 

Se andiamo al mare, dove posteggiamo? 

Se si posteggia ti fanno la multa, e se per caso c’è un posto riservato per invalidi lo trovi già occupato da chi invalido non è. 

Io non vado più al mare ormai da tre anni…

Come faccio a scendere al mare con questa strada bruttissima? 

Tutto questo io non lo sopporto più, devo andar via perché non ce la faccio più, e mi dispiace,  perché a Sciacca ii ci sono nata, ci ho vissuto e sono innamorata della mia città!”.

Chi ha immediatamente colto lo spunto offerto dall’intervista di Risoluto alla signora Russo è stato, come è anche facile immaginare, il consigliere comunale Raimondo Bruccoleri con una sua “riflessione civica”, pubblicata sul proprio profilo facebook e inviata alla stampa, che per l’importanza della questione posta dalle parole amareggiate dell’intervistata merita anch’essa attenzione per il fatto che proviene da un esponente della classe politica cittadina.

“Ho ascoltato le parole della signora Maria Russo con un nodo alla gola – dice Brucculeri -” 

“Provare vergogna è, oggi, il sentimento più naturale che provo – prosegue il consigliere comunale -. Non parlo solo come Consigliere comunale, ma come uomo che vive questa città quotidianamente. È un senso di colpa che mi accompagna: quello di non essere riuscito a incidere abbastanza, di non essere stato un argine sufficiente contro questo lento, inesorabile scivolare verso il basso”.

“Anche senza deleghe amministrative dirette, come rappresentante delle istituzioni sento il fallimento di chi non riesce a garantire, al di là di ogni bandiera politica, il minimo sindacale di civiltà: l’acqua, il rispetto per un pass disabili, la possibilità di godersi il mare senza sentirsi un peso o un intruso”…, afferma Brucculeri.

“Non stiamo discutendo di politica, stiamo discutendo di rispetto. E quando manca il rispetto per le persone più vulnerabili, non c’è ZTL o delibera che tenga: è la nostra intera comunità a perdere valore”… 

“Quel senso di vergogna che provo oggi non lo lascerò svanire: lo trasformerò nel motore della mia attività in Consiglio. Non sarò il consigliere che si nasconde dietro i tecnicismi o i “non è di mia competenza”. Da domani, ogni mia azione in Aula sarà pesata su questo metro: stiamo rendendo la vita di chi è più fragile un po’ meno difficile? Se Sciacca vuole tornare a essere quella città accogliente, solare e civile che tutti ricordiamo, dobbiamo prima di tutto ripartire dall’ascolto… una città si misura innanzitutto da come tratta chi ha più bisogno di noi” è l’intendimento espresso dal consigliere ControSistema, che poi conclude:

“Grazie, signora Maria, per averci dato il coraggio di guardare in faccia la realtà…”