La distribuzione dell’acqua con turni di erogazione insostenibili e assai poco equi costituisce oggetto di una lettera aperta che il Presidente del Comitato di quartiere “Bordea-Guardabasso”, a Sciacca, ha indirizzato alla presidente del Cda di AICA (Azienda Idrica dei Comuni Agrigentini) Danila Nobile, al Direttore generale di AICA, e per conoscenza al Prefetto di Agrigento e al Sindaco di Sciacca.
Una lettera i cui contenuti, con dichiarato spirito collaborativo e non polemico, costituiscono nella loro disarmante semplicità un autentico esempio di cittadinanza attiva e di educazione civica, e che mettono efficacemente sul tavolo il drammatico problema del diritto ad un bene comune essenziale (l’acqua) che non viene affatto garantito e di una situazione di disparità tra cittadini della stessa comunità che non dovrebbe esistere.
Una lettera che merita una pubblica risposta agli interrogativi che pone e alla quale, e ne sono certi gli stessi abitanti di contrada Bordea-Guardabasso, la presidente di AICA Danila Nobile non mancherà di dare riscontro.

Il nostro giornale ritiene giusto ed opportuno pubblicarla integralmente, così come l’abbiamo ricevuta.
INIZIO:
1. Premesso che questo Comitato è solidale con il Presidente del CdA di AICA, Dott.ssa Danila Nobile, per le difficolta che incontra giornalmente nella gestione di AICA e per il grande lavoro di rinnovamento dell’Azienda Idrica che sta svolgendo da quando si è insediata con grande trasparenza e senso di responsabilità; seguiamo, inoltre, profondamente delusi da scelte politiche degli anni precedenti, l’atteggiamento minaccioso di Siciliacque nei confronti della nostra Azienda Idrica.
2.Premesso, altresì, che la Contrada Bordea, è sita nell’agro di Sciacca e in essa abitano più di 100 famiglie stabilmente residenti nei 12 mesi annui, ma che si moltiplicano nel periodo estivo;
3.Premesso che la nostra zona è da anni interessata da perdite idriche, debitamente segnalate con PEC, dovute ad una rete ormai fatiscente, che hanno, negli anni, aumentato le difficoltà nell’approvvigionamento idrico durante le erogazioni (con bassa pressione nella parte alta della Contrada), peggiorato le condizioni del manto stradale e, naturalmente, fatto perdere migliaia di metri cubi di una risorsa essenziale nella nostra Provincia. Pochissimi gli interventi effettuati nel corso degli anni, che spesso hanno solo spostato il problema di pochi metri. Neanche negli ultimi mesi, quando sembrava che le ditte incaricate da AICA lavorassero sul territorio saccense, si è ravvisato alcun intervento.
4. Premesso che fino all’estate del 2024, l’erogazione dell’acqua nella contrada avveniva, pressappoco, ogni 5 giorni. Tale frequenza di erogazione permetteva ai residenti, in casi di rinvii o guasti, nella maggior parte dei casi di riuscire ad essere autonomi sino alla ripristinata situazione; dall’estate del 2024 l’erogazione è stata spostata con una programmazione di 7/8 giorni e con erogazioni effettive che spesso venivano spostate di 2/3 giorni almeno e che arrivavano anche a 12/13 giorni, con comunicazioni non sempre puntuali alla popolazione.
5. Premesso che, successivamente all’emergenza dell’estate del 2024 e fino ad alcuni mesi addietro, la programmazione è rimasta con cadenza settimanale, fermo rimanendo spesso lo spostamento frequente dell’erogazione di 1-2 giorni; tale situazione mette spesso in difficoltà la maggior parte delle famiglie, le quali non dispongono di serbatoi così grandi da contenere l’acqua per tutti questi giorni e, soprattutto nel periodo estivo, sono costrette ad approvvigionarsi col servizio di autobotte (solo in pochissimi casi quelle della Protezione Civile).
6.Premesso che negli ultimi due mesi circa è stata notata una programmazione molto approssimativa, a 7/8 giorni, che molto spesso, senza alcun rispetto per gli utenti, il giorno prima dell’erogazione, viene spostata di 1-2-3 giorni (o anche più), spesso senza alcuna comunicazione o con le diciture, sulla pagina WEB dedicata, molto vaghe del tipo “livello basso dei serbatoi” o “rinviato per guasto”. In particolare si segnalano i 14 giorni tra l’erogazione del 27-05-2026 e quella dell’11-06-2026 e gli 11 giorni tra il turno del 25-06-2026 e quello del 06-07-2026.
7.Premesso che bisogna comunque dire che l’erogazione avviene sempre, ormai da qualche anno, dalle 18 del pomeriggio fino all’indomani mattina in modo tale da poter riempire i serbatoi. Per cui il problema rimane soprattutto la distanza tra i turni di erogazione.
Tutto quanto sopra premesso e senza voler solo criticare, ma con l’obiettivo di acquisire maggiore consapevolezza con spirito costruttivo, vogliamo porre i seguenti interrogativi:
Come mai i guasti avvengono quasi sempre il giorno prima dell’erogazione? E come mai gli utenti vengono avvisati della mancata erogazione l’ultimo giorno? Non è il caso di potenziare il servizio di comunicazione per dare un preavviso alle famiglie che possono organizzarsi per tempo con le risorse a loro disposizione?
Fermo restando i principi di mutuo soccorso con gli altri utenti della città, ma in termini di equità sociale e di parità tra tutti gli utenti, come mai ci sono quartieri e contrade in cui l’erogazione avviene ogni 3/4/5 giorni e in questa nostra contrada l’erogazione avviene, invece, almeno ogni 7/8 giorni?
Perché gli utenti di questa contrada, con questa cadenza di erogazione, devono essere obbligati a detenere recipienti molto capienti rispetto agli altri quartieri, con spese di installazione superiori? Non sarebbe opportuno ed equo, viste le risorse idriche scarse, distribuirle in modo più equanime onde evitare grosse difficoltà solo ad alcuni (sopratutto nelperiodo estivo quando buona parte delle famiglie siciliane ospitano figli e i nipoti residenti nelle regioni settentrionali)?
Come ha intenzione di procedere il CdA in riferimento al grave problema della rete idrica fatiscente che crediamo sia in gran parte responsabile di questi turni di erogazione insostenibili? E’ ormai chiaro che gli interventi di rattoppo non fanno altro che spostare il problema oltre che sperperare denaro pubblico. Esiste una programmazione da questo punto di vista?
Perché coloro che, in emergenza a causa di turni improponibili, sono costretti ad usufruire del servizio di Autobotte privata devono pagare anche il costo del trasporto (oltre quello dell’acqua in bolletta) che poi non viene, puntualmente, rimborsato?
Considerando che il 90% della popolazione italiana riceve l’acqua 24h su 24h e il restante 10% subisce ritardi nelle erogazioni che al massimo arrivano ai 4-7 giorni, come possiamo noi accettare, nella nostra zona, turni che ormai nella media arrivano a 8-10 giorni?
Gli abitanti di questa contrada sono stati sempre responsabili e parsimoniosi nell’utilizzo dell’acqua ed hanno sempre compreso le difficoltà nell’erogazione ma, oggettivamente, riteniamo che la situazione stia davvero diventando sempre più insostenibile.
In attesa delle Vostre risposte e nella speranza che tale situazione possa migliorare il più presto possibile, questo Comitato si rende disponibile per azioni che possano mettere in evidenza la gravità della situazione nei Palazzi dove si possono mettere in atto le decisioni necessarie alla risoluzione del problema.
Distinti saluti (Per il Comitato Bordea-Guardabasso) Vincenzo Termine”.