di Alisia Bontempo , classe III C Liceo Scientifico E. Fermi – Sciacca, articolo partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”
Sciacca, considerata per anni “regina delle incompiute”, ha depennato dalla lista una delle sue più eclatanti opere mai concluse.
Dopo anni di silenzi e rassegnazione si riaccende un barlume di speranza per il Teatro Popolare Samonà di Sciacca, che l’1 agosto 2025, ha riaperto le sue porte per ospitare la mostra d’arte “Caravaggio, tra l’oscurità e la luce”.

La storia del Teatro Popolare di Sciacca trae le sue origini nel 1973, quando i due architetti Giuseppe e Alberto Samonà presentarono il progetto per la sua realizzazione.
L’idea nacque per offrire servizi di tipo turistico alla zona termale e per colmare la mancanza causata dalla triste demolizione del neoclassico Teatro Politeama Mariano Rossi, avvenuta nel 1951 per realizzare la stazione degli autobus di Sciacca nell’attuale piazza Mariano Rossi.
Il Samonà fu però al centro del dibattito pubblico fin dagli inizi, poiché le sue dimensioni e il suo design innovativo non sembravano adatti ad una cittadina come Sciacca.
Nonostante qualche dubbio i lavori iniziarono nel 1979, ma si arrestarono solo tre anni dopo per mancanza di fondi. Rimase tutto fermo per circa trent’anni. Nel 2015 il teatro fu inaugurato, ancora incompleto.
Dopo un breve periodo di apertura, che vide anche la presenza della prestigiosa étoile Carla Fracci, il Samonà chiuse nuovamente i battenti.
Passarono gli anni e la situazione rimase immutata, fino a quando lo scorso agosto è stata annunciata l’inaspettata riapertura e l’esposizione della mostra “Caravaggio, tra l’oscurità e la luce”, iniziativa legata ad Agrigento Capitale della Cultura 2025. L’evento, che ha riscontrato un esito positivo, presentava 22 opere di diversi artisti caravaggeschi e il capolavoro del Caravaggio “L’incredulità di San Tommaso”.
Il teatro ha poi ospitato negli scorsi mesi moltissimi eventi e spettacoli di successo, ne sono esempio il concerto-spettacolo “Pinocchio in…Variazioni”, “La Sciantosa” con Serena Autieri e la mostra dal titolo “Francisco Goya, l’artista della libertà. Tra verità e satira”, ancora visitabile fino al 31 marzo.

Non sono mancati, però, altri spettacoli ed eventi organizzati da compagnie teatrali saccensi, che finalmente hanno la possibilità di esibirsi nel teatro della loro città.
Nonostante molti dubbi e incertezze sul futuro, legati alla mancanza del palcoscenico e alla problematica della sua onerosa gestione, la popolazione saccense spera che questa riapertura possa rappresentare un lieto fine per la travagliata storia del Teatro Popolare Samonà.
La struttura, se utilizzata adeguatamente, può diventare una grandissima risorsa, dal punto di vista economico, culturale e sociale, per il nostro territorio. Sarebbe quindi un peccato sprecare un’opportunità del genere che permetterebbe di dare lustro alla nostra cittadina e di favorire il turismo.

Il Samonà assume, inoltre, un ruolo di grande importanza nella formazione dei giovani, perché grazie all’arte si promuove la cultura e si diffondono valori e messaggi positivi.

Un teatro aggrega, consente scambio di idee e comunicazione, genera e fa circolare cultura.
Teniamolo in vita!
Alisia Bontempo , classe III C Liceo Scientifico E. Fermi – Sciacca, articolo partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”