di Giovanna Rita Nunzia Montana – classe IIIC Liceo Scientifico Enrico Fermi di Sciacca – per il “Premio Giornalistico Enzo Porrello”.

Esplorando il territorio dell’entroterra agrigentino, alla scoperta di tracce del passato.

Da oltre 1500 anni la sua presenza rappresenta un ponte tra i secoli, certificando il passaggio della civiltà romana tardoantica nel nostro territorio. Appena sopra il centro abitato di Sant’Anna di Caltabellotta, in provincia di Agrigento, sorge infatti quello che è, a tutti gli effetti, un sito archeologico databile a oltre sedici secoli fa.

Le fonti archeologiche suggeriscono che si tratti dei resti di complessi abitativi riconducibili ad almeno due civiltà distinte, succedutesi nel tempo.

La prima, databile tra il IV e il V secolo d.C., presenterebbe caratteristiche quali strutture edilizie povere e irregolari, il riuso di materiali di epoca precedente, l’assenza di una pianificazione urbana organica e la presenza di probabili edifici proto-cristiani o di nuclei abitativi sparsi.

Il nome di questa città ci è ignoto, così come non sono noti i motivi esatti della sua scomparsa; tuttavia, alcune evidenze archeologiche fanno ipotizzare un collasso di natura violenta.

Dalle macerie, però, non nasce il vuoto: sullo stesso sito sembra infatti insediarsi una nuova comunità, probabilmente più raccolta e fortificata, con una funzione militare o difensiva e verosimilmente inserita nel sistema bizantino dell’entroterra siciliano.

Va precisato che la posizione geografica del territorio e l’assenza di attestazioni nei registri vescovili e negli itinerari bizantini consentono esclusivamente formulazioni ipotetiche, seppur attendibili, e non certezze definitive.

Anche di questo secondo insediamento si ignora il nome: esso non ha lasciato fonti scritte e non sembra sopravvivere oltre l’Alto Medioevo. 

Gli scavi archeologici, condotti negli anni Ottanta del Novecento, ebbero origine in occasione dei lavori per la realizzazione di un campetto sportivo. Tali interventi vennero interrotti a seguito del rinvenimento di importanti tracce lungo le pendici rocciose che dominano la frazione di Sant’Anna, a breve distanza dal centro abitato.

Alcuni dei reperti rinvenuti sono oggi visibili presso il Museo Archeologico di Caltabellotta.

Tuttavia, oggi l’area versa in una condizione di limbo: le ricerchearcheologiche non sono state ulteriormente approfondite e i lavori per il campetto sportivo sono rimasti incompiuti, configurandosi come uno spreco di risorse pubbliche e, al tempo stesso, come una mancata valorizzazione di un territorio di grande rilevanza storica e archeologica per l’intera comunità santannese.

Giovanna Rita Nunzia Montana – classe IIIC Liceo Scientifico Enrico Fermi di Sciacca – per il “Premio Giornalistico Enzo Porrello”.