di Ignazio D’Asaro, classe V D del Liceo Classico Tommaso Fazello, partecipante al “Premio Giornalistico Enzo Porrello”

Ieri sera ho avuto il privilegio di assistere, nella splendida cornice del nostro Teatro Popolare Samonà, allo spettacolo-concerto dal titolo “E venne la luce“, con protagonista il giovane tenore saccense Gabriele Carbone e diretto da Salvatore Monte.
Un viaggio intenso tra canto e recitazione, caratterizzato da un’alternanza in scena di “Luce” e di “Buio”: gli attori hanno saputo interpretare momenti di fragilità e smarrimento, quando la speranza sembra allontanarsi, tutto sembra crollarci addosso e ci sentiamo fragili, deboli, impauriti. Eppure la Luce torna ad emerge sempre, ridandoci forza e fiducia anche quando tutto sembrava perduto.
Lo ha ricordato lo stesso Salvatore Monte nel suo monologo: “La Luce può mostrarti l’altra faccia delle cose, proprio come fa questo teatro”.
È proprio su questa frase che desidero soffermarmi.
Io sono un ragazzo di 18 anni, prima della sua recente riapertura non ero mai stato ospite e spettatore all’interno del del Teatro Samonà. Ed è attraverso spettacoli come quello di ieri sera che adesso sono portato a riflettere sul prezioso valore che questa struttura incarna (e deve continuare ad incarnare) per noi, cittadini di Sciacca!
Nonostante non sia perfetto, nonostante non sia ancora completato, questa opera pubblica è comunque l ben attrezzata e sta consentendo di dar voce a tante realtà, di vario genere, che prima erano costrette a farsi ospitare qua e là , anche al di fuori dal nostro territorio, per mettere in scena le proprie opere.
Ieri, tra gli sguardi commossi degli altri spettatori, ho capito che Sciacca può (e deve) essere capace di valorizzare se stessa ed i propri cittadini che con coraggio decidono di non lasciare questa terra, affinché ne benefici l’intera comunità saccense, ed in particolare noi giovani.
Grazie a Salvatore Monte e a tutti coloro che riescono ad offrire opportunità ai giovani, a cui è stato negato di conoscere tanti aspetti del più autentico splendore della nostra città.
“E venne la luce” non è stata solo una rappresentazione musicale e teatrale, ma un vero e proprio grido collettivo di amore e di fiducia nei confronti della nostra terra, del nostro territorio.
Ignazio D’Asaro (per il Premio Giornalistico Enzo Porrello)