di TERESA GUAZZELLI

Nel corrente anno scolastico l’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”, diretto dal Dirigente Scolastico professoressa Teresa Guazzelli, ha condotto il progetto “Tradizione e Folklore in Sicilia: lu ballu, lu cantu e lu cuntu – Tesoro ritrovato:  ‘La leggenda di Lu Curaddu di Sciacca”.

Il progetto ha contribuito alla scoperta e alla valorizzazione del patrimonio linguistico dialettale e culturale locale, accostando le giovani generazioni allo studio di testi poetici, canzoni, sonorità e racconti che narrano della leggendaria scoperta nei fondali del ricco mare di Sciacca della risorsa più rappresentativa della città: il corallo.

Il percorso formativo laboratoriale è stato svolto sia in orario curriculare che extracurricolare ed ha visto la partecipazione di trentuno  alunni delle classi terze, sez. A e B del plesso Centrale dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”. Il progetto è stato coordinato dalla docente referente Serena Maria Paola Mortillaro, che ha seguito online la specifica formazione metodologica-didattica proposta in rete dall’Istituto Capofila, interessandosi, poi, del know-how della formazione all’interno dei team dei docenti delle classi coinvolte.

Nella fase preliminare del progetto, i docenti hanno svolto un accurato lavoro di ricerca per selezionare testi adatti da proporre agli alunni delle classi coinvolte con la finalità di far conoscere, valorizzare, diffondere il patrimonio culturale del proprio territorio attraverso attività di studio-ricerca, analisi e interpretazione di elementi caratterizzanti la cultura siciliana in ambito linguistico, storico-sociale, letterario ed etnografico, approfondendo le tradizioni e la cultura locale.

Il progetto si è svolto adottando un approccio multidisciplinare e trasversale. Le prime attività, per creare curiosità ed interesse negli alunni, sono consistite in un brainstorming iniziale sulle tradizioni siciliane e sulla conoscenza di alcuni personaggi storici e fantastici di Sciacca. Grande interesse negli alunni ha suscitato la figura del poeta saccense Vincenzo Licata, vissuto nel secolo scorso, che li ha appassionati con la sua produzione poetica dialettale. 

Una delle attività principali del progetto è stata la lettura di una sua poesia, intitolata “La corallina”, che narra di come la passione amorosa di Bertu Ammareddu per Tina, la “bedda marinara sciacchitana”, porti il pescatore saccense a trarre per primo dai fondali marini, in maniera del tutto fortuita, un pezzo di corallo per cui si armerà la “nova varca curallina” e con essa la contesa tra Sciacca e Torre del Greco per lo sfruttamento dell’oro rosso. Dopo la lettura, si è proceduto con la traduzione del brano ed è stata fatta un’analisi dettagliata del lessico siciliano utilizzato dal poeta. Gli alunni hanno poi svolto un’attività individuale realizzando un collage con la poesia originale affiancata dalla relativa traduzione in lingua standard e la trascrizione del titolo del progetto.

Successivamente, gli studenti hanno letto le strofe della poesia, dividendole in quattro sequenze narrative. Per ciascuna sequenza narrativa è stato individuato il plot della scena corrispondente e gli studenti hanno disegnato e colorato le immagini, aggiungendo un titolo ad ognuna scena. Hanno, poi, realizzato con tecniche grafico-pittoriche su cartelloni le sette strofe della poesia e, con l’aiuto dei docenti, hanno realizzato un kamishibai.

Il kamishibai è un’affascinante forma di narrazione giapponese che combina parole e immagini per creare storie coinvolgenti. Il termine “kamishibai” significa “dramma di carta” e utilizza un teatrino di legno in cui mostrare una serie di cartoncini illustrati, ciascuno rappresentante una scena della storia. Il kamishibai è utilizzato nelle scuole e nelle biblioteche per insegnare la lettura e la narrazione e si è rivelato un ottimo strumento per svolgere l’attività proposta in forma ludica. È stato realizzato anche un laboratorio di lettura espressiva e drammatizzazione del testo di Vincenzo Licata che è stato registrato.

Parallelamente gli studenti sono stati coinvolti in attività canore e musicali ed è stato formato un  coro che si è esercitato nell’esecuzione del canto “Comu l’unna”, bellissima e romantica canzone d’amore composta in dialetto siciliano nel 1958 dal maestro cefaludese Vincenzo Curreri. Gli studenti, partendo dall’analisi e dal commento linguistico del brano tradizionale siciliano, sono stati guidati anche nell’analisi dell’arrangiamento musicale del brano fatto dai maestri dell’orchestra scolastica  “I. Scaturro” della Scuola Secondaria di primo Grado dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri” che attiva percorsi musicali. Gli studenti, oltre alle prove di canto, hanno eseguito esercizi vocali sull’intonazione ed hanno studiato gli strumenti musicali utilizzati nel brano.  

Nella fase conclusiva del progetto è stato condotto un debriefingfinale e un test di autovalutazione e gradimento per raccogliere feedback sull’esperienza.

Gli alunni hanno verificato le competenze acquisite attraverso un’esibizione canora nell’ambito della manifestazione conclusiva dell’Orchestra della Scuola Secondaria di Primo Grado “I. Scaturro” dell’Istituto Comprensivo “Dante Alighieri”, il 27/05/2024, e con un’altra performance canora, il 29/05/2024, durante la quale è stata eseguita anche la lettura animata del testo “La corallina”, supportata dal kamishibai. 

Quest’ultima attività è stata inserita anche nel portale degli eventi del progetto ministeriale per la divulgazione della lettura “Il Maggio dei Libri”.

 Gli obiettivi programmati all’inizio del percorso formativo sono stati raggiunti dagli allievi in modo più che soddisfacente.

 Gli studenti hanno avuto l’opportunità di approfondire le tradizioni locali, riscoprire il dialetto siciliano e conoscere figure di spicco come il poeta Vincenzo Licata e del compositore Vincenzo Curreri. Ciò ha permesso agli alunni di immergersi nella storia e nelle tradizioni della loro comunità e di sviluppare un senso di appartenenza e identità siciliana. Capire il passato e le esperienze della propria comunità aiuta a formare cittadini più consapevoli e orgogliosi delle loro radici. La cultura siciliana è un patrimonio inestimabile, ricco di tradizioni, racconti e lingue. Attraverso le attività proposte, gli alunni hanno potuto esplorare diversi aspetti di questa cultura, dalla musica alle arti visive, fino alla letteratura. Questa riscoperta ha stimolato la loro curiosità e arricchito la loro formazione culturale, offrendo una comprensione più profonda delle proprie origini.

Studiare le opere dialettali, come la poesia “La corallina”, ha offerto agli studenti l’opportunità di avvicinarsi a un linguaggio poetico che riflette la vita e le emozioni della comunità locale. Conoscere le poesie di Vincenzo Licata ha permesso agli studenti di apprezzare la profondità e la bellezza della poesia dialettale siciliana, rendendo gli alunni più consapevoli dell’importanza della letteratura locale. Il dialetto siciliano è una componente essenziale della cultura locale. Riscoprirlo e valorizzarlo è fondamentale per preservare l’identità culturale e linguistica della regione. Attraverso l’analisi e la traduzione delle poesie di Licata, gli alunni hanno potuto confrontarsi con il lessico e le espressioni idiomatiche del dialetto, sviluppando una maggiore consapevolezza linguistica. Questa esperienza ha sottolineato quanto sia importante mantenere vivo il dialetto come veicolo di tradizione e memoria collettiva. Il percorso intrapreso ha dimostrato quanto sia fondamentale riscoprire e valorizzare le tradizioni locali per costruire una comunità coesa e culturalmente ricca.

Tale progetto è stato realizzato in rete con il Liceo Classico “Umberto I” di Palermo, Scuola Capofila, nell’ambito del Progetto di Lingua e Cultura Siciliana – Terza annualità, CUP C71I23000260002 – finanziato con i fondi regionali di cui al Decreto n. 3643 del 28/12/2023 del Dipartimento dell’Istruzione dell’Università e del Diritto allo Studio dell’Assessorato dell’Istruzione e della Formazione Professionale della Regione Siciliana, in attuazione della L.R. n. 9/2011 per la diffusione e valorizzazione del patrimonio linguistico siciliano.

TERESA GUAZZELLI