Viene da pensare che solo a Sciacca o in terra di Sicilia possa accadere quel che ha fatto svuotare piazze e marciapiedi della città di tavolini e sedie, collocati su suolo pubblico, della maggior parte di bar, ristoranti ed altri esercizi commerciali della ristorazione, i cosiddetti dehors:

A primavera avanzata, nel bel mezzo delle festività pasquali…:

Bar Florio
Bar Santangelo
Bar del Corso

Immagini come queste, nel loro insieme, a me trasmettono un senso di tristezza e di desolazione…

Il trionfo dell’autolesionismo e di una burocrazia ammalata.

A Pasqua ero a Stresa, sul Lago Maggiore, in Piemonte, dove invece fare turismo è una cosa seria:

Ci siamo già soffermati, in due precedenti articoli, sui motivi “normativi” che hanno determinato questa situazione. Questa volta tuttavia vogliamo dar spazio non tanto ad una spiegazione tecnica, quanto piuttosto ad una breve riflessione tutt’altro che “normativa”.

È semplicemente autolesionistico, per non dire assurdo, e a nostro modestissimo parere:

⁃ che una Regione (quella siciliana) adotti un testo base di Regolamento che “improvvisamente” metta “fuori legge” la maggior parte dei dehors di una città come Sciacca, tanto per rimanere a casa nostra

⁃ che la soluzione, presunta tale, debba arrivare con una delibera del consiglio comunale che, ben sei mesi dopo, adotta un Regolamento modificativo di quello regionale, delibera che a sua volta potrà aver bisogno di ulteriori 120 giorni per entrare in vigore

⁃ che proprio in questo incerto e delicatissimo frangente stagionale scattino dei controlli in loco che determinino il sequestro di uno o più dehors e il ritiro precipitoso di tanti altri per evitare multe o sequestri

⁃ che poteva essere nella sostanza molto più rispettoso della “normativa”, in questo preciso momento, verificare chi la tassa di occupazione del suolo pubblico dal mese di marzo 2022 l’avesse pagata e chi invece no, imponendo un termine perentorio entro il quale regolarizzare la propria posizione, invece di fare riferimento ad una normativa regionale entrata in vigore a settembre 2022 regolamentativa di tutt’altri aspetti e alla quale non ci risulta che fosse stata data idonea comunicazione e diffusione a livello locale

– che non si stia avendo il minimo rispetto per la cosiddetta “vocazione turistica” di questa nostra città, oltre che degli interessi economici degli esercenti di bar, ristoranti, ecc.

Evidentemente la vivibilità e l’immagine turistica che noi riusciamo a dare alla città rimane l’ultima delle nostre preoccupazioni, perché restiamo sentimentalmente legati a quella VOCAZIONE sempre molto restia a diventare REALTÀ turistica.

In qualunque città turistica, e non solo turistica, che si rispetti la nostra bellissima piazza Angelo Scandaliato sarebbe il cuore pulsante del centro storico, piena di dehors, piena di gente seduta ai tavolini, arriverei a dire che bisognerebbe obbligare i bar lì ubicati a corredarla con propri dehors…

Abbiamo avuto la straordinaria capacità di ridurla così:

3 pensiero su “DEHORS, AUTOLESIONISMO ALLO STATO PURO”
  1. Sono perfettamente d’accordo con la riflessione con l’aggiunta alla “normativa” il buon senso e una semplificazione di come attuarla. Sarebbe bastato, ai non in regola da settembre 2022 con la normativa Regionale , una diffida ad adempiere entro un tot di tempo ed evitare il corri..corri..per evitare sequestro o multe salate. Siamo, purtroppo, sempre in nostro personalissimo conflitto d’interessi, ma non con la “normativa” ma con il nostro cervello !!!

  2. Anche il bar dell’ospedale poteva continuare a dare un servizio nell’attesa di una nuova gara.
    Per il resto nn comment!!!

  3. È oramai risaputo che tra amministrazioni comunali e funzionari del comune non ci sia mai stata collaborazione nei confronti di un comparto già martoriato da crisi e Covid.
    Neanche il tempo di organizzarsi a riprendere o cercare di riprendere quello perduto che arriva questa novità, qui non si tratta di pagamento ma di autorizzazione in deroga prevista dal decreto mille proroghe che dava la possibilità anche per l’anno 2023 di potere andare in deroga alle autorizzazioni semplicemente aderendo al decreto. Ora mi chiedo è colpa di chi lavora che preso da mille responsabilità se ne dimentica o di chi è veramente preposto a darne comunicazione ? Mi riferisco ai funzionari che sono pagati per conoscere queste normative e collaborare con i comparti interessati …
    Non aggiungo altro, questo è il paese dei Perollo e dei Luna e spesso lo dimentichiamo ma di sicuro è che questa città paga da un po’ di tempo la mancanza di associazioni capaci di fare rispettare la gente che lavora .

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