Nostro servizio particolare

La commemorazione del settantaseiesimo anniversario dell’uccisione da parte della mafia di Accursio Miraglia, svoltasi oggi in sala Blasco, è stata caratterizzata da alcuni contributi di forte intensità che hanno assai ben rappresentato la grandezza e l’attualità di un Uomo che come pochi ha onorato e servito con la sua vita e la sua morte non solo la propria città di Sciacca ma l’intera Sicilia.

Una storia straordinaria quella di Accursio Miraglia, intessuta di elevatissimi valori civici, sociali e politici, e che queste celebrazioni annuali hanno il merito di tramandare nel tempo e la cui memoria, come è stato oggi più volte evidenziato, andrebbe innanzitutto trasmessa alle giovani generazioni attraverso le scuole.

Nei 51 anni della sua vita Miraglia è stato tantissime cose e, in ognuna di esse, nel modo più significativo: bancario, anarchico, imprenditore, commerciante, sindacalista, comunista, presidente dell’Ospedale di Sciacca, fondatore della prima Camera del Lavoro nella Sicilia del dopo-guerra, fondatore della Cooperativa La Madre Terra, trascinatore di masse popolari, uomo di grande cultura, pittore, poeta, uomo di fede e tante altre cose ancora… Ma è stato innanzitutto, come sindacalista e a livello umano, il difensore e il paladino dei più deboli, di quella parte di popolo più fragile dalla parte della quale si è sempre schierato, umanamente e politicamente, anche in forza del precetto evangelico “ama il prossimo tuo come te stesso”, che in lui andava oltre se stesso e diventava “ ama il prossimo tuo più di te stesso”. Un aspetto forse inedito della personalità di Miraglia, messo in mostra dal figlio Nico attraverso la lettura di alcuni scritti del padre.

“Meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”, è la frase celebre che dice tanto sulla enorme personalità di questo illustre figlio di Sciacca, la cui memoria nel tempo si tramanda non solo per l’impegno della Fondazione creata dal figlio Nico e dalla famiglia, ma anche per la profondità dei valori seminati e portati a frutto durante tutta la sua intensissima vita, interrotta prematuramente da una morte annunziata e i cui mandanti si nascondevano nella mafia agraria del latifondo, che la lotta sociale, popolare e culturale intrapresa dal sindacalista stava mettendo in gravissimo pericolo.

Sono stati in tanti oggi a ricordarlo e ad onorarne la memoria, forse anche troppi, ma in certi momenti il troppo ci può anche stare e poi alcuni interventi sono stati davvero efficaci. Presenti tra gli altri il Sindaco di Sciacca, la CGIL- Camera del Lavoro al gran completo con i suoi massimi esponenti cittadini, provinciali e regionali, il PD anch’esso rappresentato ad alto livello con il segretario provinciale, il capo gruppo all’assemblea regionale, il suo unico parlamentare nazionale a livello territoriale on.le Iacono e il presidente della commissione regionale antimafia on.le Cracolici, altri qualificati rappresentanti del mondo sindacale e delle cooperative.

Da sinistra Nico Miraglia, Fabio Termine, Alfio Mannino (CGIL), Antonello Cracolici (PD)
Il presidente della Commissione Antimafia dell’ARS, Antonello Cracolici

Il mondo politico e sindacale della sinistra era insomma assai ben rappresentato, ma la storia e l’operato di Miraglia meriterebbero anche altre manifestazioni trasversali di rispetto.

Il filo conduttore dell’evento li ha tenuto, come sempre molto bene, il giornalista Giuseppe Recca.

La nostra testata giornalistica ha seguito l’evento in diretta, come sempre fa in occasioni importanti, per dare la possibilità a chi non ha presenziato di poterne fruire in tutto o in parte (utilizza link qui di seguito) e contribuendo così a conservare nel tempo i contributi e contenuti sicuramente importanti dell’evento odierno.

https://fb.watch/hRqaNTozGo/

C’è anche una poesia inedita che il poeta Vincenzo Licata aveva scritto per l’amico Accursio Miraglia, che a sua volta prima di essere ucciso aveva raffigurato insieme sé stesso e il “poeta del mare” in questo dipinto:

Dipinto di Accursio Miraglia, a sinistra Vincenzo Licata, a destra lo stesso Miraglia

A conclusione della commemorazione in sala Blasco, pienissima di pubblico, un corteo cittadini con in testa il Sindaco si è incamminato da palazzo di città verso piazzetta Lazzarini, luogo dell’eccidio, per depositare la corona d’alloro del Comune in aggiunta alle altre deposte davanti al busto di Accursio Miraglia.

4 pensiero su “ACCURSIO MIRAGLIA, UN MONDO DI VALORI CHE SI TRAMANDA NEL TEMPO”
  1. Grazie davvero per il servizio pubblico che avete reso alla Città, a quanti hanno potuto partecipare a distanza a l’evento di oggi.
    Accursio Miraglia è stata davvero una persona straordinaria che andrebbe conosciuta e approfondita.
    Sciacca può e deve fare di più per far conoscere quelle lotte di allora e i suoi protagonisti.
    Un modo concreto per andare oltre le commemorazioni e per fare in modo che, a partire dal ricordo, nasca e cresca l’impegno per una Sicilia migliore.

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