Parlare della ceramica di Sciacca significa parlare di Gaspare Cascio, il Professore. E non vi nascondo che ho una certa soggezione a parlare di lui, da profana. Lo conosco da una vita, si può dire. Conosco Maria, sua moglie, con la quale divido ricordi d’infanzia. Conosco i figli Salvino e Giuseppe, da sempre. Gaspare è un uomo senza età. Se li porta bene i suoi 85 anni.

Le ceramiche del maestro Cascio hanno sempre avuto un posto di rilievo…a casa nostra, dove su ogni parete, dominano i suoi grandi piatti, Alcuni acquistati da noi, mentre altri sono un ricordo dell’affetto di Primo Veneroso nei nostri confronti. Nelle grandi occasioni, Primo ci regalava un oggetto in ceramica di Cascio, per il quale nutriva una grande ammirazione e una sincera amicizia. 

Alcuni illustrano tradizioni popolari della nostra terra, come quella del primo Maggio contadino, della mietitura, della Sceusa, altri hanno soggetti religiosi, come il Natale. 

Tutti , comunque, si caratterizzano per i colori vivaci , nei toni del blu, del giallo, del vermiglio, del turchese, mentre i soggetti sono dei piccoli sogni che si materializzano con una tecnica sopraffina su quella che da argilla diventa arte. Nelle nostre passeggiate in piazza, non manca mai una sosta nella bottega del maestro in Via Vittorio Emanuele 115, per ammirare i suoi animali fantastici e le grandi ciotole decorate con la tecnica del riflesso metallico che ci fa sognare mondi lontani. La Sicilia , una Sicilia genuina, ingenua, semplice e quasi onirica, con i suoi abbaglianti colori e i suoi contrasti, tra terra e mare, è protagonista dell’arte di Gaspare Cascio, che non nasconde il suo grande amore per questa terra, la sua storia, la sua natura, la sua gente. Le sue casette con le scale che si arrampicano fino a un balconcino, il cielo blu cobalto dove sfrecciano uccelli fantastici, le palme, i fiori, il sole , la luna.

Ceramista e pittore, Gaspare Cascio è nato nel 1938. Ha studiato ceramica presso l’Istituto d’Arte Ceramica di Caltagirone. Docente emerito di Discipline Artistiche nella Scuola Statale, è un pioniere della prima generazione dei ceramisti che hanno fatto rifiorire la sopita tradizione dell’arte vasaria di Sciacca, già viva sin dai tempi di Agatocle e proseguita nel tempo con alterne fortune sino ai nostri giorni. Esperienze in tutto il mondo, mostre prestigiose in grandi città.

Il rammarico del Maestro, alla sua età, che pur veneranda, non manifesta soste creative, è quello che nella città della ceramica, la sua Sciacca, non ci sia ancora un Museo della Ceramica. Si direbbe che il tempo e la politica si siano accanite contro certe iniziative che avrebbero dovuto avere la priorità, in tutti questi anni. E per il cuore e per l’arte del Maestro Cascio questo è un grande cruccio. Come per tutti noi.

Un pensiero su “GASPARE CASCIO, UN MAESTRO”
  1. Condivido in pieno le puntuali considerazioni di Flavia. Da circa cinquant’anni passo da Gaspare e porto con me pezzi unici, frutto della sua arte sopraffina. Nel tempo ha saputo rinnovarsi e creare tecniche, colori, forme, sempre più originali e diverse. Si riconosce però subito la sua identità. Prosit al Maestro e a Servire Sciacca, che informa e ricorda con passione. G.V.

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