Imbattersi, oggi, in giovani che hanno scelto di percorrere la difficile strada della musica, succede sempre più di frequente. Giovani talenti, ragazzi che imbracciano uno strumento musicale con passione, come facesse parte di loro stessi. Uno di questi è Marco Gaudio, 22 anni, bassista, astro nascente del jazz, genere musicale impegnativo e…alternativo. Difficile , oggi, mettere degli steccati a ogni tipologia musicale. E’ tutta una interconnessione, una mescolanza e una fantasia di stili difficilmente, come dicevo, catalogabile. La passione di Marco nasce come in tutti i ragazzi della sua età, con la formazione di una band di coetanei con cui condividere ore di svago e di libertà.

Ma poi, anche abbastanza presto, la passione per la musica si consolida fortemente in lui. Arrivano le prove più impegnative, con esibizioni a fianco di musicisti e band “professionali”, che utilizzano il suo talento per arricchire le loro performance.

La sua bravura e la sua modestia fanno breccia nel cuore di molti musicisti che se lo contendono fino a quando non arriva per lui il momento della scelta: quella di entrare al Conservatorio “Scarlatti” di Palermo per studiare basso jazz. Una scelta importante, impegnativa. Adesso è al secondo anno e sta facendo un percorso di crescita interessante sostenuto dai maestri del conservatorio e in particolare dal maestro Fabio Crescente, suo insegnante di basso. Giorni fa, con un gruppo di colleghi, ha avuto la possibilità di esibirsi al teatro Santa Cecilia di Palermo, tempio del jazz palermitano, nell’ambito della manifestazione “Sicilia jazz festival 2022”, che ogni anno attira diversi artisti di ambito internazionale e cultori di questo genere musicale. Diversi gli spettacoli in contemporanea in un circuito che vede interessati tanti siti in questi giorni della manifestazione, dalla Chiesa dello Spasimo allo stesso conservatorio Scarlatti.

A sostenere Marco c’è una bellissima famiglia, la sua, che condivide le sue scelte e lo accompagna non solo nelle sue esibizioni, ma nel suo percorso di crescita.

Marco Gaudio con la sua famiglia, la mamma, Claudia, il fratello Davide, la sorella Giulia e il papà Maurizio

Marco ha scelto una strada impervia. Il Jazz si è trasformato nel corso degli anni, evolvendosi in una grande varietà di stili e sottogeneri: dal dixieland di New Orleans dei primi anni, allo swing, delle big bands negli anni trenta e quaranta, dal bebop della seconda metà degli anni quaranta, al cool jazz e all’hard bop degli anni cinquanta, dal free jazz degli anni sessanta alla fusion degli anni settanta, fino alle contaminazioni con il funk e l’hip hop dei decenni successivi. Dopo gli anni settanta il jazz è stato ammesso nella cosiddetta musica colta, entrando quindi nei corsi tenuti nelle scuole musicali e nei conservatori. Marco ha tutte le carte in regola per farcela, alla grande. Che gli manca, in fondo? Bello…lo è! Bravo…pure! Allora, Marco, vai! Il futuro ti appartiene

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.