Al netto dei giudizi politici complessivi sulla sindaca di Sciacca, risultano francamente abbastanza ridicoli gli inviti al “dialogo” con il presidente della Regione che le sono stati rivolti da improvvisati senzali in occasione della marcia per la riapertura delle Terme e, in una situazione ben più drammatica, dopo i danni causati dalle recenti piogge torrenziali. Come se si trattasse di regolare i rapporti tra due condomini che non si parlano per dissensi relativi all’orario di consegna dei sacchetti della spazzatura.

“Ricordate che è lui che detiene i cordoni della borsa”; “meglio usare un basso profilo”; “al suo posto, gli avrei telefonato” e altre amenità simili sono stati il grande contributo di alcuni soloni per auspicare un “riavvicinamento” tra le due istituzioni.

Evidentemente finora ci sono stati esponenti politici che hanno mantenuto, o sperano di ritornare ad avere, relazioni abbastanza libere rispetto alle loro ultime, sfuggenti collocazioni politiche, in vista delle prossime elezioni.

Si dà il caso che la diserzione dell’attuale governo regionale di fronte alle emergenze che da anni sono una costante della Sicilia, dalla pandemia, al dissesto idrogeologico, alle vergognose condizioni della rete viaria interna, alla desertificazione della sanità pubblica consegnata nelle mani dei privati, non può essere equiparata ad una delle tante beghe tra vicini di casa che non si salutano quando si incontrano per le scale.

Il presidente della Regione non sa che la manutenzione costante delle strade interne e la pulizia regolare dei letti dei corsi d’acqua sono misure prioritarie, che dovrebbero fare parte di una regolare programmazione, indipendente dal fatto che che i sindaci siano o meno simpatici, che telefonino oppure no?

Così come dovrebbe essere noto che queste misure sono molto più efficaci rispetto alla costruzione di reparti fantasma in ospedali inutili al fine di garantire l’incolumità e la salute dei cittadini.

E i solerti politologi da bar, nonché consigliori ed esperti di bon-ton istituzionale, come mai finora non si sono mai esposti anche solo con una intervistina su un qualsiasi organo di informazione per spiegarci, anche sommariamente, come si preparano ad affrontare queste criticità in vista di una eventuale rinnovata collaborazione con l’attuale o il prossimo presidente della regione?

Che razza di politica esprimono, quale futuro ci preparano questi surfisti del qualunquismo di vecchio e nuovo stile, compresi i movimentisti inconcludenti degli ultimi lustri, controfigure mal riuscite di un ceto politico dal quale si dicevano distinti e distanti?

FRANCO GIORDANO

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