Riceviamo dal direttivo del Comitato Civico Patrimonio Termale un documento rivolto alla cittadinanza per il tramite degli organi di informazione e inviato al protocollo della presidenza della regione. Lo riportiamo qui di seguito interamente, ritenendo superfluo ogni ulteriore commento.:

DOCUMENTO DEL DIRETTIVO COMITATO CIVICO PATRIMONIO TERMALE

LA NOSTRA RISPOSTA A NELLO MUSUMECI

Abbiamo appreso, dall’intervista rilasciata da Francesca Valenti al notiziario di RMK, che il nostro sindaco e il presidente della regione, Nello Musumeci, si sono incontrati per discutere delle Terme: 

dalla viva voce del primo cittadino ci è stata così data conferma il nuovo bando dovrebbe essere pubblicato a breve e che i suoi contenuti saranno più appetibili per quanto riguarda la durata della concessione, il canone e la platea più larga dei destinatari. 

L’intervista a Francesca Valenti ci ha poi dato conferma di quella che lo stesso sindaco ha definito come “una sensazione” e “una speranza”, ossia che la Regione possa avere già sotto mano un imprenditore privato che avrebbe un interesse concreto a prendersi in affidamento il complesso termale di Sciacca, ragion per cui l’esito del prossimabando potrebbe essere non più negativo. 

Il presidente Musumeci ha confermato quindi di essersi scelto come interlocutore esclusivo il primo cittadino (o in sua assenza l’assessore al Turismo), rifiutandosi di confrontarsi e di interloquire pubblicamente anche con un “territorio” che, in forma unitaria, gli aveva chiesto ufficialmente un incontro/confronto attraverso un documento deliberato all’unanimità dal Consiglio Comunale di Sciacca e con l’adesione formale dell’amministrazione comunale, dei deputati regionali Mangiacavallo, La Rocca e Catanzaro e delle parti civiche da qualche tempo attivamente impegnate sul fronte della problematica termale.

Il nostro Comitato Civico considera questo persistente rifiuto come una grave e colpevole mancanza di attenzione nei confronti del territorio di Sciacca da parte del Presidente della regione, ancor più censurabile perché attiene ad un’opportunità di sviluppo che ha un respiro regionale, essendo il termalismo un fondamentale fattore di destagionalizzazione dei flussi turistici verso la Sicilia (post pandemia).

Ciò detto, se fosse vero che il Presidente Musumeci ha un asso nella manica, sotto forma di un imprenditore già pronto ad assumersi in affidamento il complesso termale di Sciacca nelle attuali condizioni, noi del Comitato Civico Patrimonio Termale saremmo i primi a esserne ben contenti e a felicitarci per l’esito positivo che avrebbe il nuovo bando di  gara. 

Desideriamo tuttavia essere, sin da adesso, altrettanto chiari ed espliciti per il caso in cui il bando che Musumeci ha promesso di pubblicare a breve dovesse avere invece un esito non positivo.

In questo caso il Presidente della regione siciliana si assumerà l’intera responsabilità politica e sociale non solo e non tanto di non aver voluto ascoltare i contributi, le proposte e i suggerimenti che il territorio di Sciacca voleva fornirgli per evitare che anche il nuovo bando risulti del tutto inutile, quanto quella di aver privato il nostro territorio di quella che potrebbe essere un’ultima e autentica opportunità di costruire il proprio rilancio turistico – economico.

Il Presidente Musumeci si assumerà infatti, in prima persona e con i risvolti elettorali che potranno conseguirne, la responsabilità di non aver voluto prendere in considerazione la nostra proposta di inserire il rilancio del termalismo siciliano tra i progetti produttivi di sviluppo economico per l’utilizzo dei fondi europei della “next generation eu” destinati alla Sicilia: queste risorse europee potrebbero infatti essere l’ultimo treno utile su cui salire a bordo per reperire quelle fonti  finanziarie che risultano indispensabili aripristinare la necessaria funzionalità degli immobili e degli impianti delle stazioni termali di Sciacca e Acireale, degradati da anni e anni di chiusura, manutenzione straordinaria che ci appare indispensabile per far sì che uno o più imprenditori possano farsi avanti per gestire il complesso termale di Sciacca.

E quale investimento, ci chiediamo, potrebbe essere più produttivo dal punto di vista economico eoccupazionale di quello destinato ad un settore, il termalismo, che potrebbe costituire il volano e un valore aggiunto per un grande sviluppo turistico, post Covid, della Sicilia?

Il Presidente Musumeci si assumerà altresì la responsabilità politica e sociale di non aver voluto prendere in considerazione tutti i suggerimenticontenuti nel documento deliberato all’unanimità dal consiglio comunale, e che da oltre un anno provengono dal nostro Comitato Civico per far sì che il bando di gara per la concessione in affidamento venga formulato e pubblicato con tempistiche, contenuti e modalità adeguati: abbiamo infatti ripetutamente denunziato il contenuto ampiamente approssimativo del precedente bando, assolutamente non degno di una materia importante e complessa quale quella di un bacino idro- termale, 

così come il fatto che molti imprenditori del settore, nazionali ed internazionali, non siano neanche venuti a conoscenza del precedente bando e delle effettive caratteristiche del patrimonio termale di Sciacca, 

e questo a causa delle modalità di veicolazione sul mercato del precedente bando, del tutto inadeguatealla specificità del business termale.  

Il rapporto Svimez 2020 stima nei primi tre trimestri del 2020 una riduzione dell’occupazione del 4,5% al Sud, il triplo rispetto al Centro-Nord, con una perdita di circa 280mila posti di lavoro al Sud.

Un termalismo completamento rinnovato, sotto forma di turismo del benessere oltre che terapeutico, potrebbe essere la strada giusta per rilanciare l’economia turistica siciliana e con essa favorire l’occupazione giovanile.

A Milano l’hanno compreso e stanno realizzando in soli due anni il più grande complesso termale d’Europa, in pieno centro storico.

A Palermo, il presidente Musumeci l’ha compreso oppure no?

Per il momento prendiamo atto, indignati e anche addolorati, del suo rifiuto a confrontarsi con le forze politiche e sociali del territorio, per il futuro vedremo se saprà calare l’asso nella manica o se avrà perso del tutto la propria credibilità politica.

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