Antonella Palazzotto e Maria Grazia Cascio hanno dialogato nei locali del Circolo Garibaldi di Sciacca con la scrittrice Licia Tumminello sul suo libro “La lunga estate dei gelsomini”, romanzo che recupera una pagina poco conosciuta della storia italiana del dopoguerra: le lotte delle raccoglitrici di gelsomino (le gelsominaie) nella piana di Milazzo. La serata era organizzata dalla Fidapa di Sciacca e dalla Mondadori Bookstore. Hanno conversato amabilmente come tre amiche di lunga data, in un clima accogliente e caloroso.


Il romanzo documenta con precisione storica la durissima realtà delle donne e delle bambine costrette a raccogliere le corolle di gelsomino fra mezzanotte e l’alba. Ma in maniera corale fa vivere personaggi femminili di grande spessore, le cui vicende personali si intrecciano con la fabula principale che è la lotta per affrancarsi dal ricatto sociale cui le donne erano sottoposte, in casa e al lavoro.
Fiori delicati, i gelsomini, destinati alle profumerie di lusso francesi, raccolti a piedi nudi nel fango e ripagati a peso con salari da fame (25 lire al chilo contro le 50 lire necessarie per un chilo di pane). L’odore persistente sui vestiti e sulla pelle che smascherava le ragazze che lavoravano di notte, esponendole ai pregiudizi moralistici del paese. Le sofferenze fisiche a contatto con l’ambiente umido, con i pappataci, con il buio della notte e quelle psichiche alle prese con le angherie dei caporali e con l’arroganza del loro “capo” luogotenente del padrone.
Le tematiche e gli spunti del romanzo sono stati esposti ed evidenziati con grande naturalezza da tutte e tre le protagoniste dell’incontro, che le hanno illustrato con chiarezza e semplicità: la coralità e gli spunti che riflettono la complessità di intere famiglie e della comunità; i personaggi femminili che evidenziano il conflitto generazionale del dopoguerra; il timore per la reputazione delle figlie che mostra quanto fosse pervasiva la cultura patriarcale; il riscatto delle giovani raccoglitrici ancora più rivoluzionario proprio per questo.


Il profumo del gelsomino, pianta delicata che per via del suo bianco candido e della delicatezza dei suoi petali a stella, simboleggia l’innocenza, la limpidezza d’animo e la grazia femminile ma anche simbolo dell’amore appassionato, della seduzione e dell’attrazione dei sensi e protagonista , con le sue donne raccoglitrici, del romanzo sembrava avere invaso ieri sera anche il salone del Circolo, che le socie Fidapa hanno popolato assistendo con grande attenzione alla presentazione.
Un romanzo molto vicino alla sensibilità femminile, questo della Tumminello, che si sta affermando nel panorama della narrativa storica e delle saghe familiari, distinguendosi per un forte legame con la memoria del territorio, i diritti delle donne e la ricostruzione sociale del Novecento.
Serviresciacca ha ripreso l’intero evento culturale in diretta streaming, e di esso i nostri lettori possono prenderne visione: