Quante volte ci siamo fermati davanti a quelle transenne circondate dall’inconfondibile rete arancione sospirando? Polvere, muretti a metà, attrezzatture di cantiere e quell’amaro in bocca che a Sciacca conosciamo fin troppo bene: la sensazione dell’ennesima opera lasciata a metà.

Guardando questa foto viene quasi da voltarsi dall’altra parte. Ma ieri, 19 ottobre 2026, durante il sopralluogo ai cantieri, Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale (AdSP), ha portato rassicurazioni e impegni concreti. Le sue parole segnano un cambio di passo.

In questa occasione, la presidente Tardino ha annunciato un importante finanziamento di 4 milioni di euro destinato alla manutenzione straordinaria e alla rifunzionalizzazione della Banchina San Pietro, con l’obiettivo di accelerarne la trasformazione nell’arco di un anno.

Ancora più attesa dagli operatori economici e dal quartiere Aliai è stata la conferma che i lavori a Riva Nord e nell’area delle Gaie di Garaffe sono finalmente ripartiti, sbloccando uno stallo che durava dal 31 dicembre 2022.

Per Sciacca si tratta di un’occasione irripetibile. “Sciacca avrà presto il suo nuovo waterfront ”, ha affermato la Tardino.

Cos’è un waterfront e perché fa bene all’economia

Un waterfront (letteralmente il “fronte d’acqua” urbano) indica la zona di una città o di un territorio che si affaccia direttamente su uno specchio d’acqua: mare, lago, fiume o canale.

Secondo gli studi di The European House – Ambrosetti (TEHA), in Italia il 37,2% dei Comuni si affaccia sull’acqua, concentrando il 60% della popolazione e ben l’80% del flusso turistico.Per capire quanto può valere questa trasformazione, guardiamo ai waterfront italiani più noti. A Genova c’è il Waterfront di Levante, firmato da Renzo Piano. A Napoli c’è il Lungomare Caracciolo. A Rimini c’è il Parco del Mare.

Anche in Sicilia ci sono esempi di riqualificazione. Palermo ha Costa Sud e Foro Italico. Catania ha il progetto “Catania guarda il mare”. Trapani ha il waterfront storico e Marsala il Parco della Salinella.

La rigenerazione dei fronti d’acqua genera un forte impatto positivo su più livelli:

  • Sviluppo locale e immobiliare: Rivitalizza i quartieri costieri, attirando attività commerciali, ristorazione e nuovi investimenti.
  • Blue Economy: Sostiene l’economia del mare (che in Italia rappresenta l’11% del PIL) integrando pesca, cantieristica e servizi.
  • Turismo e vivibilità: Trasforma gli spazi prima marginali o degradati in piazze pubbliche vivibili, sicure e fruibili tutto l’anno per eventi e passeggiate.

E Sciacca? Verso il “porto da vivere”

Come immaginiamo la Sciacca di domani, che del mare ha fatto la propria identità?

Proviamo per un attimo a togliere quelle odiate transenne dalla mente. Immaginiamo di camminare dal centro storico fino alle Gaie di Garaffe e alla Banchina San Pietro lungo una passeggiata curata, tra la luce calda del tramonto e il profumo di salsedine. Immaginiamo i pescherecci che rientrano mentre residenti e turisti vivono il porto in sicurezza, tra locali accoglienti e piazze aperte sulla costa.

Con gli impegni assunti dalla presidente Tardino, i fondi stanziati e i cantieri finalmente ripartiti, Sciacca ha oggi tutte le carte in regola per veder sparire quella rete arancione e riabbracciare il porto che merita da anni.

Le intese avviate tra l’AdSP e l’amministrazione comunale che affrontano nodi cruciali come il nuovo Piano Regolatore Portuale, la gestione dei rifiuti e la candidatura di Sciacca a Capitale Italiana del Mare 2027 dimostrano che la direzione intrapresa è finalmente quella giusta.

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Di FILENA RIZZUTO

Sono esperta in comunicazione internazionale e mi occupo di ospitalità di lusso.In questi anni ho capito che in vacanza la vera ricchezza è scoprire le cose semplici e genuine del paese in cui si è ospiti. Per questo adoro condividere le tradizioni, la bellezza e il buon cibo e racconto piccole storie che fanno grande la nostra storia, provando a stuzzicare il piacere della scoperta di Sciacca e delle "cose" di Sicilia.