
Gli echi dell’ultima seduta consiliare risuonano oggi in un comunicato stampa sottoscritto da quindici dei ventitré consiglieri comunali di opposizione all’amministrazione Termine: Lorenzo Maglienti, Paolo Mandracchia, Calogero Bono, Gaetano Cognata, Filippo Bellanca, Ignazio Bivona, Alberto Sabella, Antonino Venezia, La Bella Giuseppe, Maniscalco Isidoro, Grassedonio Alessandro, Catazaro Clelia, La Barbera Luca, Santangelo Carmela e Catanzaro Giuseppe.
«Basta scaricare le responsabilità sul passato. Il sindaco risponda degli impegni assunti con i cittadini nel 2022», recita il titolo.
“Le forze di opposizione del Consiglio comunale di Sciacca – si legge nel comunicato – esprimono forte perplessità per l’atteggiamento mostrato dal sindaco Fabio Termine durante il dibattito sulla sua relazione annuale. Di fronte alle nostre osservazioni sullo stato di attuazione del programma elettorale, abbiamo registrato nervosismo e insofferenza, quando sarebbe stato necessario un confronto sereno e puntuale sui risultati raggiunti”.
“Ci aspettavamo una relazione che spiegasse quali promesse del 2022 fossero state mantenute e quali ancora da realizzare. Abbiamo assistito, invece, a una lunga elencazione di opere, manutenzioni e finanziamenti, molti dei quali sostenuti attraverso i bilanci comunali grazie al senso di responsabilità dell’opposizione, altri proposti o sollecitati dagli stessi consiglieri di minoranza, altri ancora derivanti da precedenti amministrazioni o da finanziamenti regionali, statali ed europei”, prosegue il comunicato odierno.
“Nessuno contesta l’utilità di queste opere – viene precisato – ma non possono essere presentate come meriti esclusivi del sindaco, né sostituire la verifica del programma elettorale. Ancora più preoccupante è la distinzione che, a nostro giudizio, è emersa dalle argomentazioni del primo cittadino tra ciò che si promette in campagna elettorale e ciò che si realizza amministrando. Il programma elettorale non è un manifesto pubblicitario da archiviare dopo le elezioni: è un impegno assunto con i cittadini, del quale bisogna rendere conto”
A questo punto la presa di posizione post seduta consiliare fa riferimento al recente post del movimento politico guidato dal sindaco, (Mizzica), e al suo ricondurre le difficoltà del centro storico al PRG del 2015, chiamando in causa le responsabilità del centrodestra.
“Ricordiamo che il PRG fu adottato da un commissario ad acta nel 2015 e approvato definitivamente dalla Regione Siciliana nel 2020, con modifiche e prescrizioni, durante l’Amministrazione di centrosinistra guidata da Francesca Valenti. E allora chiediamo al Sindaco: se quelle scelte urbanistiche erano così sbagliate, perché l’Amministrazione dell’epoca non ritenne di contrastare le modifiche e le prescrizioni introdotte dal Dipartimento regionale, né di promuovere un confronto in Consiglio comunale sulle eventuali osservazioni da opporre prima dell’approvazione definitiva?”, viene osservato.
“Non si possono attribuire tutte le responsabilità al centrodestra del 2015, dimenticando che il procedimento si è concluso nel 2020, quando a governare Sciacca era un’Amministrazione di diverso orientamento politico. Ma soprattutto chiediamo al sindaco e al suo movimento: quale specifica previsione del PRG avrebbe provocato la chiusura delle attività commerciali e lo spopolamento del centro storico?”, viene obiettato.
“Se quel piano presenta criticità così gravi, quali iniziative ha assunto l’Amministrazione Termine, dal 2022 a oggi, per superarle? Il sindaco aveva promesso interventi per il recupero del patrimonio storico, strumenti di pianificazione per il centro antico, incentivi alla riqualificazione degli immobili e una strategia per rendere il centro storico più attrattivo e accessibile. A che punto sono questi impegni”viene chiesto.
“La manutenzione di una strada o l’installazione di nuovi punti luce sono interventi utili, ma non equivalgono a un progetto complessivo di rigenerazione urbana”.
“Le opposizioni continueranno a sostenere ogni iniziativa utile a Sciacca, senza rinunciare al proprio ruolo di controllo. Dopo oltre quattro anni di amministrazione, non è più sufficiente attribuire le difficoltà della città a chi ha governato in passato. Sciacca ha bisogno di risposte e risultati, non di alibi politici”, è la conclusione dei 15 consiglieri comunali di opposizione.