I consiglieri comunali di Sciacca del Movimento ControSistema / Sud Chiama Nord, Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò hanno trasmesso un esposto relativo all’Unita Operativa complessa di Medicina presso il presidio ospedaliero “Giovanni Paolo II” di Sciacca. L’esposto è indirizzato alla Procura della Repubblica di Sciacca e alla Procura regionale della Corte dei conti, tramite la Guardia di Finanza. È stato anche inviato all’Assessorato regionale della Salute, all’ASP di Agrigento, all’Università di Palermo e alla Prefettura di Agrigento.

Dal 2019 la direzione del reparto è affidata all’Università di Palermo in convenzione. Nel 2023 un decreto assessoriale l’ha formalmente qualificata come struttura “a direzione universitaria”. Tuttavia, L’Unita è stata di fatto retta da anni da un dirigente medico dello stesso Ospedale, il Dr. Loriano Malfa, in qualità di “facente funzioni” vome direttore.

Adesso questa attribuzione di funzioni è scaduta e il dr. Malfa ha scelto di dedicarsi in esclusiva alla direzione dell’Unita Operativa Semplice dell’Ospedale di Ribera, di cui è già titolare.

Come è ben noto i presidi ospedalieri di Sciacca e Ribera sono giuridicamente e formalmente “Ospedali Riuniti”, ma per motivazioni di “opportunità politica” hanno due distinte Unità di Medicina, una complessa (Sciacca) e una semplice (Ribera). Finora entrambe erano dirette dal Dr. , quella complessa in qualità di facente funzioni e quella semplice in qualità di titolare della direzione stessa.

Il concorso per la direzione dell’UOC di Sciacca non si può fare proprio in quanto “struttura a direzione universitaria”: direzione universitaria che, a quanto pare, esiste solo sulla carta.

Per questo Brucculeri e Blò nell’esposto chiedono di verificare se la direzione universitaria sia stata effettivamente esercitata, o se siano stati sostenuti costi per una funzione non svolta.

“Non facciamo nomi e non emettiamo sentenze – dicono i due consiglieri comunali -. Spetta alle autorità accertare fatti e responsabilità. Il problema è un sistema che, se le segnalazioni saranno confermate, tiene in vita una convenzione sulla carta e impedisce il concorso. In Ortopedia il concorso si è fatto, in Medicina no. Intanto è proprio in questo reparto che vengono isolati i pazienti infettivi quando non si trovano posti altrove, come è accaduto a fine settembre con un caso di meningite”.

Queste sono le richieste formali di Raimondo Brucculeri e Maurizio Blò:

• all’ASP di Agrigento, con diffida a 30 giorni: verificare la presenza effettiva del direttore universitario, avviare la risoluzione della convenzione per Sciacca e bandire il concorso per il Direttore della U.O.C.;

• all’Assessore regionale alla Salute: rivedere entro 30 giorni l’accordo Regione–Università per la parte relativa a Sciacca;

• al Rettore dell’Università di Palermo: chiarire quale attività universitaria si svolga oggi a Sciacca;

• al Prefetto di Agrigento: convocare un tavolo istituzionale sulla sanità del distretto;

• al Presidente del Consiglio comunale: convocare un consiglio straordinario aperto con ASP, Assessore e deputati regionali.

Viene chiesto inoltre a ciascun deputato regionale eletto nel collegio di Agrigento di dire pubblicamente, entro 30 giorni, quali iniziative abbia assunto all’ARS su questo reparto e se sostenga il ritorno al concorso.

“I cittadini di Sciacca e del comprensorio hanno diritto a un reparto di Medicina con un responsabile presente e scelto con procedura pubblica”, concludono i due consiglieri di Su chiama Nord.