Si è conclusa da pochi giorni la festa del quartiere di San Michele, che quest’anno ha avuto come momento identitario l’intitolazione dell’altorilievo dedicato a Francesco Maniscalco, conosciuto come “Zu Franciscu Pirocchiu”, massaggiatore che per molti anni ha vissuto in questa parte della città.

La scultura, collocata con una pubblica cerimonia nella grande aiuola verde di piazza Gerardo Noceto, rappresenta certamente un omaggio alla memoria di una figura profondamente legata al quartiere. Ma quella stessa collocazione può diventare anche l’occasione per guardare a questo spazio con occhi diversi e immaginare una sua nuova funzione, capace di restituirlo pienamente alla comunità.

Perché non pensare proprio qui alla realizzazione di un piccolo parco giochi per bambini e famiglie?

San Michele è una zona popolosa, vissuta e frequentata quotidianamente da tante famiglie. Eppure manca uno spazio pubblico pensato e attrezzato per i più piccoli, un luogo nel quale poter giocare, incontrarsi e trascorrere qualche ora all’aperto in condizioni di sicurezza.

Basta osservare quel che accade oggi nella grande piazza con la fontana per capire quanto questa esigenza sia reale. La piazza viene utilizzata un po’ come campo di calcio, un po’ come campo di basket e, soprattutto, come spazio nel quale le famiglie portano i propri bambini con passeggini, tricicli e giochi improvvisati.

È una piazza che, in qualche modo, cerca spontaneamente di svolgere una funzione che non le appartiene completamente. E non è certamente l’ideale: la pavimentazione, in alcuni punti scivolosa, e l’assenza di strutture specificamente dedicate ai bambini non fanno di questo spazio un luogo realmente sicuro e attrezzato per il gioco.

Ecco allora che quella grande aiuola verde potrebbe diventare qualcosa di più.
Potrebbe diventare un piccolo parco di quartiere, con giochi suddivisi per fasce d’età, panchine per gli accompagnatori, alberature e zone d’ombra, cestini, illuminazione e una particolare attenzione all’accessibilità, affinché anche i bambini con disabilità possano, per quanto possibile, usufruirne.

Ma un parco giochi non è soltanto un insieme di altalene, scivoli e strutture colorate.
È uno spazio di socialità. È il luogo nel quale i bambini imparano a stare insieme, nel quale si incontrano famiglie, si costruiscono relazioni e un quartiere torna a vivere anche attraverso i suoi spazi pubblici.

Investire in un parco giochi significa dunque investire nei bambini, ma anche nelle relazioni tra le persone e nella qualità della vita di una comunità.

C’è però un aspetto che sarebbe importante considerare fin dall’inizio, proprio guardando alle esperienze maturate in altre parti della città.

Sciacca dispone già di alcune aree destinate ai bambini che negli anni hanno dovuto fare i conti con problemi di manutenzione, pulizia, sicurezza o deterioramento delle strutture.
Il caso del parco giochi della Perriera, nei pressi del Museo del Carnevale, è forse quello più emblematico. Negli anni sono state segnalate attrezzature danneggiate, pavimentazioni deteriorate, erbacce e condizioni non sempre adeguate alla fruizione dei bambini, nonostante in precedenza fossero stati effettuati interventi e investimenti per la riqualificazione dell’area, compreso il parco giochi inclusivo.

Anche allo Stazzone il comitato di quartiere ha segnalato nel tempo condizioni di abbandono dell’area destinata ai bambini, mentre la Villa comunale “Ignazio Scaturro” ha conosciuto problematiche più generali di cura e manutenzione che hanno reso necessari ulteriori interventi.

Il Parco delle Terme rappresenta un’altra esperienza dalla quale trarre una riflessione: anche quando all’interno di un progetto di riqualificazione vengono previste strutture e aree destinate ai bambini, è indispensabile che alla realizzazione seguano apertura, gestione, custodia e manutenzione.

E poi c’è il caso del più recente parco di via Brigadiere Nastasi, inaugurato nel 2024, sul quale pochi giorni or sono sono state sollevate questioni relative alla sicurezza e alle condizioni di alcune parti dell’area.

Sono situazioni differenti, che hanno avuto origini e vicende diverse e che sarebbe semplicistico ricondurre a una sola causa. Ma rappresentano comunque un’esperienza dalla quale trarre insegnamento..

La realizzazione di un parco giochi, infatti, non può esaurirsi nel giorno dell’inaugurazione.

Anzi, è proprio da quel giorno che dovrebbe cominciare un’altra parte fondamentale del progetto: quella della cura.
La manutenzione deve essere parte integrante del progetto

Se un giorno San Michele dovesse avere il suo parco giochi, sarebbe auspicabile che la manutenzione fosse prevista fin dall’inizio e non considerata un problema da affrontare successivamente.

Così come sarebbe auspicabile che possa avvenire già oggi per gli spazi pubblici adibiti a parco giochi già esistenti: controlli periodici delle attrezzature, verifica delle pavimentazioni, cura del verde, pulizia, illuminazione, controllo degli arredi e interventi tempestivi in caso di danneggiamenti dovrebbero sempre contraddistinguere queste aree pubbliche.


Un parco per bambini deve essere pensato non soltanto per essere bello quando viene inaugurato, ma per rimanere sicuro, pulito e funzionante anche negli anni successivi.

E forse proprio questa deve essere la vera sfida: non soltanto creare un nuovo spazio, ma riuscire a conservarlo adeguatamente.

È bello pensare ad un parco costruito insieme al quartiere, un’occasione di partecipazione.
Famiglie, residenti, associazioni e cittadini potrebbero essere coinvolti nella scelta delle caratteristiche del parco, ascoltando direttamente chi vive quotidianamente San Michele.
Anche il comitato di quartiere potrebbe avere un ruolo, non necessariamente nella gestione materiale dell’area, ma certamente nella sua attenzione quotidiana, nella segnalazione tempestiva delle eventuali criticità e nella promozione di iniziative capaci di mantenere vivo quello spazio.
Perché un luogo pubblico funziona davvero quando viene sentito come un bene della comunità.

E allora quella grande aiuola potrebbe assumere un significato nuovo.
Oggi ospita la memoria di Francesco Maniscalco. Domani potrebbe ospitare i giochi dei bambini del quartiere.
La memoria di chi ha vissuto San Michele ieri e il futuro di chi lo vivrà domani potrebbero incontrarsi nello stesso luogo.
E, già che ci siamo, là dove oggi ricordiamo “Zu Franciscu Pirocchiu”, qualche pianta, qualche fiore e una maggiore cura dell’aiuola contribuirebbero a rendere ancora più bello e dignitoso quello spazio.

La proposta, dunque, è semplice: valutare concretamente la possibilità di trasformare l’area di piazza Gerardo Noceto in un piccolo parco giochi oppure, qualora ciò non fosse tecnicamente possibile, individuare un’area alternativa nel quartiere e avviare un percorso progettuale.
Non servirebbe necessariamente una grande opera.

Una città non si misura soltanto dalle grandi opere. Si misura anche dalla capacità di creare piccoli luoghi nei quali le persone possano incontrarsi, i bambini possano giocare e una comunità possa riconoscersi.