La presidente dell’Associazione “Strutture Sciacca Centro”, Santina Matalone, prende spunto dal caso Palermo per richiedere che a Sciacca si riconosca un compenso alle strutture ricettive che incassano dai visitatori l’imposta comunale di soggiorno.

“Il caso Palermo potrebbe aprire una riflessione anche a Sciacca – dice Matalone -. Gli operatori sostengono costi e responsabilità per la riscossione. È il momento di affrontare la questione nel nuovo regolamento»

La questione è emersa in questi giorni a Palermo, dove il regolamento comunale prevede una quota forfettaria del 10 per cento destinata agli operatori a titolo di rimborso delle spese legate alla riscossione. Gli uffici comunali ne hanno proposto l’eliminazione, ma la modifica dovrà essere sottoposta al Consiglio comunale palermitano, la cui Commissione Attività produttive ha annunciato l’apertura di un confronto con le associazioni di categoria e con i rappresentanti delle strutture ricettive.

Ed è proprio questo passaggio che, secondo Matalone, merita attenzione anche a Sciacca.


«Se il Comune sta lavorando a un nuovo regolamento dell’imposta di soggiorno, questo è il momento giusto per affrontare anche il tema dei costi che le strutture ricettive sostengono per la riscossione dell’imposta», è il ragionamento della presidente dell’associazione.

“Le strutture, infatti, non si limitano a incassare materialmente la somma dal turista. Devono gestire i pagamenti, contabilizzare gli importi, effettuare gli adempimenti previsti e riversare le somme al Comune. Un’attività che comporta tempo, personale, procedure amministrative e responsabilità”.

È lo stesso argomento sollevato dagli operatori palermitani: “Quel 10 per cento – ha osservato la presidente di Federalberghi Palermo Rosa Di Stefano – non è mai stato concepito come un regalo agli albergatori», proprio perché collegato ai costi sostenuti dalle imprese per la gestione dell’imposta. Non un privilegio, ma il riconoscimento di un’attività “.

La proposta di Santina Matalone parte quindi da un principio preciso: se le strutture ricettive svolgono per conto del Comune una serie di adempimenti necessari alla riscossione dell’imposta, il nuovo regolamento potrebbe prevedere un rimborso forfettario dei relativi costi.


«Non parliamo di un’agevolazione o di un privilegio per le strutture ricettive – sottolinea Matalone – ma del riconoscimento di un’attività amministrativa che comporta costi e responsabilità. Credo che questo aspetto debba essere discusso insieme agli altri elementi del nuovo regolamento».

«Abbiamo bisogno di un regolamento chiaro, condiviso e adeguato alla realtà turistica di Sciacca – conclude la presidente di Strutture Sciacca Centro –. E nella discussione non può mancare il tema dei costi che le imprese sostengono per riscuotere l’imposta per conto dell’ente».