«Una piazza non è solo un luogo, noi scegliamo di esserci. La nostra voce merita spazio». È da queste parole, cariche di significato e di senso civico, che prende forma l’iniziativa di un gruppo di donne impegnate nel sociale, nel volontariato, nella politica e nella cultura, unite da un obiettivo comune: restituire vita, dignità e valore ad alcuni spazi della città.
Un progetto che nasce dalla consapevolezza che le piazze non sono semplicemente luoghi di passaggio o porzioni di territorio, ma rappresentano il cuore pulsante di una comunità. Sono spazi di relazione, di confronto, di memoria e di identità. E quando vengono lasciati vuoti, trascurati o abbandonati al degrado, a impoverirsi non è soltanto il paesaggio urbano, ma anche il tessuto sociale che tiene insieme una città.
Da qui la scelta di esserci, di occupare simbolicamente e concretamente uno dei luoghi molto chiacchierato ultimamente per il degrado, un punto nevralgico del centro storico, meta di ritrovo per giovani e soggetti che hanno fatto parlare di “paura” per i noti fatti di cronaca, per chi in quella zona ci vive, lavora o soltanto vi transita: Piazza San Vito in Via Licata con l’intento di trasformare questo spazio, questo luogo spesso dimenticato, in un luogo vivo, capace di accogliere persone, raccontare storie e favorire la partecipazione. L’appuntamento è ogni Venerdì dalle 18 alle 20 per leggere, raccontare, ridere insieme e vivere in quel luogo della città e dei suoi cittadini.


Il messaggio affidato al video-slogan realizzato dal gruppo è chiaro: «Proteggere la nostra città significa averne cura. Accogliere è un dovere, il rispetto è un dovere reciproco».
Parole che racchiudono il senso più profondo dell’iniziativa. Non si tratta di rivendicare spazi contro qualcuno, né di creare contrapposizioni tra cittadini sulla base della provenienza geografica o culturale. Al contrario, il progetto vuole affermare un principio universale: la città appartiene a tutti e tutti sono chiamati a rispettarla, ad averne cura e a contribuire alla sua vivibilità.
Chiunque viva, frequenti o attraversi questi luoghi, indipendentemente dalle proprie origini, è parte della comunità ed è chiamato a rispettarne gli abitanti, gli spazi pubblici, le regole e il patrimonio storico e culturale.
È proprio in questa prospettiva che la presenza delle donne assume un significato particolare. Donne provenienti da esperienze e percorsi differenti che scelgono di mettere insieme competenze, sensibilità ed energie, trasformando l’impegno individuale in un’azione collettiva. Una presenza attiva, visibile, che vuole essere testimonianza di partecipazione democratica e di responsabilità civica.
La cultura diventa così uno strumento concreto di rigenerazione urbana e sociale. Riempire una piazza con la storia, la conoscenza, il racconto e il dialogo significa restituirla alla sua funzione originaria: essere uno spazio aperto, accessibile, condiviso, nel quale le differenze possano incontrarsi e diventare una ricchezza.
«Non lasciamo le nostre piazze vuote» è l’appello che accompagna il progetto. Un invito rivolto a tutta la cittadinanza, affinché la cura della città non sia delegata soltanto alle istituzioni, ma diventi un impegno quotidiano e condiviso; ogni venerdì dalle 18 alle 20 l’invito rivolto a tutte le donne.
Perché proteggere una città non significa chiuderla, ma renderla più bella, vivibile e accogliente. Significa riconoscere il valore dei suoi luoghi, custodirne la storia e costruire occasioni di incontro tra le persone.
E forse è proprio questo il messaggio più importante che il gruppo di donne vuole trasmettere: una città rispettata è una città vissuta, una piazza animata è una piazza che appartiene alla comunità. E per restituire bellezza e dignità ai luoghi non servono soltanto parole, ma presenza, partecipazione e voglia di esserci.