Pesca, Porto, Università, Mediterraneo: il progetto c’è. La concorrenza è forte, ma soprattutto bisogna fare in modo che, comunque vada, qualcosa di concreto resti alla città.
Questa volta è ufficiale: Sciacca è candidata a Capitale italiana del Mare 2027.

La Giunta comunale ha approvato e trasmesso la candidatura entro la scadenza del 30 settembre, con il progetto “Sciacca, Mare di Incontri – Identità, comunità e futuro nel cuore del Mediterraneo”, per un importo complessivo richiesto di un milione di euro, pari al contributo previsto per il Comune che otterrà il titolo.
È una candidatura che merita di essere sostenuta. Sciacca non deve inventarsi una vocazione marinara: pesca, porto, commercio ittico, industria ittico/conserviera, tradizioni marinaresche, corallo e Mediterraneo fanno parte della sua storia e della sua identità.
Il progetto prevede un forum euro-mediterraneo, la valorizzazione dell’identità marinara e termale, un itinerario dedicato al culto della Madonna del Soccorso, attività di accoglienza turistica e percorsi didattici con le scuole.
Ma la parte forse più interessante riguarda il tentativo di collegare la candidatura allo sviluppo economico della città.
Il porto, l’Autorità di sistema e l’Università
Il Comune comunica che l’Autorità di Sistema Portuale del Mare della Sicilia Occidentale, con decreto della presidente Annalisa Tardino del 29 settembre, ha approvato lo schema di Accordo per la collaborazione istituzionale sulla candidatura, in sinergia con il piano di riqualificazione del porto.
È un passaggio importante, perché il porto non può essere soltanto un elemento scenografico della candidatura: deve diventare parte della strategia di sviluppo.
Al progetto hanno inoltre aderito due Dipartimenti dell’Università di Palermo.
Il SEAS realizzerà uno studio sullo sviluppo economico e commerciale delle attività legate al mare e al porto, con particolare attenzione a pesca, ricettività, commercio ittico e waterfront. Il Dipartimento di Architettura lavorerà invece invece sulla valorizzazione partecipata dello skyline portuale.
Sono elementi che danno alla candidatura una struttura più concreta.
La concorrenza c’è
Sciacca, però, non corre da sola.
Sono state rese pubbliche candidature di Bari, Pantelleria, Vico Equense, Trapani, Civitavecchia, Loano e San Benedetto del Tronto, oltre ad altre iniziative in corso.
Bari punta sui suoi 42 chilometri di costa e sulla rigenerazione; Pantelleria su biodiversità, subacquea e turismo blu; Vico Equense su ambiente e ricerca; Trapani su porto, pesca, saline e archeologia subacquea; Civitavecchia sulla grande dimensione portuale e su una rete territoriale molto ampia; Loano su cultura, innovazione e sostenibilità.
Non disponiamo ancora dell’elenco nazionale definitivo delle candidature pubblicato dal Dipartimento, per cui sarebbe imprudente parlare di una graduatoria degli avversari.
Ma una cosa è certa: la competizione sarà seria e serrata.
Sciacca ha possibilità?
Non è possibile attribuire oggi una percentuale credibile di vittoria. Mancano i dossier completi di tutte le concorrenti e, per Sciacca, non è ancora disponibile pubblicamente in forma integrale tutta la documentazione progettuale.
Ma la candidatura saccense ha una sua identità precisa: pesca, porto, commercio ittico, waterfront, Università e Mediterraneo.
Sono punti di forza reali.
Il problema è capire se siano stati trasformati in un progetto sufficientemente dettagliato, con obiettivi, indicatori, cronoprogramma, risorse e risultati misurabili. È su questo terreno che la Giuria dovrà confrontare le diverse candidature.
E quanto costa?
Questa è una domanda che è giusto porre, senza per questo essere disfattisti.
Il milione di euro non è il costo della candidatura: è il contributo previsto per il Comune che vincerà e realizzerà il programma del 2027.
Quanto sia costata invece la preparazione della candidatura di Sciacca non è stato finora reso pubblico in modo dettagliato. Sarebbe opportuno conoscerlo: progettazione, eventuali consulenze, comunicazione, organizzazione e altri costi devono essere trasparenti.
Anche il precedente dei circa 30 mila euro va precisato: “Il Corallo della Memoria” prevedeva un contributo regionale di 30 mila euro, non un prelievo dalla tassa di soggiorno. È invece documentato un precedente utilizzo di 24.500 euro dell’imposta di soggiorno per il “Laboratorio dei Carristi”. E poi ci sono i 27 mila euro spesi per la candidatura non andata a buon fine di Capitale Italiana del Libro.
Sono soldi pubblici, e quindi è giusto chiedere sempre quanto si spende e quali risultati si ottengono.
La domanda più importante
Una preoccupazione legittima non è che Sciacca abbia deciso di candidarsi. Ha sicuramente fatto bene.
La preoccupazione è che anche questa iniziativa possa trasformarsi, in caso di mancata vittoria, in un progetto che rimane sulla carta.
Per questo sarebbe importante che una parte del lavoro rimanga utile alla città qualunque sia il risultato finale.
Lo studio sull’economia del mare, il rapporto con l’Università, la collaborazione con l’Autorità portuale, il progetto sul waterfront, la formazione e le relazioni mediterranee dovrebbero produrre risultati anche se il titolo non arrivasse.
In questo modo la candidatura non sarebbe una scommessa “tutto o niente”.
Speriamo che Sciacca vinca
E lo diciamo senza riserve.
Perché il titolo potrebbe rappresentare una grande occasione per riportare finalmente il mare al centro dello sviluppo cittadino: pesca, porto, commercio, turismo, formazione, cultura e Mediterraneo, in un contesto in cui rinasce anche il termalismo.
Ma proprio perché lo auspichiamo, dobbiamo essere esigenti.
Sostenere la candidatura non significa firmare una cambiale in bianco.
Significa tifare perché Sciacca vinca, chiedendo contemporaneamente trasparenza sui costi, chiarezza sugli impegni dei partner e, soprattutto, la garanzia che qualcosa di concreto rimanga alla città anche dopo il 2027.
Dopo tante occasioni mancate, Sciacca non ha bisogno di un’altra chimera. Ha bisogno che questa volta un progetto diventi realtà, nella realtà prima ancora che nel primo posto di una classifica.