di Francesco Passafiume
La cerimonia conclusiva del “Premio Giornalistico Enzo Porrello”, che si è svolta ieri sera a Sciacca nel Palazzo di Città, è stata anche l’occasione per riportare al centro del dibattito una questione che rimane aperta da troppo tempo: la riattivazione della Consulta Giovanile Comunale.
Il premio, nato in memoria del giornalista Vincenzo Porrello, ha coinvolto gli studenti dei quattro istituti scolastici superiori: Amato Vetrano, Don Michele Arena, Fermi e Fazello, invitati a raccontare e interpretare Sciacca (o paesi limitrofi) attraverso il giornalismo. Sono stati in tutto 46 gli articoli realizzati e pubblicati.
Nel corso della serata, il confronto si è spostato anche sul rapporto tra le istituzioni cittadine e le nuove generazioni.
Due studenti del Liceo Classico “T. Fazello” sono intervenuti portando all’attenzione dei presenti il tema della partecipazione giovanile alla vita pubblica della città.
Uno dei due, Ignazio D’Asaro, diplomatosi quest’anno, rivolgendosi ai presenti, ha rilanciato la questione: “Riattiviamo la Consulta Giovanile!”.

L’appello è stato rivolto alla platea, nella quale era presente anche il sindaco di Sciacca.
Secondo il regolamento comunale, la Consulta Giovanile è un organo consultivo in materia di politiche giovanili, chiamato a rappresentare le esigenze dei giovani e a formulare proposte di interesse per il mondo giovanile.
L’appello pro consulta non nasce oggi.
Già lo scorso anno, durante un’assemblea d’istituto del Liceo Classico “T. Fazello”, chi scrive questo articolo e lo stesso Ignazio D’Asaro avevamo portato la questione della Consulta all’attenzione degli studenti.
L’iniziativa aveva suscitato l’interesse di diversi ragazzi, che avevano dato vita a un gruppo per sostenerne la riattivazione.
Nei mesi successivi, avevo ripreso l’argomento con un articolo pubblicato su quesito giornale, ServireSciaccs.
La questione è poi finalmente approdata all’ordine del giorno del Consiglio comunale.
Inserita dapprima nelle sedute del 16, 23 e 29 aprile 2026, è stata di volta in volta rinviata alla seduta successiva, senza mai arrivare a discuterla, una discussione conclusiva.
Ancora oggi è all’ordine del giorno, ma non si arriva mai a discuterla per deliberarla. Quando arriverà il momento?
L’appello, ovviamente, non nasce con l’intenzione di coinvolgere soltanto gli studenti del Fazello. L’idea è quella di aprire un confronto con le altre scuole superiori della città, con l’obiettivo di fare della partecipazione giovanile un terreno comune di confronto, indipendentemente dall’istituto frequentato.
Per gli studenti coinvolti, una maggiore partecipazione alla vita cittadina può rappresentare anche un modo per rafforzare il legame tra i giovani e il territorio.
In definitiva, la Consulta Giovanile sembra essere sparita dai radar della politica cittadina.
Quante altre sedute del Consiglio Comunale dovranno passare prima che la partecipazione giovanile smetta di essere relegata in fondo all’ordine del giorno e considerata cosa poco importante?
FRANCESCO PASSAFIUME